<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6181716668513333344</id><updated>2012-02-18T14:35:58.928+01:00</updated><category term='Heroic Fantasy'/><category term='Il Giornale dei Misteri'/><category term='Racconti'/><category term='romanzi'/><category term='Fantascienza'/><category term='scrittori esordienti'/><category term='biografie semiserie'/><category term='I miei libri'/><category term='New Weird'/><category term='scrittori'/><category term='casi editoriali'/><category term='narrativa fantastica'/><category term='cinema'/><category term='scrivere'/><category term='Scrivere un Saggio'/><category term='video'/><category term='recensioni semiserie'/><category term='Fantasy Italico'/><category term='risposte'/><category term='Narrativa bizzarra'/><category term='biografie'/><category term='film'/><category term='riflessioni'/><category term='la mia biografia'/><category term='recensioni'/><category term='serie televisive'/><category term='leggere'/><title type='text'>Gabbiani delle Stelle</title><subtitle type='html'>Il blog dello scrittore, giornalista e divulgatore Massimo Valentini</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Massimo Valentini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04403346764833301763</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://1.bp.blogspot.com/-uikOmdYS8L0/TtZ3AZav47I/AAAAAAAAAxw/7UbyvWuZ6j4/s220/DSCN0153.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>78</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6181716668513333344.post-3371894927289295717</id><published>2012-02-12T19:16:00.000+01:00</published><updated>2012-02-13T02:33:01.410+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scrivere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni'/><title type='text'>Così si Sogna, così si Scrive!</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-99nQ8-l8zbQ/Tzf-z3DVtyI/AAAAAAAAA-4/EJT0Qp86Psk/s1600/foto_scrittura.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="265" sda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-99nQ8-l8zbQ/Tzf-z3DVtyI/AAAAAAAAA-4/EJT0Qp86Psk/s400/foto_scrittura.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #a64d79;"&gt;&lt;strong&gt;Questa volta parleremo di come si scrive Narrativa Fantastica o meglio, di come &lt;em&gt;imparare&lt;/em&gt; a scrivere Narrativa Fantastica che sia Fantasy, Fantastico Puro, New Weird o Bizzarro Fiction. Avete capito bene, ho detto proprio&lt;em&gt; imparare&lt;/em&gt;. Voi sapete che più di una volta abbiamo parlato &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://www.gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/09/talento-e-tecnica.html"&gt;&lt;strong&gt;della tecnica e del talento&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;, due voci che considero imprescindibili quando usiamo la penna per scrivere delle storie che non siano solo una mera &lt;strike&gt;scopiazz&lt;/strike&gt; ispirazione di quelle che vanno di moda. Storie di buona qualità, storie che in qualche modo possano servire da modello per far evolvere lo stile dell’Autore evitando di farlo arenare sulle scogliere del commerciale. Bene. Prima di continuare a leggere vi pregherei, se pensate di essere Artisti per i quali Cuore, Dolcezza e Amore sono la regola aurea, di girare i tacchi e andare da qualche altra parte. Già perché mi sono seccato di leggere libri e libercoli dove l’autore, non so se in buona fede o meno, descrive il suo romanzo sui vampiri o la sua storia “socialmente impegnata” come espulsa dalla propria anima delicata con contorno di notte buia e tempestosa. La farsesca convinzione che per scrivere bene si debba lovvare il mondo convincerebbe certamente la fidanzata, l’amico, il papi e l’amica del cuore, ma non un lettore onnivoro di Narrativa Fantastica per i quali &lt;span style="color: orange;"&gt;“Twilight”&lt;/span&gt; e le cazzate della Troisi sono, appunto, sciocchezze. Semmai è il modo migliore per farlo&amp;nbsp;arrabbiare per aver speso 20 inutili euro. Ma torniamo a noi: come si impara a scrivere? Alla scuola dello scrittorone famoso che per millemila euro ti insegnerà a distinguere un capoverso da un incrociatore Klingon, magari facendoti studiare, e comprare, i suoi fantasmagorici libretti? (No, non parlo di &lt;em&gt;Baricco&lt;/em&gt;, ma confesso che tale descrizione lo ricorda) Affatto: parlo dei manuali, di quelli veri, scritti da gente professionista, preferibilmente anglosassone. Adesso non cominciamo a dire che l’Arte è Ispirazione, palpiti del Cuore e bla, bla, bla! L’arte autentica è prerogativa del Genio. Genio è colui che dimostra una spiccata capacità, il più delle volte innata, per una specifica materia che può essere la Matematica, la Narrativa, la Fisica Quantistica, il Dipingere, ecc. E soprattutto vorrei che rifletteste bene su questi esempi: &lt;em&gt;Leonardo, Bernini, Tesla, Einstein, Bohr, Dick, Matheson, Moore, Lovecraft, Poe, i coniugi Curie, Joyce, Love&lt;/em&gt; e tanti altri nomi, famosi esponenti dell’umano genio nel campo della Fisica, Matematica, Narrativa, Illustrazione, secondo voi non studiavano? &lt;em&gt;Leonardo&lt;/em&gt; trascorreva ore a sezionare corpi, a studiare capillari e vene, a leggere saggi di maestri a lui contemporanei che parlassero di grana della pelle, studiava i colori, sperimentava. Un matematico? Un ingegnere? Un genio? Certo, Leonardo era questo e anche di più: era un artista. Lo stesso vale per gli autentici artisti della penna. Oggi i media quando si tratta di libri parlano ai quattro venti presentando i libri di Tizio &amp;amp; Caio come capolavori, casi letterari, rivelazioni del secolo ecc. Beh, di solito, si tratta di vaccate. Non penserete davvero che al giorno d'oggi i &lt;em&gt;gegni &lt;/em&gt;siano molto più numerosi di un tempo, vero? Del resto, non sarebbero geni se ne esistessero così tanti... Tornando alla realtà,&amp;nbsp;p&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #a64d79;"&gt;&lt;strong&gt;er scrivere un romanzo efficace, per dipingere un viso di donna che sembri “vivo”, per capire come funziona l’universo servono due cose: un’eccellente fantasia e una perfetta esecuzione delle regole. Pensiamo a gente come &lt;em&gt;Bach o Beethoven&lt;/em&gt;, adesso. Se fosse solo questione di Arte, perché mai si dovrebbe frequentare un conservatorio? In fondo tutti sanno battere le dita sui tasti di un pianoforte e imparare a suonare &lt;span style="color: #0c343d;"&gt;“Tu scendi dalle Stelle”&lt;/span&gt; alla pianola regalataci dal Papi per Natale. Se magari imparo a suonare anche una canzone dei &lt;em&gt;Roxette&lt;/em&gt; perché non pensare che il Talento non sia sufficiente? Non ho mai capito perché qui da noi è di moda pensare, per i non addetti ai lavori, che per scrivere un romanzo Fantasy non serva alcuno studio. Ultimamente ho letto &lt;em&gt;Twain&lt;/em&gt; (il buon vecchio &lt;em&gt;Mark&lt;/em&gt;), &lt;em&gt;Orson Scott Card, Ben Bova&lt;/em&gt; e altri. Non contento, ho letto un casino di autentici capolavori del genere per capire cosa NON dovessi fare per scrivere &lt;span style="color: blue;"&gt;“Nexius”&lt;/span&gt;, il mio primo romanzo Heroic Fantasy nudo e crudo. Molto, molto, ma davvero molto nudo e crudo. E tutto questo dopo aver già pubblicato cinque volte, dopo aver scritto altri romanzi, al momento inediti, per i quali ho studiato altrettanto. È stato molto utile, in primo luogo per l’evoluzione del mio stile. Per capire che non è perfetto e che forse non lo sarà mai, ma è soddisfacente sapere di essere migliorati, di essere riuscito ad andare avanti. Di sfidare me stesso tentando nuove regole e nuovi approcci alla Narrativa Fantastica. Questa è la vera, autentica differenza che passa dal battere a caso sul pianoforte per pura curiosità e saper suonare per godere della musica vera. Quella fa palpitare davvero il cuore, quella tocca le corde della tua anima e ti fa provare l’ebbrezza, magari per poco, di esserti allontanato dal mondo grigio che ti circonda. Scrivere, per me, è come suonare: i pensieri nascono da soli nella mia mente, i personaggi vivono, muoiono, evolvono, le storie si dipanano, le idee sorgono e quando finalmente le trascrivo su carta mi rendo conto che, anche se buone, necessitano di un linguaggio diverso dal solito e che le regole di questo linguaggio sono matematiche, proprio come la musica. Adesso qualcuno di voi potrebbe chiedersi perché mai io abbia letto solo manuali di scrittori stranieri o romanzi di anglosassoni. Perché a me piace la narrativa fantastica (fantasy e fantascienza) e in Italia quasi nessuno conosce l’argomento. Quei pochi scrittori davvero bravi che esistono, &lt;em&gt;Zuddas&lt;/em&gt; in primis, non mi pare abbiano mai pubblicato niente del genere sennò sarei a rompere le balle davanti casa sua implorandolo di dirmi quel che sa dell’argomento. ergo, dobbiamo rivolgerci fuori dal nostro orticello e scoprire il resto del mondo. E magari capire che sono decisamente più avanti quanto a tecnica e narrazione.&amp;nbsp;Lo studio dei manuali e, in seguito, l’esame dei romanzi di qualità, fa scoprire al neofita che esistono regole ormai verificate da oltre duemila anni di retorica. Quali sono queste regole? &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-u_OZOOfX1y0/Tzf_Y3uXKVI/AAAAAAAAA_A/jf6AGiswGrE/s1600/scrittura-1_0.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" sda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-u_OZOOfX1y0/Tzf_Y3uXKVI/AAAAAAAAA_A/jf6AGiswGrE/s1600/scrittura-1_0.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Scrivere richiede occhio!&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;1) Scrivere sempre in maniera semplice e chiara. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;2) Scartare il superfluo senza eccezioni. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;3) Mostrare molto, raccontare poco.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;4) Uso parsimonioso di avverbi, aggettivi, descrizioni eccessive per scene secondarie. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;5) Scegliere con attenzione il punto di vista a seconda del romanzo che vogliamo scrivere.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;6) Progettare la storia con attenzione alle parole, ai personaggi, alle scene. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;Seguire queste regole che sono fondamentali e altre un po’ più fumose non limita la libertà di azione e anzi amplia gli orizzonti del possibile, narrativamente parlando, è chiaro. Per esempio, se comincio una storia con: “Marcello mi rivelò come scriveva le sue canzoni!” Capisco che è un raccontare, non un mostrare, quindi sto sbagliando e posso correggermi. E così via. Infine tali regole sono seguite dagli editori. Quelli anglosassoni, almeno, ma anche da qualcuno qui da noi nonostante i criteri adottati nel Bel Paese&amp;nbsp;sembrino a volte aleatori. Nel corso del tempo ho trovato molti Editori attratti davvero non solo dal guadagno, ma anche dalla qualità di quanto pubblicano. Alcuni, purtroppo, non trattano i miei generi, altri sì e infatti ho contattato un paio di questi ultimi, scartando per principio&amp;nbsp;svariate majors. E vi assicuro che ne ho studiate tante prima di decidermi a inviare qualcosa, parlo di almeno un centinaio. Poca cosa, se paragonata alle migliaia esistenti in Italia, ma io sono solo, mica una squadra di calcio! C’è una cosa che però, parlando di mercati, non si può fare a meno di notare: gli scrittori anglosassoni vendono milioni di copie anche da noi, gli scrittori italiani, in alcuni casi, vendono molto ai loro compatrioti, poco all’estero. Un po’ come il Cinema italiano, se vogliamo. Mi sto riferendo agli ultimi anni, ormai tramontate le co-produzioni faraoniche tra Cinecittà e Hollywood, e ormai finiti i tempi, in cui gente come il già citato &lt;em&gt;Zuddas&lt;/em&gt; pubblicava i propri splendidi romanzi. Ma il termine di riferimento anglosassone, nonostante le tonnellate di sterco fumante prodotto anche all'estero, resta la stella polare dove dovrebbe tendere un aspirante scrittore. Quindi, tanto per intenderci: la narrativa di genere fantastico è esemplificata da regole obbiettive, forgiate da esperienza secolare. Secondo fatto: gli editori che conoscono il loro mestiere si attengono a quelle stesse regole per scegliere chi e cosa pubblicare. Almeno teoricamente. So benissimo che per quanto riguarda i criteri di scelta editoriale potremmo discutere fino alla fine dei tempi, ma ho detto “teoricamente”. Ah, e se state pensando che tanto qui da noi si pubblicano Dogs and Pigs, (Cani &amp;amp; Porci) senza uno straccio di competenza, ciò non deve interessare chi vuole scrivere bene qualcosa di qualità. Chi non vuole apparire&amp;nbsp;per mostrare cosce e tette in tv perché fa figo, ma vuole scrivere perché ne ha il bisogno. Pubblicare certi romanzetti spacciati per casi editoriali è una disgrazia quindi perché farlo anche noi? Una cosa: ovviamente non bastano i manuali, bisogna leggere, sempre e comunque, bisogna essere capaci di una fantasia di prima qualità che sia indifferente per principio alle sciocchezze di moda (Talento Genetico?) e sia attratta dagli eccentrici voli dell’inconscio. Attività piuttosto piacevole, ve l’assicuro, specie se spegneremo i cicalecci della televisione per sdraiarci sul divano, cuscino sotto la testa, bibita fresca, libri sparsi sul pavimento in vari stadi di usura. Così si fantastica e, se il talento vero alberga davvero nei nostri cuori, &lt;span style="color: purple;"&gt;così si sogna e si scrive&lt;/span&gt;. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp; &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Massimo Valentini&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6181716668513333344-3371894927289295717?l=gabbianidellestelle.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/feeds/3371894927289295717/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2012/02/questa-volta-parleremo-di-come-si.html#comment-form' title='85 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/3371894927289295717'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/3371894927289295717'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2012/02/questa-volta-parleremo-di-come-si.html' title='Così si Sogna, così si Scrive!'/><author><name>Massimo Valentini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04403346764833301763</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://1.bp.blogspot.com/-uikOmdYS8L0/TtZ3AZav47I/AAAAAAAAAxw/7UbyvWuZ6j4/s220/DSCN0153.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-99nQ8-l8zbQ/Tzf-z3DVtyI/AAAAAAAAA-4/EJT0Qp86Psk/s72-c/foto_scrittura.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>85</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6181716668513333344.post-7830188252174756092</id><published>2012-02-06T19:05:00.000+01:00</published><updated>2012-02-12T19:18:27.606+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='film'/><title type='text'>"The Thing", recensione film</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-EHLR8vbCv_g/TzBdw19mjGI/AAAAAAAAA-Q/LwNXMMT6pjU/s1600/The-Thing_1982.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" sda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-EHLR8vbCv_g/TzBdw19mjGI/AAAAAAAAA-Q/LwNXMMT6pjU/s400/The-Thing_1982.jpg" width="266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Ed eccoci arrivati alla seconda parte della recensione de "La Cosa": questa volta parliamo del film di Carpenter e del recente prequel del 2011, dall'omonimo titolo, firmato da Heinjningen. Non dimenticate di dire la vostra...&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;u&gt;&lt;strong&gt;John Carpenter e “La Cosa”:&lt;/strong&gt;&lt;/u&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Carpenter&lt;/em&gt; è stato forse uno dei registi più politicamente sfortunati nell’epoca del grande senso anticomunista che Ronald Reagan, l’ex divo della celluloide diventato Presidente, aveva impresso agli Stati Uniti. Bandiera di questo trend negativo fu certamente una delle pietre miliari del suo cinema, &lt;span style="color: #274e13;"&gt;“Essi Vivono”&lt;/span&gt;, manifesto contro il consumismo che usa la Fantascienza quale metafora contraria al consumismo imperante simboleggiato dal sogno americano. Con quella pellicola, in seguito diventata, proprio come altri suoi capolavori, un cult, &lt;em&gt;Carpenter&lt;/em&gt; era diventato una sorta di lebbroso e molti amici e cineasti gli negarono il saluto, temendo di essere contaminati da quello che sembrava un “comunista” americano. Ciononostante, quando decise di rifare &lt;span style="color: #073763;"&gt;“La Cosa”&lt;/span&gt; ebbe a propria disposizione un adeguato talento visionario e un’ottima capacità tecnica per restituire splendore al romanzo di &lt;em&gt;Campbell.&lt;/em&gt; La sua “Cosa”, però, non è da intendere come un semplice remake ma come una genuina interpretazione che rende migliore giustizia al libro. Tanto per cominciare l’alieno si riappropria delle sue capacità mimetiche, anche se resta priva dei poteri telepatici, ma il suo aspetto è quello di un incubo biologico vero e proprio. Gli effetti speciali curati da Rob Bottin sono notevoli pur senza la CGI che oggi spadroneggia un po’ ovunque e anzi, per certi versi, sono molto migliori di quelli moderni, tanto che questo film è ancora molto godibile. Il progetto originario si avvaleva della collaborazione di &lt;em&gt;Ennio Morricone&lt;/em&gt; per le musiche ma in sede di montaggio, il regista decise di limitarne il più possibile l’uso, con grande scorno del pur bravissimo compositore italiano che vide impiegate solo minime parti del suo lavoro. A ben vedere non fu una cattiva scelta perché senza le musiche sono state il rumore degli elementi, del vento, della cupa freddezza dei ghiacci antartici a favorire il senso di oscura minaccia che caratterizza il film. Ottima la scena dell’esame del sangue che è un degno adattamento del romanzo. A differenza del film di &lt;em&gt;Hawks,&lt;/em&gt; qui a nessuno balena l’idea di comunicare con il mostro e quindi la violenza è la sola risposta possibile. Non sappiamo che aspetto abbia l’essere perché ciò che è mostrato è un organismo che imita le altre forme viventi che divora e anche l’animatrone che compare nelle ultime scene non sembra quello “originario” poiché è un collage tra canidi, tentacoli e una testa simile a quella di un tirannosauro. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-YTpLnfaNApI/TzATzk0F94I/AAAAAAAAA94/MP2iM3IDFn8/s1600/bdp190654.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="180" sda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-YTpLnfaNApI/TzATzk0F94I/AAAAAAAAA94/MP2iM3IDFn8/s320/bdp190654.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Un fotogramma de "La Cosa" di J. Carpenter&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;&lt;strong&gt;Proseguendo con le differenze tra questo e quello del 1951,&amp;nbsp;il film di &lt;em&gt;Carpenter &lt;/em&gt;non mostra un lieto fine e i due unici sopravvissuti, forse non a caso un bianco e un uomo di colore, sono condannati alla morte per ipotermia. Qualche osservatore ha fatto notare che l’attore di colore non&amp;nbsp;ha l’alito ghiacciato come MacReady e che quindi potrebbe essere l’ultima forma del mostro. Del resto, non possiamo neanche essere sicuri che l’alieno sia davvero morto. Sul fronte dei difetti&amp;nbsp;certamente la scarsa caratterizzazione dei personaggi. Si pensa che il team sia formato da scienziati eppure per la pellicola non vediamo mai un laboratorio, eccetto quello da dissezione che vede Blair impegnato a sezionare il corpo del cane-Cosa, ma nessun esperimento, nessun tipo di lavoro. Tutti bevono, giocano a scacchi con i computer, a biliardo, guardano filmini pornografici e poco altro. Inoltre, qualcuno dovrebbe spiegarmi quale sarebbe la connessione logica, per un laboratorio di ricerca, che vedrebbe la presenza di lanciafiamme e rivoltelle come se invece che in Antartide la vicenda si svolgesse nel selvaggio west. Ci sono alcune scene francamente poco chiare come quella che vede il cane-Cosa gironzolare per la base e sgattaiolare nella stanza di un uomo del quale però si vede solo l’ombra. Studiando la scena fotogramma per fotogramma ho capito, dall’ombra, a quale personaggio si riferisca la sequenza, ma dopo la già citata scena dell’esame del sangue, altri componenti si rivelano altrettanti Cose, ma dallo svolgimento della pellicola non si capisce quando e in che modo sarebbero stati contaminati. Anche Blair rivela di essere un alieno ma, anche qui, non si capisce come abbia fatto, dal momento che proprio lui aveva dato di matto cercando di sensibilizzare gli altri sul fatto che l’essere era pericoloso. Alla sua uscita &lt;span style="color: #351c75;"&gt;“The Thing”&lt;/span&gt; fu un fallimento, probabilmente a causa di un’errata campagna di marketing che vide il film di Carpenter distribuito proprio nel momento del massimo successo di &lt;span style="color: orange;"&gt;“E.T.”&lt;/span&gt; di&lt;em&gt; Spielberg&lt;/em&gt;, che proponeva l’immagine di un contatto alieno assai più dolce e rassicurante. Inoltre, addosso al regista piovvero moltissime critiche al punto che dovette difendersi di aver fatto “pornografia della violenza”. Come sempre capita quando si a che fare con opere innovative il successo arrise solo molti anni dopo e al momento &lt;span style="color: #351c75;"&gt;“The Thing”&lt;/span&gt; è giustamente considerato un capolavoro del genere; un vero e proprio manifesto della SF-Horror che usa con sapienza terrore e mistero degli spazi cosmici che non può non rimandare la mente a &lt;span style="color: #38761d;"&gt;“Il colore venuto dallo spazio”&lt;/span&gt;, uno dei più bei racconti di &lt;span style="color: blue;"&gt;H.P. Lovecraft&lt;/span&gt;. Questa è un’osservazione mia, avvalorata dalla consapevolezza che le varie trasformazioni della Cosa ricordano da vicino certe forme mostruose tipiche dei racconti del Solitario di Providence, di cui Carpenter è un fan accanito. Senza dubbio, comunque, un’opera che non può essere ignorata da chiunque dimostri di amare a apprezzare il miglior cinema di Fantascienza di sempre. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;﻿ &lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-SyWWCQiSvRI/TzOzYIiBNOI/AAAAAAAAA-w/W9Ej6_zXsaM/s1600/htething.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" sda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-SyWWCQiSvRI/TzOzYIiBNOI/AAAAAAAAA-w/W9Ej6_zXsaM/s320/htething.jpg" width="213" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Locandina de: "The Thing", Heinjningen&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;“The Thing”, di Heinjningen:&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;&lt;strong&gt;Dico chiaramente che quando scoprii dell’esistenza di questo remake le sensazioni che provai erano contrastanti. Da una parte la curiosità di quali novità avrebbero portato, in campo di effetti speciali, questa pellicola, dall’altra la perplessità sui remake che al giorno di oggi non risparmia nessuno nella Mecca del cinema a stelle e strisce. Complici la scarsa fantasia di registi e sceneggiatori odierni, complici la mancanza assoluta di idee e il voler ripescare a ogni costo nei vecchi titoli, nei fumetti, nelle favolette senza invece considerare il fatto che, per esempio, esistono fior di romanzi che potrebbero costituire ottime basi di partenza per film di successo. Ma evidentemente è molto più semplice confezionare prodottini scadenti senza mordente, con horror patinati all’eccesso ma senza sapore, storielle già viste e adattamenti improbabili. Così è, per molti aspetti, anche per questa pellicola. In effetti non si tratta di un remake ma di un prequel, perché la trama vorrebbe spiegare cosa successe nella base norvegese, quella da cui proveniva l’elicottero che inseguiva il cane-Cosa del film di Carpenter. Ma davvero il cinefilo accanito vorrebbe vedere cosa successe nella base norvegese dal momento che il film in questione, un prequel, già sappiamo come va a finire? Diciamo invece che l’idea del prequel è la solita operazione commerciale che, con la scusa di un omaggio al Maestro, ne ha praticamente copiato la trama senza aggiungere poco o nulla alla vicenda. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;﻿﻿ &lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-B0yDZckiKoc/TzAULEcH5aI/AAAAAAAAA-I/SVZ_KADqBSY/s1600/la-cosa-2011-L-L2OdNs.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="213" sda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-B0yDZckiKoc/TzAULEcH5aI/AAAAAAAAA-I/SVZ_KADqBSY/s320/la-cosa-2011-L-L2OdNs.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Fotogramma de "The Thing" di Heinjningen&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿﻿ &lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;&lt;strong&gt;Serve una bella faccia tosta per rifare film del calibro de &lt;span style="color: #b45f06;"&gt;“La Cosa”&lt;/span&gt;. Stai copiando Carpenter, mica un fesso qualsiasi, ma questo alle facce di bronzo di Hollywood non importa e infatti si vedono i risultati con gli eventi narrati che sono più o meno identici al prototipo. Nel caso di &lt;span style="color: purple;"&gt;"The Thing"&lt;/span&gt; versione 2011 la faccenda non assume l’idiozia adamantina di certi film italici idioti come pochi (e non mi riferisco solo alle cazzate cinepanettoniane) ma il solo elemento di novità di questo film è che per la prima volta vediamo l’alieno con la sua forma originaria, simile al mostro-con-tre-occhi che compare sulla copertina del romanzo. Per il resto, vuoto assoluto. Siete ovviamente liberi di accusarmi di avere pregiudizi aprioristici e forse avete anche ragione perché se decidi di confrontarti con il film per eccellenza del Terrore Cosmico non puoi dirigere un film sciapo come questo. Non sto dicendo che Heinjningen sia un deficiente ma solo che gli manca l’esperienza e il genio visionario di Carpenter. Del resto è un esordiente con all’attivo quattro film indipendenti e qualche corto e un budget neanche tanto alto (35 milioni di dollari). Peccato e voglio dire: peccato davvero, perché il buon Carpenter, con budget risicati e a breve distanza uno dall’altro, fu in grado di scrivere e dirigere &lt;span style="color: #cc0000;"&gt;“Fuga da New York”&lt;/span&gt; e &lt;span style="color: #0b5394;"&gt;“Essi vivono”&lt;/span&gt; con budget praticamente paragonabili. Due capolavori al prezzo di uno e scusate se è poco!&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Massimo Valentini &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6181716668513333344-7830188252174756092?l=gabbianidellestelle.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/feeds/7830188252174756092/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2012/02/thing-recensione-film.html#comment-form' title='94 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/7830188252174756092'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/7830188252174756092'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2012/02/thing-recensione-film.html' title='&quot;The Thing&quot;, recensione film'/><author><name>Massimo Valentini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04403346764833301763</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://1.bp.blogspot.com/-uikOmdYS8L0/TtZ3AZav47I/AAAAAAAAAxw/7UbyvWuZ6j4/s220/DSCN0153.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-EHLR8vbCv_g/TzBdw19mjGI/AAAAAAAAA-Q/LwNXMMT6pjU/s72-c/The-Thing_1982.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>94</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6181716668513333344.post-8030903387595200305</id><published>2012-01-28T17:23:00.002+01:00</published><updated>2012-01-29T02:19:18.493+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='film'/><title type='text'>"Who Goes There?", recensione film e romanzo</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-nL8CB-qcf8Y/TyQfiri23yI/AAAAAAAAA8s/HY2mst8uMvc/s1600/AER2P1DCAC8PD0NCA1QJ3I3CAGBM099CAY336ZCCAK2D953CA34JCXRCADPW3HUCA6T7PU6CAM8NLIICAY0ZBFCCAOFR7LICATHHRIDCA2DF8XICADT54E6CAMESES3CA2Z2ANSCA2KLSPSCAUCGI23CA1EE9WH.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="400" src="http://4.bp.blogspot.com/-nL8CB-qcf8Y/TyQfiri23yI/AAAAAAAAA8s/HY2mst8uMvc/s400/AER2P1DCAC8PD0NCA1QJ3I3CAGBM099CAY336ZCCAK2D953CA34JCXRCADPW3HUCA6T7PU6CAM8NLIICAY0ZBFCCAOFR7LICATHHRIDCA2DF8XICADT54E6CAMESES3CA2Z2ANSCA2KLSPSCAUCGI23CA1EE9WH.jpg" width="260" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0c343d;"&gt;&lt;strong&gt;La recensione di oggi riguarda uno dei classici sia delle narrativa fantascientifica&amp;nbsp;che della cinematografia che ha visto diverse interpretazioni dello stesso concetto, ovvero l'incontro tra esseri umani e un organismo alieno ostile. Parliamo &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;di &lt;span style="color: #783f04;"&gt;“Who Goes There?”&lt;/span&gt; letteralmente, &lt;span style="color: #783f04;"&gt;“Chi va là?”,&lt;/span&gt; di &lt;em&gt;John Campbell&lt;/em&gt;, uno dei migliori autori di Fantascienza degli anni Cinquanta. Si tratta di un romanzo breve che ebbe due trasposizioni cinematografiche. La prima fu &lt;span style="color: #38761d;"&gt;"La cosa da un altro mondo"&lt;/span&gt; di &lt;em&gt;Howard Hawks&lt;/em&gt;, e la seconda fu &lt;span style="color: #0b5394;"&gt;"La Cosa",&lt;/span&gt; di &lt;em&gt;John Carpenter&lt;/em&gt;, nel 1982. In realtà esiste anche un altro film ispirato al soggetto, il prequel &lt;span style="color: #741b47;"&gt;"The Thing",&lt;/span&gt; del 2011, ma di questo ne parleremo in altra occasione.&amp;nbsp; Per ragioni di economia di spazio ho infatti deciso di dividere questo articolo in due puntate in modo da esaminare bene sia il romanzo sia le sue versioni cinematografiche, e dare quindi a voi la possibilità di discutere in modo esauriente dei differenti aspetti della trama. &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Ma andiamo con ordine partendo dal romanzo. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #0c343d;"&gt;&lt;em&gt;Campbell&lt;/em&gt; scrisse il suo &lt;span style="color: #783f04;"&gt;“Who Goes There?”&lt;/span&gt; nel 1938, facendo uso di un pseudonimo, quello di &lt;em&gt;Don A. Stuart&lt;/em&gt;. Perché? Per il semplice motivo che lui era già noto come scrittore di Space Opera, un genere fantascientifico abbastanza fracassone capace di storie che potevano andar bene per i pulp magazine alla “Astounding Stories” e roba simile. Ma per i romanzi di migliore qualità, ossia per quella che anche all’epoca era considerata Narrativa di serie A, usava appunto uno pseudonimo.&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-dWhVjqUawWE/TyQf8W70mFI/AAAAAAAAA80/8jjJDH5adm0/s1600/robert-a-heinlein.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-dWhVjqUawWE/TyQf8W70mFI/AAAAAAAAA80/8jjJDH5adm0/s1600/robert-a-heinlein.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;John W. Campbell J.R.&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;La trama è abbastanza semplice: un team di scienziati al Polo Sud trova una nave aliena sepolta da milioni di anni nel ghiaccio. Nel tentativo di liberarla dalla calotta usano bombe incendiarie causando così la distruzione del prezioso reperto. Ma qualcosa si è salvato della nave: il suo pilota, un essere che è rimasto sepolto nel ghiaccio dall’aspetto mostruoso che evidentemente era riuscito a uscire dal velivolo o ne era stato espulso in fase di atterraggio. Gli scienziati portano l’alieno alla propria base con l’intento di eseguire l’autopsia al più presto possibile. Purtroppo per loro, l’essere non solo non è morto, ma è in grado di sopravvivere apparentemente per sempre, risvegliarsi e fagocitare altri organismi assumendone al tempo stesso la forma. Non solo: è anche in grado di facoltà telepatiche che gli consentono, letteralmente, di soggiogare le proprie vittime con una certa facilità. Lo stile del romanzo è molto moderno e le azioni sono veloci ed efficaci. &lt;em&gt;Campbell&lt;/em&gt; non perde tempo a descrivere l’aspetto dei personaggi che in questo libro appaiono come ombre, manichini che si agitano sullo sfondo il cui solo protagonista è proprio la Cosa. Uno degli aspetti che più mi è piaciuto dei personaggi di questo libro è che nessuno si comporta da idiota, come è invece si è soliti fare in moltissimi film horror o di SF, &lt;span style="color: #990000;"&gt;“Alien”,&lt;/span&gt; in primis. Gli scienziati descritti dall’Autore sono individui intelligenti e lucidi e, proprio perché ricercatori, sanno benissimo che il solo modo per combattere l’orrendo nemico non è quello di diventare isterici o perdere il controllo, ma di agire in modo coordinato. Anche il loro nemico, la Cosa, è un essere intelligente e lo dimostra speso e volentieri. Si tratta della classica lotta senza esclusione di colpi perché è in gioco non solo la vita degli umani ma del mondo. Ecco un dialogo significativo che, molti anni dopo, fu praticamente riadattato da&lt;em&gt; Carpenter&lt;/em&gt; per la sua versione cinematografica del romanzo. Si tratta del dialogo che vede Blair, il medico della base, sezionare la prima vittima del mostro, uno dei cani da slitta di nome Charnauk”: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #a64d79;"&gt;“Ma cosa avrebbe voluto fare, secondo te?”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #a64d79;"&gt;“Non so, controllare il nostro mondo, immagino.”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #a64d79;"&gt;“Così, da solo?” ansimò Connant. “Diventare un dittatore solitario?” &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #a64d79;"&gt;“No.” Blair scosse il capo. Il bisturi con il quale stava giocherellando cadde; si chinò a raccoglierlo, e il suo volto rimase nascosto, mentre parlava. “Sarebbe diventato la popolazione del mondo.”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #a64d79;"&gt;“Diventato… avrebbe popolato il mondo? Si riproduce asessualmente?”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #a64d79;"&gt;&lt;strong&gt;Blair scosse ancora il capo e deglutì. &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;“Non… non ne ha bisogno. Pesava quaranta chili. Charnauk ne pesava circa quarantatre. Sarebbe diventato Charnauk, e gli sarebbero rimasti ancora quaranta chili per diventare Jack, per esempio, o Chinook. Può imitare qualunque cosa… cioè, può diventare qualunque cosa. Se avesse raggiunto l’oceano antartico, sarebbe diventato una foca, o magari due foche. E le foche avrebbero potuto aggredire un’orca, e diventare orche, oppure un branco di foche. O forse avrebbe divorato un albatros, una procellaria, e sarebbe arrivato a volo all’America meridionale.” &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #a64d79;"&gt;Norris bestemmiò sottovoce.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #a64d79;"&gt;“E ogni volta che avesse digerito qualcosa e l’avesse imitata…” &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #a64d79;"&gt;“Avrebbe avuto a disposizione la sua massa originaria, per ricominciare,” terminò Blair. “Niente potrebbe ucciderlo. Non ha nemici perché diventa quello che vuole diventare. Se una orca l’avesse aggredito, sarebbe diventato un’orca. Se fosse stato un albatros, e un’aquila l’avesse attaccato, sarebbe diventato un’aquila.”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;&lt;strong&gt;Come ho già detto, &lt;em&gt;Campbell&lt;/em&gt; seguì la regola che anch’io vado predicando da un po’ di tempo: &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;usare solo il necessario per la storia tagliando scene ed elementi superflui in modo da rendere la storia il più possibile scorrevole ed efficace. I personaggi di questo romanzo non sono molto approfonditi e solo il clima del luogo è descritto con una certa enfasi, ma in modo calcolato: &lt;em&gt;Campbell&lt;/em&gt; usa il fattore climatico come espediente per segnalare al lettore che la base degli umani è praticamente isolata e che dovranno cavarsela da soli. Davvero un altro mondo rispetto alla paccottiglia di romanzetti Horror che spopolano da noi, dove l’inforigurgito la fa da padrone rendendo noiosa la fruizione delle storie. E stiamo parlando di un romanzo del 1938… Trattandosi di un classico posso anche rivelarvi come finisce: gli scienziati riescono a distruggere la Cosa e esaminano la navetta che l’essere aveva tentato di costruire per sfuggire ai suoi nemici. &lt;em&gt;Campbell &lt;/em&gt;inoltre persegue lo schema dello “Show don’t tell” e si vede, perché le descrizioni delle scene, delle aggressioni del mostro e delle reazioni degli umani sono da cardiopalma. Intendiamoci: &lt;span style="color: #783f04;"&gt;“Who Goes There?”&lt;/span&gt; non è certo un libro perfetto perché, ad esempio, l’Autore avrebbe potuto certamente dedicare qualche paragrafo a caratterizzare meglio i personaggi in modo da non farli sembrare tutti uguali, però la narrazione è fluida ed efficace e se fosse pubblicata oggi sarebbe un’opera molto gradevole.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-v2NQ2QE38XI/TyQgRWj8w6I/AAAAAAAAA88/4oqZgfGHm7c/s1600/movie_poster380.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-v2NQ2QE38XI/TyQgRWj8w6I/AAAAAAAAA88/4oqZgfGHm7c/s320/movie_poster380.jpg" width="224" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Locandina italiana del film "La Cosa da un altro mondo", di H. Hawks&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Howard Hawks e La Cosa:&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;span style="color: #8e7cc3;"&gt;“Scarface”,&lt;/span&gt; &lt;span style="color: #b45f06;"&gt;“Red River”&lt;/span&gt; e altre classiche pellicole degli anni ’50 sono solo alcuni dei lavori di Hawks che tredici anni dopo la pubblicazione di&lt;span style="color: #783f04;"&gt; “Who Goes There?”&lt;/span&gt; decise di trarne un film con il titolo &lt;span style="color: #38761d;"&gt;“La cosa da un altro mondo”. &lt;/span&gt;Come spesso accade, il film ha poco&amp;nbsp;in comune con il romanzo e molte differenze.&amp;nbsp;Prima di tutto l’aspetto politico, e quindi la nevrosi dell’invasione sovietica, paura tipica del cittadino medio americano che vedeva ogni nuovo giorno con il rischio di trovarsi l’Armata Rossa a marciare a pochi passi dal giardino di casa, e che convinse il regista a fornire una potente connotazione propagandistica alla pellicola. Sul piano della trama, la “Cosa” diventa un essere dalle caratteristiche vegetali assai inquietanti, ma&amp;nbsp;perde la possibilità di imitare le altre forme viventi. Sebbene&amp;nbsp;sia molto intelligente non divora le proprie vittime, le uccide soltanto.&amp;nbsp;L'alieno vuole&amp;nbsp;solo sfuggire ai suoi persecutori e per farlo adotta ogni mezzo a propria disposizione. Uno dei motivi per cui Hawks decise di cambiare carattere e aspetto della Cosa furono i mezzi tecnologici a disposizone dell’industria cinematografica del periodo. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-7fK-ZXkEM0g/TyQgoTlGnvI/AAAAAAAAA9E/DZqZyk2XxUk/s1600/thing.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" gda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-7fK-ZXkEM0g/TyQgoTlGnvI/AAAAAAAAA9E/DZqZyk2XxUk/s1600/thing.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;"La Cosa" secondo H. Hawks&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;Sarebbe stato impossibile ricreare un&amp;nbsp;alieno in grado di cambiare forma come quello descritto da &lt;em&gt;Campbell&lt;/em&gt; e l’esigenza di non rischiare scarsi incassi convinse Lee Greenway, l’esperto di effetti speciali del film, a realizzare 18 differenti tipi di “Cosa” per soddisfare le pretese del regista. Non solo: l’attore che impersonava il mostro, James Arness, dovette girare vestito da alieno per Los Angeles ogni volta con un make-up diverso, fino a quando le reazioni della gente diventarono abbastanza spaventate da convincere il regista del risultato. Una delle differenze del film con il romanzo (e con&amp;nbsp;la versione di &lt;em&gt;Carpenter&lt;/em&gt;) è il fatto che la base artica è comandata dai militari e non è una installazione civile. Come ospite anche un giornalista, descritto in modo abbastanza ingenuo per la verità, che serve&amp;nbsp;a creare un legame empatico tra le vicende del&amp;nbsp;film e il pubblico in sala.&amp;nbsp;I&amp;nbsp;ricercatori di &lt;em&gt;Hawks&amp;nbsp;&lt;/em&gt;sono inetti o, come si direbbe in America, “teste a uovo”. Uno di essi, Carrington,&amp;nbsp;è convinto che sarebbe molto utile comunicare con la Cosa e ci prova lui stesso, salvo poi essere ucciso dall’essere.&amp;nbsp;D’altra parte, il ruolo dei militari è chiaro: uccidere&amp;nbsp;il mostro&amp;nbsp;senza se e senza ma, perché il ricorso alla violenza è visto come il solo modo per liberare la Terra dal pericolo di un alieno senza sentimenti in giro per il mondo. Questo aspetto è il vero&amp;nbsp;lato moderno&amp;nbsp;del film. Oggi, sebbene spesso&amp;nbsp; i film horror essudino violenza da ogni poro, la violenza è vista in genere come disprezzabile, sostituita dal ben più pacifico “dialogo”. Questa visione dipinge&amp;nbsp;gli eventuali personaggi militari come rudi “colli di cuoio” tutti muscoli e poco cervello, ma sebbene sia una stereotipo,&amp;nbsp;tale espediente narrativo è&amp;nbsp;a mio modo di vedere&amp;nbsp; preferibile, dal punto di vista della verosimiglianza. Ecco, per esempio, un dialogo famoso&amp;nbsp;tratto da&lt;span style="color: #674ea7;"&gt; “Fanteria dello Spazio”&lt;/span&gt; di &lt;em&gt;Robert&amp;nbsp;Heinlein&lt;/em&gt;, altro nome&amp;nbsp;noto della Gold Science Fiction degli anni ’50 ( e di ogni tempo, a dirla come si deve): &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #a64d79;"&gt;“Una nostra compagna gli disse a bruciapelo: “Mia madre sostiene che la violenza non ha mai risolto niente.”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #a64d79;"&gt;“Davvero?” Il signor Dubois la guardò come se non la vedesse. “Sicuramente i cartaginesi sarebbero lieti di saperlo. Perché tua madre non va a dirglielo?”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #a64d79;"&gt;Non era la prima volta che litigavano, visto che nella sua materia non si poteva essere bocciati non c’era bisogno di far restare buono il signor Dubois.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #a64d79;"&gt;“Mi sta confondendo con una scema?” Ribatté lei, “Lo sanno tutti che Cartagine è stata distrutta migliaia di anni fa.”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: #a64d79;"&gt;“Mi era sembrato che fossi tu a non saperlo” disse lui con aria cupa. “Ma, dal momento che lo sai, non sembra anche a te che la violenza abbia deciso il destino di quella città in maniera alquanto definitiva? In ogni caso, non stavo scherzando te, ma stavo deridendo una teoria assurda, abitudine alla quale non rinuncerò mai. A chiunque si attenga alla dottrina storicamente inesatta, e completamente immorale, che la violenza non ha mai risolto niente, vorrei consigliare di evocare i fantasmi di Napoleone Bonaparte e del duca di Wellington, e lasciare che discutano la cosa tra loro. Il fantasma di Hitler potrebbe fare da arbitro e la giuria potrebbe essere formata dal dodo, dall’alca impenne e dal piccione viaggiatore. La violenza e la forza bruta nella storia hanno risolto più situazioni di qualsiasi altro elemento, e chiunque pensa il contrario è un illuso. Le specie intelligenti che hanno dimenticato questa verità fondamentale hanno regolarmente pagato l’errore con la vita e la libertà.” &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;Questo non è il luogo né il momento per discutere dell’uso della violenza nei film o nei romanzi e neanche della pratica del “politicamente corretto” che tanto va di moda oggi, ma è mia intenzione discutere dell’aspetto narrativo. L’atteggiamento dei militari del film di &lt;em&gt;Hawks&lt;/em&gt; è chiaramente a senso unico, ma era dettato dalla paranoia contro i Sovietici. Pertanto, anche per come finisce il film, con la solita e ormai patetica frase &lt;span style="color: #a64d79;"&gt;“Guardate i cieli! Guardate i cieli!”&lt;/span&gt; va interpretato con un occhio di riguardo al periodo storico. Discorso diverso&amp;nbsp;per un romanzo o un film scritto oggi. L’uso della violenza indiscriminata è certamente da condannare, ma se dobbiamo descrivere scene d’azione, se vogliamo narrare qualcosa di verosimile, allora è inutile affidarsi all’improbabile ma a ciò che sarebbe l’atteggiamento più logico davanti a un pericolo. Nessuno evacuerebbe con calma un edificio in preda alle fiamme per paura di calpestare altre persone&amp;nbsp;viste come&amp;nbsp;"vittime innocenti”, ma il senso di autoconservazione tipico di qualsiasi essere vivente scatenerebbe il panico incontrollato. Lo stesso dicasi sul campo di battaglia, sia essa una lotta tra due o più individui sia una guerra vera e propria. Cercare di far virare la storia verso sentimenti di “pace &amp;amp; prosperità”, per dirla alla Signor Spook, può essere una soluzione, ma dobbiamo guardare al contesto, altrimenti ci ritroveremo per le mani una storiella infantile e di scarsa qualità. E infatti, dal punto di vista della scorrevolezza, il romanzo di &lt;em&gt;Campbell &lt;/em&gt;è nettamente migliore del film di &lt;em&gt;Hawk&lt;/em&gt;, che pure non rinuncia alla violenza dei militari, ma non in modo così rude. Il film di&lt;em&gt; Hawks&lt;/em&gt; è una schifezza, allora? Non proprio perché, come abbiamo già detto, un'opera va letta o guardata a seconda del proprio contesto storico. Con la Guerra Fredda come spauracchio dell’Occidente, il film di &lt;em&gt;Hawks &lt;/em&gt;ha certamente senso, ma a parere di chi scrive è stato superato in ogni aspetto da quello molto più moderno di &lt;em&gt;Carpenter&lt;/em&gt;&amp;nbsp;che, sia detto per inciso, realizzò anche&amp;nbsp;una versione più fedele al romanzo.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Fine Prima Parte &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;Massimo Valentini &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6181716668513333344-8030903387595200305?l=gabbianidellestelle.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/feeds/8030903387595200305/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2012/01/la-cosa.html#comment-form' title='77 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/8030903387595200305'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/8030903387595200305'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2012/01/la-cosa.html' title='&quot;Who Goes There?&quot;, recensione film e romanzo'/><author><name>Massimo Valentini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04403346764833301763</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://1.bp.blogspot.com/-uikOmdYS8L0/TtZ3AZav47I/AAAAAAAAAxw/7UbyvWuZ6j4/s220/DSCN0153.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-nL8CB-qcf8Y/TyQfiri23yI/AAAAAAAAA8s/HY2mst8uMvc/s72-c/AER2P1DCAC8PD0NCA1QJ3I3CAGBM099CAY336ZCCAK2D953CA34JCXRCADPW3HUCA6T7PU6CAM8NLIICAY0ZBFCCAOFR7LICATHHRIDCA2DF8XICADT54E6CAMESES3CA2Z2ANSCA2KLSPSCAUCGI23CA1EE9WH.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>77</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6181716668513333344.post-4940530678843258560</id><published>2012-01-20T18:37:00.000+01:00</published><updated>2012-01-21T01:07:30.461+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Narrativa bizzarra'/><title type='text'>La Narrativa Bizzarra</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-margin-top-alt: auto; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-GIRCccf7F4M/TxmiB9VeI_I/AAAAAAAAA8M/kXtkCwiHbh0/s1600/51dbaf98a4145bcc89a705d40ffcfc64.jpeg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" nfa="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-GIRCccf7F4M/TxmiB9VeI_I/AAAAAAAAA8M/kXtkCwiHbh0/s1600/51dbaf98a4145bcc89a705d40ffcfc64.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-margin-top-alt: auto; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-margin-top-alt: auto; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Helvetica Neue&amp;quot;, Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; mso-bidi-font-weight: bold; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;La Narrativa Bizzarra, italica traduzione del termine anglosassone “Bizzarro Fiction”, è una derivazione della corrente letteraria chiamata New Weird, a sua volta modernizzazione del Fantastico classico. Come ramo,&amp;nbsp;tale corrente letteraria&amp;nbsp;esiste da poco tempo, circa una decade, grazie alla pubblicazione di una Casa Editrice di larghe vedute ma di poca rilevanza economica, la Eraserhead Press (lett. “Stampa tagliatrice di teste”) fondata nel 1999 da &lt;em&gt;Carlton Mellick terzo,&lt;/em&gt; a sua volta autore dello stesso genere.&amp;nbsp;Parliamo di&amp;nbsp;storie volutamente esagerate, irriverenti e allucinate come e più delle storie New Weird. Anche i titoli sono eloquenti: &lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;strong&gt;“Zombie e Shit”,&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="color: #660000;"&gt;&lt;strong&gt;“Satan Burger”,&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;strong&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;“The Haunted Vagina”&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;di &lt;em&gt;Carlton Mellick III&lt;/em&gt;, ma anche&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;&lt;strong&gt;“&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;&lt;strong&gt;SZMONHFU&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; mso-bidi-font-style: italic; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;&lt;strong&gt;”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; di&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt; &lt;em&gt;Hertzan Chimera, &lt;/em&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-style: italic;"&gt;&lt;span style="color: #4c1130;"&gt;&lt;strong&gt;“Skimming the Gumbo Nuclear”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; di&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;M. F. Korn&lt;/em&gt; rendono già l’idea di cosa parlano. Tuttavia la nascita ufficiale del termine “Bizarro” è ancora più recente della nascita del genere stesso: il 2005, quando cioè le tre principali case editrici specializzate, la già citata&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Eraserhead Press, l’Afterbirth Books e la Raw Dog Screaming Press decisero che “Bizarro” era un eccellente termine per indicare il genere delle loro pubblicazioni. La logica usata dagli scrittori&amp;nbsp;di Bizzarro Fiction è tipica dei cartoni animati dove le vicende ruotano attorno a fattori ed eventi non sempre rispondenti a scelte di causa ed effetto. L’ambientazione è tendenzialmente instabile e il lettore esperto, ma avvezzo solo a fatti chiaramente pre-ordinati dallo scrittore Fantastico, potrebbe trovare tali storie bislacche e inverosimili. Tuttavia questo non si evince e se questi libri, a condizione che vengano scritti da persone competenti, non sono affatto stupidi o erotici in modo gratuito come potrebbero sembrare. Si tratta invece di libri intelligenti, spesso beffardi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Ku-sO-ezkU4/Txmi8eJKt8I/AAAAAAAAA8U/apEOWrgHr8E/s1600/AKZMF8NCAWE3109CAO82QM0CAA1DP3FCA272OJCCA3H0D15CAEFP50WCA5OEO4JCA35AF9HCA4T03PVCAFXO7O9CAGV0TCUCA3NG09CCA83B7LVCA7NOR2YCAIGAMRUCA8W54QWCA6GLADOCA5IFM5XCAO5Q551.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" nfa="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-Ku-sO-ezkU4/Txmi8eJKt8I/AAAAAAAAA8U/apEOWrgHr8E/s1600/AKZMF8NCAWE3109CAO82QM0CAA1DP3FCA272OJCCA3H0D15CAEFP50WCA5OEO4JCA35AF9HCA4T03PVCAFXO7O9CAGV0TCUCA3NG09CCA83B7LVCA7NOR2YCAIGAMRUCA8W54QWCA6GLADOCA5IFM5XCAO5Q551.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Copertina di "Razor Wire Pubic Hair" di C. Mellick III&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-margin-top-alt: auto; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #660000; font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Opere&amp;nbsp;decisamente sconosciute in Italia dove, accanto a esponenti avant-garde del panorama letterario mondiale, troviamo troppo spesso pseudo opinionisti televisivi di libri il cui solo fine nella vita è blaterare di ampollose argomentazioni pseudointellettuali intorno a casi editoriali spesso costruiti a tavolino e, come tali, privi di qualsivoglia valore estetico. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #660000; font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Immaginate cosa sarebbe, per questi signori, recensire &lt;strong&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;“The Haunted Vagina”&lt;/span&gt;,&lt;/strong&gt; che vede il protagonista esplorare la vagina della propria fidanzata che per qualche ignoto motivo è diventata il regno dell’oltretomba, o &lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;strong&gt;“Sex and Death in Television Town” &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;dello stesso Autore, che descrive una società modellata sui vecchi western abitati da banditi ermafroditi che combattono all’ultimo sangue contro abitanti dal corpo umano ma dalla testa a forma di televisore. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-kExujedZlaA/TxmkUGxHM6I/AAAAAAAAA8c/cxj1KrruK-Q/s1600/ShatnerQuake.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" nfa="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-kExujedZlaA/TxmkUGxHM6I/AAAAAAAAA8c/cxj1KrruK-Q/s320/ShatnerQuake.jpg" width="206" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Copertina di "Shatner Quake" di J. Burk&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-margin-top-alt: auto; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;Altro libro molto carino, almeno per chi scrive, è &lt;span style="color: #4c1130;"&gt;&lt;strong&gt;“Shatnerquake”,&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; di &lt;em&gt;Jeff Burk&lt;/em&gt;, che descrive personaggi interpretati da William Shatner, l’indimenticato Capitano Kirk della celebre prima serie di Star Trek, che vagano per il nostro mondo per trovare e distruggere l’attore in carne e ossa. Uno dei libri più divertenti&amp;nbsp;è &lt;span style="color: #660000;"&gt;&lt;strong&gt;“Help! A Bear is Eating Me!”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="mso-bidi-font-style: italic;"&gt;di &lt;em&gt;Mykle Hansen,&lt;/em&gt; che poi è anche il solo libro del genere tradotto e pubblicato qui da noi dalla Meridiano Zero con il nuovo titolo di “Missione in Alaska”. Ora, a parte che il titolo reale, &lt;span style="color: #660000;"&gt;&lt;strong&gt;“Aiuto! Un orso mi sta mangiando!”,&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; rende meglio l’idea, c’è da dire che si tratta anche del libro forse meno Bizzarro tra quelli esistenti, anche se presenta una varietà di elementi differenti dai canoni del New Weird. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-1Ot5cSfNH8g/TxmlOyXIGYI/AAAAAAAAA8k/GfXQjWGMlq0/s1600/Hansen.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="200" nfa="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-1Ot5cSfNH8g/TxmlOyXIGYI/AAAAAAAAA8k/GfXQjWGMlq0/s200/Hansen.JPG" width="142" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Copertina italiana di "Help! A Bear is eating me!"&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-margin-top-alt: auto; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-style: italic;"&gt;La storia vede&amp;nbsp;quale protagonista un idiota arrivista attratto solo dal dio denaro che, finito schiacciato dal proprio SUV, vede con orrore un orso avvicinarsi e divorargli i piedi. Mentre assume anestetici per combattere il metodico lavorio della bestia, riflette sulla sua vita e comincia a parlare ad alta voce di orsi e&amp;nbsp;della moglie da lui tradita &lt;/span&gt;con uno stile talmente beffardo da apparire quasi comico. A questo punto è bene precisare che New Weird e Bizzarro Fiction non sono affatto la stessa cosa, ma generi differenti. Vero è che presentano svariati elementi fantastici&amp;nbsp;comuni ma il New Weird, di solito, presenta storie di più elevato valore artistico mentre, al contrario, la Bizzarro Fiction è nata per divertire chi legge, non per cercare una perfetta forma estetica della narrativa. Questa è almeno l'opinione dei critici a stelle e strisce, anche se chi scrive non pensa che la Bizzarro fiction sia semplicemente qualcosa da leggere e buttare, perchè molte delle storie sono particolarmente ben costruite e mostrano qualità ben superiori a tante altre di generi diversi. Non è ovviamente il caso di parlare di Bizzarro fiction qui da noi, almeno degnata di uno sguardo da parte del nostro sistema editoriale. In Italy va di moda&amp;nbsp;il&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt; Med Fantasy, genere da non disprezzare, certo, anche se i libri delle varie &lt;em&gt;Allibis, Troisi, Strazzulla, Rosso,&lt;/em&gt; ecc.&amp;nbsp;non sono certamente a livello di nessuna storia di Bizzarro fiction che abbia mai letto! Lasciando perdere le opinabilissime scelte editoriali nostrane, dobbiamo dire che a&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;nche il cinema annovera ottimi esempi di film Bizzarri che molte volte sono di produzione orientali, giapponesi in primis. Solitamente B Movies non sempre di eccelsa qualità, non è raro trovare però vere e proprie opere d'arte&amp;nbsp;di celluloide. Gli esempi sono tanti, ma non è questo il post adatto per parlarne. Bastino solo tre nomi di registi del Sol Levante come Minoru&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;Kawasaki, &lt;/em&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;&lt;em&gt;Takashi Mike&lt;/em&gt; e&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;em&gt;Shinya Tsukamoto&lt;/em&gt; autori di film a tratti sgradevoli ma certamente intelligenti e coraggiosi, spesso snobbati dalla critica occidentale.&amp;nbsp; Per&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;quanto riguarda la vostra curiosità relativa alla mia Seconda Generazione vi anticipo già che &lt;span style="color: #134f5c;"&gt;&lt;strong&gt;“Primus, l’uomo che sognava di vivere”&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;è un esponente del New Weird e non della Bizzarro Fiction, anche se alcune scelte stilistiche sono certamente allucinate e distanti dai soliti schemi usati, almeno qui da noi. Ma questa, come si dice, è un’altra Storia…&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-margin-top-alt: auto; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 10pt; mso-margin-bottom-alt: auto; mso-margin-top-alt: auto; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;strong&gt;Massimo Valentini&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6181716668513333344-4940530678843258560?l=gabbianidellestelle.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/feeds/4940530678843258560/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2012/01/la-narrativa-bizzarra.html#comment-form' title='76 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/4940530678843258560'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/4940530678843258560'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2012/01/la-narrativa-bizzarra.html' title='La Narrativa Bizzarra'/><author><name>Massimo Valentini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04403346764833301763</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://1.bp.blogspot.com/-uikOmdYS8L0/TtZ3AZav47I/AAAAAAAAAxw/7UbyvWuZ6j4/s220/DSCN0153.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-GIRCccf7F4M/TxmiB9VeI_I/AAAAAAAAA8M/kXtkCwiHbh0/s72-c/51dbaf98a4145bcc89a705d40ffcfc64.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>76</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6181716668513333344.post-1290440052688169562</id><published>2012-01-10T00:06:00.001+01:00</published><updated>2012-01-10T15:28:31.695+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><title type='text'>"Amazon", recensione</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-ADw8zNhzTuI/Twt2ltVV8VI/AAAAAAAAA7k/_RqfcmEyGF8/s1600/zuddas+1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" rea="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-ADw8zNhzTuI/Twt2ltVV8VI/AAAAAAAAA7k/_RqfcmEyGF8/s400/zuddas+1.jpg" width="258" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;Quella che segue è la recensione di un libro molto particolare, l’edizione ultima e più aggiornata del romanzo&lt;span style="color: #38761d;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;"Amazon",&lt;/span&gt; di &lt;em&gt;Gianluigi Zuddas&lt;/em&gt;, pubblicata nel 1998. Un’edizione che, al pari di tutti gli altri libri di questo Autore, è praticamente da collezione perché introvabile nelle librerie, non solo italiche. Di lui, io stesso possiedo molto poco: il bellissimo &lt;span style="color: blue;"&gt;“Stella di Gondwana”&lt;/span&gt; regalo del mio amico e collega &lt;em&gt;Ivan Croce&lt;/em&gt; (e di cui non finirò mai di ringraziarlo) e la raccolta&lt;span style="color: #660000;"&gt; “Solomon Kane, il giustiziere”&lt;/span&gt; pubblicata dalla Nord nel 2002 dove questo scrittore ha dato prova della propria abilità finendo alcuni dei racconti di &lt;em&gt;Robert E. Howard&lt;/em&gt;, cioè il famoso creatore di personaggi di primo &lt;span style="color: #0b5394;"&gt;livello&lt;/span&gt; nella storia dell’Heroic Fantasy mondiale quali il già citato Kane, Conan il Cimmero, Bran Mac Morn e altri. Ricordo agli amici amanti del Fantasy, o meglio dell’Heroic Fantasy Vero, che lo stile di &lt;em&gt;Howard &lt;/em&gt;non è esattamente semplicissimo da imitare, se non si vuole scadere nel ridicolo involontario. Dico così perché le azioni di personaggi come Conan o dello stesso Kane sono descritte in modo tale da ricordare, almeno a chi scrive, certi autori della Grecia Classica, &lt;em&gt;Omero &lt;/em&gt;in testa, ma con una chiarezza e una vivacità degna dell'epoca moderna. &lt;span style="color: #0b5394;"&gt;Se affidati a mani meno capaci, questi racconti potevano risultare ridicoli perché lo stile del Bardo di Cross Plain, com'era soprannominato&lt;em&gt; Howard&lt;/em&gt;, era molto particolare. Completare una storia di Kane, con la competenza e umiltà di cui ha saputo dare sfoggio &lt;em&gt;Zuddas&lt;/em&gt;, non è quindi una bazzecola. (A proposito: anche&lt;/span&gt; &lt;span style="color: #660000;"&gt;“Solomon Kane, il giustiziere”&lt;/span&gt; è stato un regalo del buon &lt;em&gt;Ivan&lt;/em&gt; al quale devo ben più di un caffè!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-3cOpdvQ2zX4/Twt2ywO1j8I/AAAAAAAAA7s/jRPehAmfbc8/s1600/images.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" rea="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-3cOpdvQ2zX4/Twt2ywO1j8I/AAAAAAAAA7s/jRPehAmfbc8/s320/images.jpg" width="209" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #0c343d;"&gt;Copertina di "Solomon Kane, il giustiziere"&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;Adesso, molti di voi staranno atteggiando la propria bocca in una “oh” abbastanza evidente: “Ma, Val, sei proprio sicuro che stai parlando di uno scrittore italiano Fantasy e non, che so, di &lt;em&gt;Marion Z Bradley &lt;/em&gt;o un altro nome serio del Fantasy mondiale?” Beh, sia detto per inciso, io non sono affatto contro i libri Fantasy italiani: io sono contro gli scribacchini magnificati con recensioni buone solo per il macero, e questi non sono solo italiani! Ma non ho nulla contro gli autentici artisti della parola scritta. E&lt;em&gt; Zuddas&lt;/em&gt;, a mio modo di vedere, lo è. Così Artista, anzi, che non ha mai parlato di sé come di chissà chi e che, come ogni buon Talento che si rispetti, si è visto rifiutare i suoi lavori da un sacco di gente, quando invece vediamo in giro la pubblicazione di autentiche porcate pubblicate da tante majors. Per chiunque non conosca questo scrittore, può tranquillamente consultare la pagina di Wikipedia italiana (che però, curiosamente, dedica poche righe a uno scrittore del genere e molte a personaggini insignificanti usciti dai reality). Ad ogni modo,&lt;em&gt; Zuddas&lt;/em&gt; è autore di svariati romanzi e racconti ma ha finito di scrivere (e pubblicare) cose nuove da più di venti dannatissimi anni, dedicandosi anima e corpo alle traduzioni per conto di varie Case Editrici di un certo livello. Vero è che ha scritto un nuovo romanzo di recente (no, non ve lo dico qual è, cercatevelo da voi. Un aiutino: tra il titolo svetta la parola "computer") Finito il prologo partiamo subito con la recensione:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Trama: &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;“Diecimila anni or sono, come è ben noto, il bacino del Mediterraneo si riduceva all’enorme lago conosciuto come Mare Interno, e sulle sue coste – nonché sulle sue numerose isole – la fauna umana presentava alcune differenze con quella che oggi ne calpesta le dorate spiagge. Nell’isola di Kos, per fare un esempio, il dominio dell’Argone (che predilige gli uomini-cavallo) è subordinato al potere dei Preti del Gelo, capaci di scatenare bufere grazie alla loro forza mentale, mentre in quel di Coralyne la Diaconessa Lugunda imbandisce Banchetti dei Profumi dove i commensali più colti parlano solo in Lingua Incomprensibile, e nel Palazzo reale di Nedda alcuni sacerdoti cercano di capire lo strano funzionamento di un quintetto di antichi gong che hanno la facoltà di scaraventare in luoghi lontani chiunque capiti fra le loro vibrazioni… Aggiungiamo che fra questi gong vengono a trovarsi due bellicose amazzoni impegnate in una missione di spionaggio, e a questo punto non resterà altro che godersi le loro avventure nel gustosissimo mondo Sword and Sorcery che la sbrigliata fantasia di &lt;em&gt;Gianluigi Zuddas&lt;/em&gt; ha saputo creare, a metà strada fra gli esempi di certi illustri precedenti angloamericani e una vena personale di salutare dissacrazione.”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Recensione:&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;Non mi vergogno di dire che ho conosciuto questo scrittore per caso, nella più classica delle occasioni, parlandone con appassionati di Fantasy che ne magnificavano questo o quell'aspetto in relazione alle sue opere. Il primo dei suoi libri che ho letto è stato il già citato &lt;span style="color: blue;"&gt;"Stella di Gondwana"&lt;/span&gt; (ultima e aggiornata stesura nel 1999) un Heroic Fantasy non solo ben scritto ma deliziosamente particolare sia come storia che come stile, decisamente scoppiettante. Anche &lt;span style="color: purple;"&gt;"Amazon"&lt;/span&gt; lo è, scoppiettante dico, perchè è favorito da uno stile semplice e lineare, caratterizzato da frasi molto scorrevoli senza quelle odiose iperboli sbrilluccicose che tanti autori italioti amano usare come bandiera del proprio stile. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-nzyNq-_JYBI/Twt3JvekChI/AAAAAAAAA70/H_-j82TcJ3s/s1600/5854.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" rea="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-nzyNq-_JYBI/Twt3JvekChI/AAAAAAAAA70/H_-j82TcJ3s/s1600/5854.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #073763;"&gt;Gianluigi Zuddas&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Esplicito, questo è un termine che potrei usare per descrivere lo stile di &lt;em&gt;Zuddas &lt;/em&gt;ma non in senso sessuale, anche se i riferimenti al sesso compaiono quà e là senza peraltro essere fini a se stessi come quelli che compaiono, ad esempio, in &lt;span style="color: orange;"&gt;"Bryan di Boscoquieto nella terra dei mezzidemoni".&lt;/span&gt; Ombra di Lancia e Goccia di Fiamma, ovvero gli stessi personaggi che ritroveremo in &lt;span style="color: blue;"&gt;"Stella di Gondwana",&lt;/span&gt; non sono forse un capolavoro di approfondimento psicologico ma sono divertenti, usano termini a tratti rudi, a tratti ironici, quasi beffardi, e il linguaggio che usano è molto credibile. Sia l'una che l'altra sono amazzoni e &lt;em&gt;Zuddas&lt;/em&gt; ne ha fornito una caratterizzazione che si sposa bene con il mito delle donne guerriere, una caratterizzazione che le varie guerriere frignone stile Nihal dovrebbero imparare quando vogliono essere donne combattenti che non appaiano sono come donzelle capricciose armate delle tre consonanti CTS, ovvero c(ulo), tette &amp;amp; spada. Quanto all'ambientazione potremmo dire che &lt;em&gt;Zuddas &lt;/em&gt;è uno degli Autori che ha dato una bella prova della narrativa italica, sezione Fantasy, NON seguendo il solito &lt;em&gt;Tolkien&lt;/em&gt; ma anzi differenziandosi in modo preciso e deliziosamente efficace. La cosa carina di questa come di altre opere di &lt;em&gt;Zuddas &lt;/em&gt;è la vena umoristica: non che&lt;span style="color: purple;"&gt; "Amazon"&lt;/span&gt; sia un Fantasy alla &lt;em&gt;Pratchett,&lt;/em&gt; intendiamoci, ma semmai un libro scanzonato, ironico, che mostra diversi punti di contatto con la vivace e quasi coatta ironia di &lt;em&gt;Howard.&lt;/em&gt; Non mancano "invenzioni" divertenti che pescano tranquillamente sia nella realtà storica che nella fantasia. Gli aggeggi di Uko Gormirane, che sembrano fratelli tecnologici del Drago Carro di Cobal Gavelord (il folle e pomposo inventore di &lt;span style="color: blue;"&gt;"Stella di Gondwana"&lt;/span&gt;) sono assai più tecnologici di incantesimi e sfere di fuoco del solito Fantasy, ma usati in modo tale da apparire essi stessi magici, come se il punto di vista del narratore fosse ambientato in una sorta di Medio Evo alternativo. Tutto rose e fiori, quindi? No, ovviamente, anche perchè, ricordatevelo, non esiste Il Romanzo Perfetto, neanche nel caso di maestri di questo o quel genere, ma esistono comunque ottimi romanzi che si differenziano da tanti titoli meno validi. Per quanto riguarda questo romanzo i difetti sono essenzialmente l'eccessiva semplicità della trama e la fine della storia stessa. Cominciando dal primo difetto credo che la trama meritasse di essere più articolata di una mera elencazione di eventi che si presentano agli occhi di chi legge facendo uso, come meccanismo narrativo, del curioso "gong" magico che usano le due donne guerriere. L'altro difetto, ovvero la fine eccessivamente "veloce", poteva forse essere meno rapida anche perchè sembra quasi che ne manchi un pezzo. Non è un difetto soltanto suo. Ad esempio, cambiando totalmente genere, esistono scrittori che terminano i propri libri con quella che sembra a tutti gli effetti una palese amputazione della storia. E' il caso dei libri di di &lt;em&gt;Patricia Cornwell&lt;/em&gt; che finiscono con un bel taglio netto. Al contrario, &lt;em&gt;Zuddas&lt;/em&gt; è più efficace dell'autrice anglosassone ma credo che proprio il suo ottimo modo di narrare avrebbe beneficiato di qualche accortezza relativamente a questo punto di vista. Per farla breve, i libri di &lt;em&gt;Zuddas&lt;/em&gt; sono perfettamente confrontabili con quelli di tanti maestri del genere e dobbiamo anche rilevare che forse, l'inventore di quello noto come Med Fantasy, ossia romanzi fantasy ambientati in contesti a noi più vicini, per certi aspetti potrebbe essere proprio lui. Le qualità della sua narrativa, l'abilità grazie alla quale riesce a descrivere storie valide sia tecnicamente che stilisticamente è davvero buona e non ha nulla da invidiare a mostri sacri come &lt;em&gt;Tolkien &lt;/em&gt;o la &lt;em&gt;Le Guin&lt;/em&gt;. Peccato solo che uno scrittore così valido si sia ormai dedicato anima e corpo alle traduzioni di romanzi stranieri senza più pubblicare niente di proprio. Peccato davvero, perché&amp;nbsp;lo scrittore italiano&amp;nbsp;è la prova vivente di come avrebbe potuto essere il Fantasy italiano se avesse continuato a scrivere, magari imitato e poi affiancato da scrittori con la sua stessa classe, invece di quel che è poi effettivamente successo, con l'appiattimento del genere che ha praticamente troncato le possibilità di rivaleggiare seriamente con i maestri sia di Fantasy che di SF anglosassoni. E se pensate che questo sia solo un mio pensiero eccovi un estratto da una sua breve intervista, tanto per rendervene conto da soli: &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #741b47;"&gt;&lt;em&gt;"La situazione attuale del mercato è sempre la stessa, come chiunque scrive romanzi sa benissimo. In Italia, riuscire a farsi pubblicare un romanzo continua a essere molto difficile. Questo, dal punto di vista di chi scrive. Dal punto di vista del lettore, invece, ci sono stati dei grossi cambiamenti, qui da noi. La migliore SF americana non arriva più nelle nostre librerie, e non certo perchè i più importanti autori americani hanno smesso di scrivere. Probabilmente questi autori chiedono diritti sostanziosi. Io ho l'impressione che la gente legga sempre meno, e che gli editori abbiano cominciato a potare come rami secchi le collane di SF, perchè non incassano abbastanza. In quanto alla fantasy, vedo molti editori che la veicolano al lettore integrandola nelle collane di narrativa. Questo si è sempre fatto anche per la SF classica. Probabilmente le case editrici una volta specializzate in SF e Fantasy oggi stanno passando alla narrativa, ma con l'idea di fornire un miscuglio dei vari generi. Vorrei comunque invitare i lettori a guardare con molta comprensione la politica delle case editrici. Secondo me, tenere in vita il libro comincia a essere una specie di missione eroica e disperata che non si sa come andrà a finire."&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;Trovate il resto dell'intervista in questione &lt;a href="http://www.fantascienza.com/magazine/servizi/8868/2"&gt;qui&lt;/a&gt;&amp;nbsp;Peccato davvero, dicevamo, perché scrittori come &lt;em&gt;Gianluigi Zuddas&lt;/em&gt; sono la dimostrazione di come non conti affatto, per essere bravi autori, essere nati in Italia o in Nordamerica, ma conti solo la qualità e la capacità di scrivere storie efficaci e molto divertenti. Qualcosa su cui vorrei che molti giovani autori riflettessero affinché si possa finalmente passare da romanzi Fantasy scadenti come la schiera di quelli di oggi a libri di migliore qualità made in Italy non tanto per il gretto buonismo, quanto per la qualità della storia. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Massimo Valentini&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;﻿&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6181716668513333344-1290440052688169562?l=gabbianidellestelle.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/feeds/1290440052688169562/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2012/01/quella-che-segue-e-la-recensione-di-un.html#comment-form' title='154 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/1290440052688169562'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/1290440052688169562'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2012/01/quella-che-segue-e-la-recensione-di-un.html' title='&quot;Amazon&quot;, recensione'/><author><name>Massimo Valentini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04403346764833301763</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://1.bp.blogspot.com/-uikOmdYS8L0/TtZ3AZav47I/AAAAAAAAAxw/7UbyvWuZ6j4/s220/DSCN0153.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-ADw8zNhzTuI/Twt2ltVV8VI/AAAAAAAAA7k/_RqfcmEyGF8/s72-c/zuddas+1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>154</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6181716668513333344.post-8107489305005192674</id><published>2012-01-02T18:25:00.002+01:00</published><updated>2012-01-03T00:29:11.103+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='risposte'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scrivere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni'/><title type='text'>Intervista semiseria!</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-3_Zse69p5W0/TwHixhHe8qI/AAAAAAAAA54/onZLXg3okuI/s1600/intervista-frontale.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="244" rea="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-3_Zse69p5W0/TwHixhHe8qI/AAAAAAAAA54/onZLXg3okuI/s320/intervista-frontale.gif" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Questo è il primo post del 2012 e, sempre sperando che i Maya abbiano sbagliato alla grande le loro previsioni sulla fine del mondo, inauguriamo con oggi un altro anno di recensioni, consigli e riflessioni scrittorie con voi fan e semplici curiosi di questo world wide web. Come vi avevo anticipato, il duemiladodici si apre con una intervista scherzosa che vedrà il sottoscritto&lt;strike&gt; assalito&lt;/strike&gt; interrogato dalla sua illustre Antonella, intervista che è basata sulle vostre domande, più o meno serie, sulla vita del sottoscritto. Da adesso in poi passo la parola ad Anto e buon pro vi faccia! &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;“Ciao a tutti i lettori e le lettrici di GdS. Eccoci qui, dopo un Periodo di pausa dedicato all’ingrasso collettivo, sono pronta a &lt;strike&gt;torchiare&lt;/strike&gt; porre le domande per voi&amp;nbsp;al nostro superfighissimo Massimo il Valentini o V.A.L. (Valente Autore Letterario).&amp;nbsp;Dico subito&amp;nbsp;0che scrivere questa “pseudo” intervista è stata la cosa più complicata che abbia mai fatto (credetemi quest’uomo è un rompino/precisino, certe volte!) ma vi ringrazio per le simpatiche e interessanti domande. La location della chiacchierata è stata in una ridente e amena località tipica delle nostre parti, il &lt;span style="color: red;"&gt;Mc Donald's&lt;/span&gt; di biiiip (citazione necessaria). &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;﻿﻿﻿﻿&lt;strong&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;Abbiamo scelto questo posto per le sue evidenti proprietà organolettiche anti-grasso, dato che non è bene che il futuro Premio Ig-nobel per la Narrativa diventi grasso come una balena spiaggiata. Dovete sapere che lui adora la linea morbida (la mia) ma detesta quella grassa. Appena lo vedo mi chiedo anche se ci sarà anche stavolta la “ressa nascosta” delle fan di cui abbiamo visto qualche esempio la volta in cui due simpatiche e carine (roarrrrrr!) ragazze si sono fermate proprio davanti a noi, impegnati a consumare la colazione, e fingendo di farsi una foto l’hanno praticamente scattata a LUI! (una parete del suddetto locale è in cristallo!). &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: justify;"&gt;﻿&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-MNDDcPcTazU/TwHjrm3fgDI/AAAAAAAAA6E/gQz63JG8OEQ/s1600/ronald+mc+donald%2527s.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="200" rea="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-MNDDcPcTazU/TwHjrm3fgDI/AAAAAAAAA6E/gQz63JG8OEQ/s200/ronald+mc+donald%2527s.jpg" width="142" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Ronald al massimo della forma&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: justify;"&gt;﻿&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;Per la serie &lt;span style="color: #b45f06;"&gt;&lt;u&gt;noi sappiamo che voi sapete che noi sappiamo ma voi ve ne fregate e lo sapete lo stesso!&lt;/u&gt;&lt;/span&gt; Ma bando alle ciance ed eccomi, dopo il mio consueto allenamento al sacco da boxe (pratico boxe thailandese, attività&amp;nbsp;che mi serve quando ci capita di litigare, non si sa mai. L’ultima volta è finita due a uno per lui, ma non è sempre così, ve lo garantisco ih ih!) Inizio a bombardare di domande il&amp;nbsp;nostro Autore preferito&amp;nbsp;sorseggiando un caffè. Appena mi vede, tutta tirata a lucido con tacco 30 (muahahahaha) capelli “mesciati” (a-ri muahahaha), davanzale in bella mostra (se se…) e mini modello-spiaggia-alle-Bahamas come larga parte delle giornalistoidi locali, ironico e sornione come sempre il Nostro mi chiede: “&lt;em&gt;Ciao Stella, cerchi compagnia&lt;/em&gt;?” Con sguardo emblematico e cercando di controllare il mio istinto dovuto ai miei trascorsi Thai, gli dico con voce soave: “&lt;em&gt;Non sono una donna moderna d’altri tempi io&lt;/em&gt;!”. Il fighissimo V.A.L. abbozza un sorriso e accetta in KO. Ma iniziamo con le domande:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Anto - &lt;span style="color: #cc0000;"&gt;Allora simpaticone &lt;strike&gt;sciupa femmine&lt;/strike&gt; dei miei stivaletti, alias Scrittore Super Fighissimo, i suoi fan la osannano per talento, tecnica, stile e sincerità artistica. Per questo le chiedo: qual è la canzone preferita sua e di Leyla? &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Scrittore Super Fighissimo –&lt;span style="color: purple;"&gt; “Parole, rumori e giorni”&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt; di Fabrizio Moro. Scelta curiosa, visto che non è la consueta canzone che le coppie battezzano come propria, ma molto sentita per una serie di ragioni.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Anto – &lt;span style="color: #cc0000;"&gt;E chissà cosa ne penserà di questa risposta il musicista Marcello! Bando alle ciance: Lei è distratto?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Scrittore super fighissimo - &lt;span style="color: #38761d;"&gt;Sì, dimentico sempre il numero delle mie fidanzate. Immagino che quando si incontreranno la prossima volta me lo faranno sapere…&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Anto – &lt;span style="color: #cc0000;"&gt;Che fantastico umorista! Glissiamo che è meglio. I suoi fan si chiedono com’è stato il primo incontro con la sua fidanzata.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Scrittore Super fighissimo - &lt;span style="color: #38761d;"&gt;Eravamo in una redazione giornalistica dove lavoravamo come collaboratori. Io ho fatto un complimento al suo decolleté e lei mi ha mandato artisticamente a quel paese. Magnetico? Solo se mi attaccano a una batteria da 30.000 volts.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-pXLz71COLzg/TwHq2nR830I/AAAAAAAAA60/IJuHEIIq2lw/s1600/untitled.bmp" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="272" rea="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-pXLz71COLzg/TwHq2nR830I/AAAAAAAAA60/IJuHEIIq2lw/s320/untitled.bmp" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Autoscatto con lo scrittore superfighissimo&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Anto -&amp;nbsp;&lt;span style="color: #cc0000;"&gt;Ma che carino... &amp;nbsp;passiamo ad argomenti più seri che è meglio. Può parlarci del romanzo &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #351c75;"&gt;“Primus, l’uomo che sognava di vivere”?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Scrittore Super Fighissimo - &lt;span style="color: #38761d;"&gt;Desidero parlarne in maniera estesa appena avrò notizie di un’eventuale pubblicazione. Ovviamente non posso pubblicarne stralci. Non è una questione di timidezza, come alcuni hanno chiesto, ma solo un modo per mantenere il testo inedito. Figuratevi che quando ero in trattativa con l’A.Car Edizioni per la possibile pubblicazione, mi fu chiesto di non inviare niente in giro proprio per garantire la massima riservatezza a un lavoro ancora inedito.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Anto – &lt;span style="color: #cc0000;"&gt;Ma può dirci almeno cosa ha ispirato il suo &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #351c75;"&gt;“Primus”?&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Scrittore super fighissimo – &lt;span style="color: #38761d;"&gt;&lt;span style="color: #351c75;"&gt;“Primus”&lt;/span&gt; è stato ispirato in parte da elementi di vita personali e&amp;nbsp;da esperienze di gente che ho conosciuto;&amp;nbsp;inoltre, risponde anche a un mio desiderio di ambientare una storia in un mondo che non fosse solo fantastico, ma&amp;nbsp;per certi aspetti&amp;nbsp;intellettuale. Ennò, non ve lo dico che intendo: aspettate di leggerlo. Gnè, gnè, gnè!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Anto - &lt;span style="color: #cc0000;"&gt;Perché questo titolo, &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #351c75;"&gt;“Primus, l’uomo che sognava di vivere?”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Scrittore Super fighissimo - &lt;span style="color: #38761d;"&gt;Il nome del protagonista fu un caso dovuto alla mia decisione di non usare qualcosa che somigliasse a Massimo, Maximus o Maximilian. Fosti tu mia cara &lt;strike&gt;bastard&lt;/strike&gt; ehm, Anto, a proporre di mantenerlo così anche nella versione definitiva. La tua idea mi piacque e &lt;span style="color: #351c75;"&gt;“Primus”&lt;/span&gt; restò tale e quale. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Anto - &lt;span style="color: #cc0000;"&gt;Può sintetizzare ora il suo parere sull'editoria a pagamento e sui print on demand?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Scrittore Super Fighissimo - &lt;span style="color: #38761d;"&gt;L’editoria a pagamento (d’ora in poi soltanto EAP) è essenzialmente un servizio tipografico con il logo di una casa editrice. Non è certamente illegale, ci mancherebbe, ma per quanto mi riguarda non pagherei per pubblicare perché avrei timore di essere selezionato per i miei soldi e non per quello che scrivo. Intendiamoci: non demonizzo chi decide di pubblicare a pagamento. Il mio punto di vista è un invito a non farlo perché esistono talmente tante Case Editrici non a pagamento che sarebbe un errore pagare. Chi scrive, a prescindere dal talento (quella è un’altra storia!) impiega tempo e fatica, ma è, e resta, un lavoro. Pubblicare con un EAP sarebbe come pagare qualcuno per poter lavorare… Già qui da noi, in Itaglia, la selezione delle Case Editrici NON EAP a volte lascia a desiderare, basti vedere cosa combinano certe “big” con i soliti debosciati vipparoli e scribacchini vari, immaginate&amp;nbsp;che selezione&amp;nbsp;deve fare&amp;nbsp;chi pretende dal povero aspirante scrittore i soldini per la pubblicazione. Vero è&amp;nbsp; fare di tutta l’erba un fascio non rende giustizia ad alcuni editori che, pur essendo a pagamento, &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;svolgono un buon lavoro, ma questa è la classica eccezione che conferma la regola. Se aggiungete il fatto che quando si pubblicano i primi libri, soddisfazione a parte, di solito NON si pubblica con Mondadori, per cui è l’Autore che dovrà farsi un mazzo così per divulgare un minimo le sue opere, capirete che uno scrittore esordiente&amp;nbsp;deve fare molte cose per assicurarsi un minimo di visibilità, cose che spesso dovrà fare con le proprie risorse economiche. Per esempio,&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;&amp;nbsp;solo l’invio a varie persone per ottenere una recensione del proprio libro&amp;nbsp;costa tempo e denaro. Poi devi pensare alle presentazioni, a eventuali trasferte, a farti i contatti ecc. Perchè allora&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt; pagare ANCHE la stampa? Senza contare che diverse Case Editrici NON a pagamento non accettano testi di gente che ha pubblicato in precedenza facendo uso di EAP.&amp;nbsp;Poi dipende dai generi. Qui da noi i racconti, sulla carta, non godono di vita in carne. Senza dubbio è vero&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt; ed è un'altra pecca italica: fuori dai nostri confini il Racconto gode, giustamente, della STESSA considerazione del Romanzo. Ma gran parte della mia Prima Generazione è composta proprio da racconti da me pubblicati NON a pagamento. Basti dire che &lt;span style="background-color: white; color: #741b47;"&gt;“Quattro Ombre Azzurre”&lt;/span&gt; è forse il mio libro più venduto in assoluto, ma anche &lt;span style="color: #b45f06;"&gt;“Gabbiani delle Stelle”&lt;/span&gt; non scherza, dal momento che la produzione è praticamente esaurita. E considerate che io non sono solito sbattermi a destra e a manca per implorare gli amici e i parenti per far loro acquistare i miei libri: non li comprano? Ok! Li comprano? Va bene, grazie, ma io aspetto le considerazioni di chi non mi conosce o, meglio, di chi mi conosce grazie al passaparola. Queste sono le vere soddisfazioni se sei un signor nessuno e non hai amichetti in alto loco che ti fanno pubblicare con nomi altisonanti. Tra l'altro, e ve lo dico per esperienza, meglio pubblicare con piccole e/o medie Case Editrici appassionate che pubblicare con delle majors... &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-goEgSpfbRfE/TwHnp4lq9pI/AAAAAAAAA6o/BeGM3tSaCFA/s1600/no-eap-12366_461x271.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="188" rea="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-goEgSpfbRfE/TwHnp4lq9pI/AAAAAAAAA6o/BeGM3tSaCFA/s320/no-eap-12366_461x271.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Editoria a pagamento? No, grazie!&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;&amp;nbsp;Inoltre, non sempre il nostro primo racconto o romanzo è anche buono. In questa sede, meglio non considerare le schifezze pubblicate qui da noi e presentate come casi letterari dell’anno, ma consideriamo solo noi stessi: solo noi sappiamo quanto può valere quella storia e scrivere da poco tempo&amp;nbsp;non è mai sinonimo di qualità, talento o non talento. Meglio accantonare quel manoscritto, se nessuno lo ha scelto, e magari scriverne una nuova versione facendo tesoro dei pareri di più gente possibile. Man mano, il nostro stile migliorerà e allora potremmo anche essere scelti da una Casa Editrice che decida di pubblicare il nostro libro. Io cominciai come Nigra e solo molti anni dopo pubblicai &lt;span style="color: #cc0000;"&gt;“Alfa e Omega”&lt;/span&gt;, ma continuo a cercare di imparare nuove regole e nuove forme letterarie. Se proprio non volete aspettare, i POD sono una valida alternativa all’EAP sia perché meno costosa sia perché, con l’aggiunta del l’ISDN, diventano pubblicazioni a tutti gli effetti. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Anto – &lt;span style="color: #cc0000;"&gt;Cos’è, per Val, uno scrittore? Cosa deve fare e non fare? Cos'è che lo distingue da chi non è artista?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Scrittore super fighissimo - &lt;span style="color: #38761d;"&gt;Non so cosa faccia un artista. So cosa faccio io. Se pensi di essere uno scrittore, uno vero, allora hai sempre per la testa il tuo fottuto manoscritto. Non ha importanza se fuori piove e non hai l’ombrello, se hai litigato con la tua fidanzata, se non hai una lira e devi fare la spesa. Pensi sempre ai tuoi personaggi, a quella scena che non riesci a scrivere da una settimana e per la quale, quando ne parli, magari i “normali” ti prendono anche per il culo. Non ti frega di mangiare a mezzanotte perché hai dimenticato di cucinarti la cena, per cercare un nome che non hai mai usato&amp;nbsp;da usare&amp;nbsp;per il tuo protagonista, non ti frega se studi tutto il giorno un dannato vecchio libro di magia nera&amp;nbsp;per descrivere un rito pagano al meglio. Non ti interessa lavarti i denti, degli altri, del tuo cane o della tua mamma: la sola cosa che vuoi e scrivere e finire quel maledettissimo figlio di un cane che chiami il tuo “nuovo romanzo”! Se sei uno scrittore, insomma, pensi a quello che vuoi scrivere e non al resto del mondo. Per il resto, puoi anche essere una persona adorabile e cogliere margheritine ai campi pubblici, ma quando ti siedi davanti al PC esistete solo tu e lui, il manoscritto, ecchisenefrega se fuori è scoppiata la Terza Guerra Mondiale.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Anto - &lt;span style="color: #cc0000;"&gt;Quante pagine scrive al giorno?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Scrittore super fighissimo - &lt;span style="color: #38761d;"&gt;Quando le scrivo, vorrai dire, perché a volte mi capita di non poterlo fare se devo scrivere articoli, recensioni, post su questo blog, corrispondere con amici e colleghi, correggere, ecc. Diciamo che, di solito, scrivo circa quattro pagine al giorno, per le quali il tempo occorrente è di un paio d’ore. Ora, se considerate che in fase di revisione posso anche buttare l’ottanta per cento del manoscritto, avrete un’idea di cosa voglia dire per me scrivere un romanzo.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Anto – &lt;span style="color: #cc0000;"&gt;Secondo te gli artisti sono insicuri?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Scrittore super fighissimo - &lt;span style="color: #38761d;"&gt;A volte sì e spesso mascherano questa insicurezza con atteggiamenti arroganti.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Anto – &lt;span style="color: #cc0000;"&gt;So bene di che parla! Ci può dare qualche dettaglio e differenza tra i suoi romanzi inediti?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Scrittore super fighissimo - &lt;span style="color: #38761d;"&gt;Ciascuno dei miei nuovi romanzi è un capitolo a sé di alcuni determinati fini che avevo elaborato e, pertanto, ogni libro è diverso dall’altro. Per il resto, no comment!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Anto – &lt;span style="color: #cc0000;"&gt;Very bastard Artist! Almeno dicci quante persone leggono gli inediti.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Scrittore super fighissimo - &lt;span style="color: #38761d;"&gt;In genere le ragazze del comitato hanno parziale accesso ai miei inediti così come anche Ivan. Con la seconda generazione nessuna di queste persone ha letto più di un paio di capitoli sia per questioni notarili (come sapete ho affidato questi libri a un notaio per proteggerne l’inediticità) sia per questioni sperimentali. Capita spesso che scriva varie versioni di uno stesso capitolo e far leggere ogni volta queste cose alle&amp;nbsp;persone del comitato equivarrebbe a far loro scattare una certa confusione mentale. Aggiungete il fatto che&amp;nbsp;a volte&amp;nbsp;scrivo veri e propri racconti che uso come “tracce” dei vari capitoli, e che poi distruggo usandone una parte e gettandone il resto. Insomma, un casino!&amp;nbsp;Perché far leggere qualcosa se poi ne ho scritto una versione che considero migliore? Questo è il bello dello sperimentare: niente resta immobile e&amp;nbsp;tutto si trasforma, almeno&amp;nbsp;se vuoi arrivare a uno stile il più possibile efficace. Le girls del comitato sono contente e la loro gioia si esprime con ronde armate di bazooka davanti casa mia.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Anto – &lt;span style="color: #cc0000;"&gt;A questo punto rubo pari pari la domanda alla prof.ssa Margherita. A parte la figura delicata e forse anche timida di Leyla, esiste anche per te un modello femminile? E cos'è Althaira, veramente?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-ogYBnTN8KjI/TwHmOYMu-kI/AAAAAAAAA6Q/Q9m201cb5fM/s1600/kickboxing.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" rea="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-ogYBnTN8KjI/TwHmOYMu-kI/AAAAAAAAA6Q/Q9m201cb5fM/s1600/kickboxing.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La mia risposta standard quando mi incazzo&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Scrittore super fighissimo - &lt;span style="color: #38761d;"&gt;(sbuffa…) Beh, adesso timida! Se la vai a conoscere non è poi tanto timida, visto che rompe le balle con sta’ storia della lotta thai. Scherzi a parte, Leyla risponde alla figura romantica e tradizionale della letteratura classica e il suo archetipo deriva dritta dritta dalle opere che ero solito leggere da zero a 30 anni, parecchio gotiche, devo dire. Althaira, invece, è una versione più evoluta e “stabile”, tendenzialmente positiva e molto intelligente. Il mio modello femminile di riferimento è simile a quello di Dick e cioè una donna bella, pericolosa e che fa della propria intelligenza, e non delle sue tette di plastica, la sua arma di seduzione. Superfluo dire che quando la immagino non penso alla classica velina, ma ad una donna sia cerebralmente che fisicamente più grande e consapevole.&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Anto – &lt;span style="color: #cc0000;"&gt;Quali sono i suoi gusti letterari?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Scrittore super fighissimo: &lt;span style="color: #38761d;"&gt;SF, Weird e New Weird di qualità, principalmente. Non disdegno l’Heroic Fantasy alla Zuddas e la Bizzarro Fiction.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Anto – &lt;span style="color: #cc0000;"&gt;Bizzarro Fiction?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Scrittore super fighissimo: &lt;span style="color: #38761d;"&gt;Sì, ovvero quel genere letterario che usa elementi tipici del Fantastico, del Fantasy e, magari, anche della SF ma in forma sopra le righe per cavarne fuori storie coerenti, anche se&amp;nbsp;del tutto sballate se viste coi i canoni della narrativa tradizionale. Uno degli esempi tipici di questo genere è &lt;span style="color: #674ea7;"&gt;“The Haunted Vagina",&lt;/span&gt; di &lt;em&gt;Carlton Merrick III&lt;/em&gt;, ma una spruzzata di Bizzarro la vediamo anche in testi di solito considerati prettamente fantascientifici come &lt;span style="color: #134f5c;"&gt;“Ubik”&lt;/span&gt; di &lt;em&gt;P. K. Dick,&lt;/em&gt; ma ne esistono tanti. Anche &lt;span style="color: #351c75;"&gt;“Primus&lt;/span&gt;”, per certi versi, potrebbe essere definito tale, come pure il nuovissimo&lt;span style="color: #e06666;"&gt; “Sensum”, &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;al &lt;/span&gt;momento&amp;nbsp;in fase di riposo...&amp;nbsp;Ricordo che &lt;span style="color: #3d85c6;"&gt;“Nexius”, &lt;span style="color: #38761d;"&gt;che è poi il romanzo che sto scrivendo adesso&lt;/span&gt;,&lt;/span&gt; è invece un Heroic Fantasy nudo e crudo. Molto nudo e crudo.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-gq0EXKoL22Q/TwHmxTUOedI/AAAAAAAAA6c/YgbEVOc15ZY/s1600/hauntedvaginasmall.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" rea="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-gq0EXKoL22Q/TwHmxTUOedI/AAAAAAAAA6c/YgbEVOc15ZY/s320/hauntedvaginasmall.jpg" width="207" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Copertina di "The Haunted Vagina"&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Anto – &lt;span style="color: #cc0000;"&gt;Ultima domanda… cosa pensa della sua pazientissima fidanzata?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Scrittore super fighissimo: &lt;span style="color: #38761d;"&gt;Che è una gran rompiballe, ma in fondo adorabile. (Mmmm…)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Anto&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PS: desidero ringraziare il Nostro “Val” per essersi prestato a questo giochetto, per avermi dato spazio su &lt;span style="color: #783f04;"&gt;“Gabbiani”&lt;/span&gt; e specialmente per aver corretto e rieditato il testo di questa intervista, anche se oggi avrebbe preferito giocare a Hungry Shark. Un saluto a tutti i fun boy e le fun girls!&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6181716668513333344-8107489305005192674?l=gabbianidellestelle.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/feeds/8107489305005192674/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2012/01/intervista-semiseria.html#comment-form' title='79 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/8107489305005192674'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/8107489305005192674'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2012/01/intervista-semiseria.html' title='Intervista semiseria!'/><author><name>Massimo Valentini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04403346764833301763</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://1.bp.blogspot.com/-uikOmdYS8L0/TtZ3AZav47I/AAAAAAAAAxw/7UbyvWuZ6j4/s220/DSCN0153.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-3_Zse69p5W0/TwHixhHe8qI/AAAAAAAAA54/onZLXg3okuI/s72-c/intervista-frontale.gif' height='72' width='72'/><thr:total>79</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6181716668513333344.post-1699778102694231116</id><published>2011-12-22T20:24:00.002+01:00</published><updated>2011-12-23T01:05:20.605+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scrivere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni'/><title type='text'>Auguri!</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;span style="font-family: Calibri;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-wZTbj6bS33A/TvOC7PHY1LI/AAAAAAAAA48/_GfwPoVc1bQ/s1600/buone-feste-soldiwebonline.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" rea="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-wZTbj6bS33A/TvOC7PHY1LI/AAAAAAAAA48/_GfwPoVc1bQ/s320/buone-feste-soldiwebonline.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;span style="color: #cc0000; font-family: Calibri; font-size: large;"&gt;Cari fun boys e fun girls il vostro &lt;em&gt;Super Fighissimo Scrittore Preferito&lt;/em&gt; (modestissimo!!!) coglie questa occasione festaiola per augurarvi un Buon Natale e Felice Anno Nuovo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;span style="color: #cc0000; font-family: Calibri; font-size: large;"&gt;Gabbiani delle Stelle va in vacanza, ma in realtà è solo un modo per approfittare di queste feste per preparare qualche sorpresa targata 2012. Infatti se il mondo non dovesse finire per questa data &lt;u&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;strong&gt;Gabbiani delle Stelle&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt; addirittura si moltiplicherà dando vita vera a&lt;u&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt; Gabbiani dei Misteri&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/u&gt;, blog dedicato a tutta quella parte della mia divulgazione che riguarda misteri, leggende, esperienze di pre-morte, speculazioni scientifiche e tutto ciò che ha il sapore dell’insolito. Con il vostro sostegno e l’affetto che sono certo mostrerete verso il nuovo nato,&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Gabbiani dei Misteri non sarà il fratello povero di &lt;u&gt;&lt;span style="color: #0c343d;"&gt;&lt;strong&gt;Gabbiani delle Stelle&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;. Via via chiariremo i vari punti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-ZTbmvaWnRdM/TvODnHSZ0LI/AAAAAAAAA5I/aO_q3Ak0yCA/s1600/natale_spiaccicato.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="312" rea="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-ZTbmvaWnRdM/TvODnHSZ0LI/AAAAAAAAA5I/aO_q3Ak0yCA/s320/natale_spiaccicato.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;span style="color: #cc0000; font-family: Calibri; font-size: large;"&gt;Per quanto riguarda invece questo blog le novità del 2012 saranno principalmente due: la recensione di un libro fantasy di ottimo livello made in Italy e una scherzosa intervista scritta, diretta e composta, da sua &lt;em&gt;Eccellenza&lt;/em&gt; Antonella pensata per rispondere alle vostre curiosità sulla nuova produzione romanzesca. Proprio per questo vi invito a porre le vostre domande su argomenti che vorreste conoscere meglio. Sarò ben felice di aprire il nuovo anno con un post dedicato alle vostre curiosità. Ovviamente l’unica eccezione sarà costituita da non poter pubblicare estratti dai nuovi romanzi. Per il resto date libero sfogo alla vostra fantasia. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;span style="color: #cc0000; font-family: Calibri; font-size: large;"&gt;Vi ricordo che è sempre attiva la casella di posta alla quale poter inviare proposte di recensioni, poesie, pensieri o anche piccoli racconti da voi scritti per una valutazione. Se quest’ultima dovesse essere non proprio favorevole, sarà mia cura non pubblicarla su Gabbiani. Purtroppo non posso rilasciare una scheda di valutazione neanche a pagamento causa mancanza di tempo. Intendete questa come un’occasione di poter eventualmente pubblicare qualcosa di vostro su questo spazio … Pertanto non spaventatevi miei prodi che per colazione non ho mai mangiato i miei lettori!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;span style="color: #cc0000; font-family: Calibri; font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;Auguri a tutti Massimo &amp;amp; Antonella&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-XEHVNrtC2N4/TvOD0M4IsHI/AAAAAAAAA5U/T7xY6GmD8x4/s1600/stell%252520di%252520natale.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="275" rea="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-XEHVNrtC2N4/TvOD0M4IsHI/AAAAAAAAA5U/T7xY6GmD8x4/s320/stell%252520di%252520natale.gif" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6181716668513333344-1699778102694231116?l=gabbianidellestelle.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/feeds/1699778102694231116/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/12/auguri.html#comment-form' title='64 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/1699778102694231116'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/1699778102694231116'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/12/auguri.html' title='Auguri!'/><author><name>Massimo Valentini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04403346764833301763</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://1.bp.blogspot.com/-uikOmdYS8L0/TtZ3AZav47I/AAAAAAAAAxw/7UbyvWuZ6j4/s220/DSCN0153.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-wZTbj6bS33A/TvOC7PHY1LI/AAAAAAAAA48/_GfwPoVc1bQ/s72-c/buone-feste-soldiwebonline.png' height='72' width='72'/><thr:total>64</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6181716668513333344.post-4603011605743174388</id><published>2011-12-16T16:19:00.001+01:00</published><updated>2011-12-20T15:59:41.358+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scrivere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni'/><title type='text'>Quando la perfezione sa di plastica</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-GInOTozjwFk/TutiyrtfEaI/AAAAAAAAA30/a59dzPzWLrM/s1600/untitled.bmp" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="300" oda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-GInOTozjwFk/TutiyrtfEaI/AAAAAAAAA30/a59dzPzWLrM/s400/untitled.bmp" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Trebuchet MS&amp;quot;, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;"C’era una volta una bella ragazza che si chiamava Ombra. Aveva perso entrambi i genitori ma aveva uno spiccato talento per la spada. Nonostante avesse gambe tornite, un florido seno e una fluente chioma rossa, il suo carattere era quello del maschiaccio e non avrebbe ceduto il passo a nulla e a nessuno senza combattere. A volte piangeva, ma quelle lacrime non la indebolivano, anzi! Era bella e coraggiosa e riuscì ad affermare la propria supremazia contro l’armata del Principe delle Tenebre..."&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #0c343d;"&gt;E poi… Ebbasta!&amp;nbsp;Questa è la classica descrizione di un personaggio che, con poche varianti, avrete certamente letto o visto al cinema moltissime volte. Parliamo di uno stereotipo che, nella narrativa, spesso riflette l’alter ego dell’Autore, o dell’Autrice, la cui variante maschile è detta Gary S(t)ue. Le sue caratteristiche fisiche e psicologiche possono essere tante, ma per descriverla è sufficiente una sola parola: Mary Sue è una gnocca pazzesca.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Le Origini:&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;"A Trekkie's Tale",&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt; era un racconto scritto da &lt;em&gt;Paula Smith&lt;/em&gt; nel 1973 e pubblicato sul numero 2 della fanzine &lt;em&gt;Managerie&lt;/em&gt;. Protagonista della storia era, guarda caso, un luogotenente della flotta stellare dell’universo di Star Trek, serie che, allora come oggi, vantava tantissimi estimatori. Il racconto era una&amp;nbsp;bonaria parodia dei personaggi tipici delle fan fiction, ovvero delle storie scritte da fan di un romanzo o film incentrate sullo stesso personaggio o su personaggi a esso corrispondenti. Spesso i personaggi di una fan fiction sono irrealistici e totalmente fuori dal contesto della normalità. Al’epoca di cui parlo, le Mary Sue di startrekkiana memoria erano adolescenti esteticamente graziose e&amp;nbsp;abili in qualsiasi cosa (la stessa Smith descrive il luogotenente Mary Sue come il più giovane della flotta, neanche sedicenne!) che flirtavano con i personaggi adulti della vera serie, con improbabili storie d’amore. Col tempo, il concetto è uscito dai canoni delle parodie startrekkiane per adattarsi a&amp;nbsp;ogni genere di narrativa o di realizzazione cinematografica, diventando la regina degli stereotipi. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-xf9ncN2-4po/TutUGxZFTJI/AAAAAAAAA3U/mrhAPL6755w/s1600/megan_fox300a.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" oda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-xf9ncN2-4po/TutUGxZFTJI/AAAAAAAAA3U/mrhAPL6755w/s320/megan_fox300a.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;Una possibile Mary Sue&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Connotazione:&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #351c75;"&gt;&lt;strong&gt;Per essere una perfetta Mary Sue, la protagonista è spesso una versione idealizzata dell’Autore o dell’Autrice del romanzo. I suoi pregi saranno più importanti dei difetti, sarà abilissima in qualsiasi cosa e nonostante tante difficoltà non soccomberà ma, anzi, farà fuori tutti i nemici, magari all’ultimo momento utile. Si tratta, in pratica, di un personaggio senza una reale caratterizzazione, troppo perfetto per essere vero e che, detta in soldoni, non sta ne in cielo né in terra. &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Vediamo quali sono le sue caratteristiche generali: &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;span style="color: #351c75;"&gt;a)&lt;/span&gt; Occhi e capelli di colori inesistenti o comunque esageratamente perfetti&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;span style="color: #351c75;"&gt;b)&lt;/span&gt; Poteri magici acquisiti per nascita (predestinazione) o abilità fuori dal comune&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;span style="color: #351c75;"&gt;c)&lt;/span&gt; Carattere ribelle e/o tenebroso&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;span style="color: #351c75;"&gt;d)&lt;/span&gt; Eventuali compagni di viaggio&amp;nbsp;non realistici perchè troppo incapaci se confrontati con lei o inetti&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;span style="color: #351c75;"&gt;e)&lt;/span&gt; Un passato tragico o comunque tale da attrarre le simpatie di chiunque incontri &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="background-color: white; color: #351c75;"&gt;Proprio la caratterizzazione piatta del personaggio stride con il successo&amp;nbsp;che riscuote nella storia. Mary Sue è tratteggiata come una ragazza timida e impacciata ma che subito, incredibilmente, riscuote l’ammirazione di tutti. Nei romanzi Fantasy non è difficile riconoscerla: le va tutto bene anche se frigna in continuazione. Non ha mai freddo, anche se il suo solo vestito è uno straccio di pelle sui seni o intorno alla vita. Nonostante sia un’abile guerriera NON la vediamo quasi mai in un combattimento realisticamente descritto, ma in compenso vince sempre. Il suo carattere è fiero ma sensibile (caratteristiche del tutto antitetiche tra loro) e nonostante le già citate abilità guerriere è bellissima, ha capelli fluenti, un viso angelico e occhi magnetici. Una Nihal perfetta, se ci fate caso. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-49gHvUiHI8A/TutW1wAUd5I/AAAAAAAAA3c/i5MKQBRIaUs/s1600/nihal.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" oda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-49gHvUiHI8A/TutW1wAUd5I/AAAAAAAAA3c/i5MKQBRIaUs/s320/nihal.jpg" width="208" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;Nihal &lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #351c75;"&gt;Forse la Mary Sue per eccellenza, negli ultimi tempi, è Bella Swan, il cui cognome non a caso significa "cigno":&amp;nbsp;un personaggio che fa della propria timidezza e buffa goffaggine la ragazza perfetta per essere l'eroina della saga di &lt;em&gt;Stephenie Meyer&lt;/em&gt;. Nei romanzi d’amore, Mary Sue è la ragazza di umili origini che riesce a sposare il bellone della storia o la sofisticata donna dell’alta società alla quale uomini, gioielli, ville con piscina e roba varia cadono immancabilmente ai suoi piedi. Sull’altro versante, quello maschile, Gary S(t)ue è sempre:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;a) &lt;span style="color: #783f04;"&gt;Bello e tenebroso&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;b) &lt;span style="color: #783f04;"&gt;Coraggioso o, al contrario, un perfetto nerd ma con una fortuna incredibile&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;c) &lt;span style="color: #783f04;"&gt;Sensibile oppure scontroso, ma in fondo tenero&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;d)&amp;nbsp;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;E' spesso erede di una fantastica rivelazione, di un patrimonio da re o, se povero in canna, riesce abilmente a diventare economicamente rispettabile.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;e) &lt;span style="color: #783f04;"&gt;Predestinato e abile guerriero. In battaglia non riceve mai colpi potenzialmente mortali e all'ultimo momento la tal tecnica da guerra&amp;nbsp;gli riesce&amp;nbsp;bene per ogni azione&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;f) &lt;span style="color: #783f04;"&gt;E' ovviamente al centro delle attenzioni femminili&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #351c75;"&gt;A parte la già citata Nihal che frigna dalla mattina alla sera e&amp;nbsp;si veste come una mignotta di un&amp;nbsp;club di bondage, troverete sue colleghe praticamente ovunque. Unika, eroina dell’omonima trilogia il cui primo volume abbiamo recensito proprio su queste pagine, ne è forse l’esempio più evidente. Ma di Mary Sue/Gary S(t)ue abbonda il mondo, basti guardare a tantissimi protagonisti di film e romanzi pubblicati nel corso degli anni. Chi non ha mai visto &lt;span style="color: blue;"&gt;"Kill Bill",&lt;/span&gt; di Tarantino? Vi pare possibile che una&amp;nbsp;persona per quanto brava, riesca a fregarsene delle pallottole solo facendo roteare una spada e senza uno straccio di protezione? &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-RDDH_fvBcMw/TutZ7v-GrMI/AAAAAAAAA3k/nxUcaO8j1xs/s1600/8551305-soldato-moderno-con-fucile-isolato-su-uno-sfondo-bianco.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" oda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-RDDH_fvBcMw/TutZ7v-GrMI/AAAAAAAAA3k/nxUcaO8j1xs/s320/8551305-soldato-moderno-con-fucile-isolato-su-uno-sfondo-bianco.jpg" width="251" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;Per quanto ci provi, lui non può far nulla contro le pallottole...&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-8EsrU8Pr8CA/TutaLKZZb_I/AAAAAAAAA3s/_cCYQcyxMZ4/s1600/A0UVYFDCAV1S7HECAI52UORCA0D669UCAXIMSMDCAQF7CXVCA35CZH0CATNASJ5CAH01110CAXSEVG6CAGXU9AUCAA3SZA0CAKMAEXTCAP667R4CA2SVW9YCA98II3VCAT2BG8FCAQJE1WQCAMGGE33CAMT1LHE.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" oda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-8EsrU8Pr8CA/TutaLKZZb_I/AAAAAAAAA3s/_cCYQcyxMZ4/s1600/A0UVYFDCAV1S7HECAI52UORCA0D669UCAXIMSMDCAQF7CXVCA35CZH0CATNASJ5CAH01110CAXSEVG6CAGXU9AUCAA3SZA0CAKMAEXTCAP667R4CA2SVW9YCA98II3VCAT2BG8FCAQJE1WQCAMGGE33CAMT1LHE.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;Lei, invece...&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #351c75;"&gt;O che &lt;em&gt;Niu Riivs&lt;/em&gt;&amp;nbsp;di &lt;span style="color: blue;"&gt;"Matrix"&lt;/span&gt; in quattro e quattr’otto da predesti-morto diventi predesti-nato e sgomini il cattivo superprogramma senziente Smith? O che il riflessivo e sagace Sherlock Holmes diventi una sorta di supereroe Marvel nell’omonimo, recentissimo film? E gli esempi potrebbero continuare all’infinito. Mary Sue o, per meglio dire, Gary S(t)ue, sono anche tanti esempi di serial killer che in tantissimi film ollyvvudyany escogitano complessi trucchi per far fuori o comunque&amp;nbsp;fare a pezzi le proprie vittime. Se state pensando all’&lt;span style="color: #274e13;"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;Enigmist&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;a&lt;/span&gt; avrete presente il tipo. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Il Marketing:&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #c27ba0;"&gt;Anche gli spot pubblicitari hanno le loro Mary Sue. Sempre più spesso, vediamo supergnocche stellari alte, eleganti, con due/tre figli, impeccabili, cucinare piatti deliziosi in meno di cinque minuti, allo stesso tempo restando mogli perfette. Lo stesso vale per gli uomini: se avete presente quell’obbrobbrio chiamato &lt;em&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;Cento Vetrine&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;, capirete subito di cosa parlo. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #e69138;"&gt;&lt;strong&gt;Bene. Io sono convintissimo che i miei personaggi della Prima Generazione&amp;nbsp;e quelli della Seconda non siano affatto rispondenti a questi canoni, ma ovviamente da buon essere umano il mio parere non è sempre perfetto. Cerco però di documentarmi al meglio e di non cadere mai nella fossa degli stereotipi. Ma come può uno scrittore alle prime armi fare in modo che il suo/la sua protagonista non risponda a questi canoni? Intanto, cercare di&amp;nbsp;farsi una certa erudizione delle cose che&amp;nbsp;vuole tratteggiare. Avete mai notato come, in molti romanzi fantasy&amp;nbsp;odierni, i viaggi siano sempre molto lunghi ma alla fine semplici da descrivere mentre così non è per i combattimenti? Tanto è vero che&amp;nbsp;solitamente si risolvono in modo raccontato e non mostrato. Si tratta di un indizio evidente che l'autore non si è documentato sulle tattiche militari. Di&amp;nbsp;scarsa documentazione non sono immuni solo certi scribacchini odierni, ma anche diversi Grandi. Per esempio,&amp;nbsp; nel suo racconto&lt;span style="color: blue;"&gt; "Il Tempio",&lt;/span&gt; &lt;em&gt;Lovecraft&lt;/em&gt; descrive un sottomarino tedesco, l'U-29,&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;dotato di oblò per l'osservazione, ma nessun U-boote è mai stato caratterizzato da oblò che in realtà sono&amp;nbsp;pericolosi punti deboli in caso di azione bellica. Neanche il suo&amp;nbsp;romanzo &lt;span style="color: blue;"&gt;"Le Montagne della Follia"&lt;/span&gt; è esente da errori del genere. La storia&amp;nbsp;è ambientata in Antartide, eppure i protagonisti non indossano mai pellicce molto coprenti così come è raro, anche se non impossibile, che un professore universitario sappia pilotare un aereo, soprattutto in condizioni ostili come quelle&amp;nbsp;descritte.&amp;nbsp;&amp;nbsp;E tuttavia &lt;em&gt;Lovecraft &lt;/em&gt;non solo si documentava tantissimo, ma era anche sorprendentemente umile nei confronti delle sue (ottime) &lt;span style="color: #e69138;"&gt;storie. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #e69138;"&gt;La sola via di uscita dal pericolo dello stereotipo è proprio quello della documentazione e dell’esame dei romanzi più validi. Se ci fate caso, il Frodo tolkeniano non è un Gary S(t)ue perché&amp;nbsp;è una persona con i suoi dubbi e relative esitazioni. Sono proprio i suoi difetti a renderlo umano e, quindi, credibile.&amp;nbsp;Anche Conan il cimmero, il rude personaggio&amp;nbsp;inventato da &lt;em&gt;Robert E. Howard,&lt;/em&gt; benché agile guerriero e dal corpo “ipervitaminizzato”, nonché evidente alter ego dell’Autore (che era alto e amante dello sport) aveva non pochi difetti. Per quanto mi riguarda, il personaggio di &lt;em&gt;Howard&lt;/em&gt; che preferisco è lo spadaccino puritano Solomon Kane, la cui caratterizzazione è allo stesso tempo precisa dal punto di vista storico e affatto portata allo stereotipo. Per esempio non ha mai una liason con nessuna e&amp;nbsp;al contrario&amp;nbsp;del celeberrimo 007, alias James Bond, non è particolarmente attraente, si muove in un contesto storico ben preciso anche se l’Africa howardiana&amp;nbsp;era una versione un tantino esagerata della vera Africa.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Morale della favola:&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;Ovviamente è più semplice descrivere personaggi perfetti, sia esteticamente che&amp;nbsp;per varie&amp;nbsp;abilità, ma il farlo non comporta mai un deciso passa avanti se il nostro fine è scrivere narrativa di qualità. E la moda di oggi, che vede spesso adolescenti&amp;nbsp;predestinati o capaci di incredibili&amp;nbsp;qualità, suona stridula. Pensate alla saga dei&amp;nbsp;Transformers... Perchè mai esseri robotici "buoni" di tale potenza e dimensioni dovrebbero fregarsene di ragazzini americani o degli eserciti terrestri, dal momento che dispongono di una potenza di fuoco e interessi in contrasto con quello della nostra specie? Con quanto detto non intendo scatenare una privata caccia&amp;nbsp;agli stereotipi perchè anch'essi, se ben dosati, possono concorrere a fare di una storia una buona storia. Semplicemente, ciò che lo scrittore deve fare è di cercare sempre un punto di vista oggettivo&amp;nbsp;senza ricorrere a iperboliche descrizioni tanto eccessive quanto evidenti.&amp;nbsp;Cosa è&amp;nbsp;meglio? La supermodella&amp;nbsp;della quale&amp;nbsp;senza photoshop risultano evidenti&amp;nbsp;le rughe d'espressione o&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;&amp;nbsp;la ragazza "solo" carina, ma più vera, che possiamo incontrare ogni giorno? Anche un bravo scrittore dovrebbe fare così, vale a dire&amp;nbsp;scrivere un romanzo con il fine di separare sempre la plastica dalla vita vera, la sola in grado di regalare sapore all'esistenza.&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Massimo Valentini &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6181716668513333344-4603011605743174388?l=gabbianidellestelle.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/feeds/4603011605743174388/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/12/quando-la-perfezione-sa-di-plastica.html#comment-form' title='119 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/4603011605743174388'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/4603011605743174388'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/12/quando-la-perfezione-sa-di-plastica.html' title='Quando la perfezione sa di plastica'/><author><name>Massimo Valentini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04403346764833301763</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://1.bp.blogspot.com/-uikOmdYS8L0/TtZ3AZav47I/AAAAAAAAAxw/7UbyvWuZ6j4/s220/DSCN0153.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-GInOTozjwFk/TutiyrtfEaI/AAAAAAAAA30/a59dzPzWLrM/s72-c/untitled.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>119</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6181716668513333344.post-2474574655522405812</id><published>2011-12-10T16:10:00.001+01:00</published><updated>2011-12-13T00:33:34.754+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scrivere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni'/><title type='text'>Il grido dell'Arte</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-aHPpvGYrY90/TuODGdW1GeI/AAAAAAAAA1s/P9VjUzXSk5w/s1600/D%2526C%252520Iride.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" mda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-aHPpvGYrY90/TuODGdW1GeI/AAAAAAAAA1s/P9VjUzXSk5w/s400/D%2526C%252520Iride.jpg" width="285" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #134f5c;"&gt;&lt;strong&gt;Spesso abbiamo parlato di arte scritta&amp;nbsp;e di come essa sia diversa dal resto delle attività umane. Specificando anche che &lt;em&gt;diversa&lt;/em&gt; non significa migliore ma, semplicemente&amp;nbsp;&lt;em&gt;non&lt;/em&gt; meccanica, come invece può esserlo un altro lavoro. Abbiamo parlato di casi editoriali, romanzi validi e meno validi, del valore delle opinioni, di quello delle regole. Ma, da quanto detto, forse alcuni si saranno chiesti se il solo modo per scrivere un buon romanzo o valide poesie sia solo quello artistico. Non è così perchè&amp;nbsp;scrivere bene è una questione di tecnica che chiunque può imparare: dipende dalla voglia di studiare per ottenere risultati. Cosa assai diversa è il &lt;em&gt;Talento&lt;/em&gt; che, al contrario, è una questione di genetica. O lo hai o non lo hai. Esso è lo "spirito" dell'arte,&amp;nbsp;il deus ex machina necessario a fare di un buon romanzo un Romanzo. Gli Scrittori Veri, al pari di altri artisti, sono effettivamente personaggi eccentrici, a tratti curiosi, ma sempre fuori dagli schemi. Non sono quasi mai scrittori professionisti perchè il loro fine ultimo, al di là della mera sopravvivenza economica col loro lavoro (quasi mai raggiunta) è solo la soddisfazione di un bisogno. Soddisfare quel bisogno è come soddisfare il bisogno d'aria: se non respiri, muori. Scrivere arte non è quindi semplice passione. Si può avere la passione per lo sport, per il ballo, il nuoto, per la cioccolata. Si può avvertire la mancanza del calcio, del nuoto, della crema al latte, ma non si muore. L'arte è invece come una dea, un qualcosa che non ha una forma ben definita ma che avverti in solitudine, quando la voce del mondo tace perchè sei lontano, su una spiaggia deserta senza un'anima nel raggio di cento miglia, e che ti parla anche quando sai benissimo che quella dea non abita l'alto dei cieli ma il tuo spirito.&amp;nbsp;Ma&amp;nbsp;questo è valido solo&amp;nbsp;per coloro i quali avvertono innato il bisogno di farlo, cioè di esprimere qualcosa che non ha forma. Per quanto riguarda il talento non esistono regole e&lt;/strong&gt; o&lt;strong&gt;gni scrittore ha le sue idee in proposito.&amp;nbsp;Il Talento, però, da solo, non basta: servono anche le regole. Chiunque può scrivere meglio se studia bene, proprio come un body builder o un’esperta di fitness devono seguire coscienziosamente un programma di allenamento per produrre risultati. A un livello più propriamente pratico, scrivere bene deriva&amp;nbsp; da un buon uso delle regole. Non è poi molto diverso dallo sport o dalla fede del credente medio. Come esistono molti più sportivi che Campioni, molti più credenti che Santi o Profeti, così esistono molti più scrittori professionisti, semplici appassionati&amp;nbsp;che Scrittori Veri. Vediamo degli esempi:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Sport&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;Chi pratica Body Building nell’immaginario popolare è sovente dipinto come un omone (o un donnone) testa piccola e muscoli possenti. Una specie di uomo delle caverne. Al di là se ci piaccia o meno la disciplina in questione, tale osservazione è fuori luogo: se è vero che non occorre essere novelli Einstein (ma niente vieta a figure geniali di praticare sport…) per diventare body builder è anche vero che per ottenere risultati queste persone devono imparare molto di come funziona il corpo umano, com’è fatto, gli allenamenti, le tecniche per migliorare i propri muscoli. Ad esempio, è opinione&amp;nbsp;comune che l’allenamento di questo sport preveda il miglioramento muscolare semplicemente sollevando pesi più o meno disciplinati da un trainer: sbagliato. Gli esercizi fisici non servono a migliorare i muscoli ma a distruggerli! E’ quel che si chiama “recupero”, ovvero il riposo dopo un set attentamente calibrato dal trainer, a consentire al corpo di riparare le varie microlesioni muscolari al fine di riparare i danni e irrobustire i muscoli conivolti... Detta in due parole, le fibre muscolari danneggiate sono riparate con l’aggiunta di un “extra”: questa è l’essenza di un allenamento da builder, qualcosa di simile alla riparazione biologica di un osso rotto. Proprio come il riposo è necessario per far formare il “callo osseo” e rendere così l’osso stesso più robusto di prima, così il muscolo danneggiato in modo mirato dall’allenamento diventa più potente. Un muscolo che abbia effettuato un set di allenamento specifico richiede circa tre giorni di riposo; se si ignora il trainer si rischia di fare danni perché l’organismo faticherà a riparare e migliorare i gruppi muscolari coinvolti e sarebbe un disastro. Possiamo allora vedere l’allenamento come lo studio, un atleta famoso come il modello da seguire, la consapevolezza di potercela fare come la Fede che illumina le speranze dello sportivo. Non è tutto rose e fiori: un organismo che affronta un tale tipo di stress richiede costanza, allenamento, riposo e alimentazione adeguata. Il bello del Body Building è che è un’attività dove contano i risultati, non le chiacchiere e neanche l’impegno assoluto, ma&amp;nbsp;solo quello di chi fa le cose giuste. Chi dà il massimo ma fa le cose sbagliate è un idiota e come tale è conosciuto. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Religione&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #674ea7;"&gt;Il Vecchio Testamento descrive un&amp;nbsp;Dio non esattamente benevolo ma, al contrario, esigente e severo: così severo che non esitò un attimo a distruggere il mondo con il Diluvio, scatenare le celeberrime distruzioni che tutti conosciamo, esigere sacrifici e premiare i più meritevoli. E’ il Dio cui tutti dovevano rispondere e per farlo al meglio si dovevano studiare testi adatti: Tavole della Legge,&amp;nbsp;la Bibbia, i Precetti. Gli esempi da seguire, erano i Profeti&amp;nbsp;e la loro vita un Ideale verso cui tendere. Il Dio del Vecchio Testamento non amava le scuse. Voleva fatti e risultati, tutto il resto per Lui non&amp;nbsp;aveva valore. Un Dio che non ama gli sciocchi, gli ignoranti, i faziosi. Ma è anche un Dio che premia con generosità chi lo compiace e accoglie senza pregiudizi chi ha sbagliato se questi inizia a seguire correttamente i Suoi sacri precetti.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Scrivere&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;Scrivere è la stessa cosa. Se scrivo un racconto o un romanzo a nessuno importa come lo abbia prodotto: conta solo il risultato dello studio, del Talento, della passione, delle capacità che ho usato per finirlo. Se scrivo un racconto scadente non è un dramma, a patto che cerchi di migliorare studiando e seguendo bene i precetti. Sia il Body Building, la Fede e lo Scrivere prevedono che il risultato non abbia nulla in comune con il come: ciò che conta è la qualità. Scrivere implica lo studio, la riflessione, inventare una trama, le scene, i personaggi interessanti, il provare le varie scene, correggere, smontare, gettare via, assemblare, migliorare. Chiamiamo il risultato di quest’attività Storia, Romanzo, Racconto. Chiunque può imparare a scrivere meglio proprio come chiunque, a condizione che segua un buon trainer e faccia un uso coscienzioso dei libri, allenamenti, precetti, sia coscienzioso, segua un modello e si faccia una Fede sua propria. Attenzione, però: ciò non vuol dire che chiunque diventerà uno Scrittore della Madonna ed è a questo punto che conta il Talento: esso esercita la differenza tra uno scrittore professionista o amatoriale di buone capacità e l’artista della penna. Ma il miglioramento non è negato a nessuno, proprio come nel Body Building e nello studio dei precetti religiosi. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Il Metodo&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;Quale idea&amp;nbsp;potremmo trarre da tutto questo? Beh, è presto detto: che non conta ciò che fai né come lo fai: conta solo il risultato di quel che fai. E’ dal risultato che si evince il talento, la bravura o l’incompetenza di chi scrive, prega, esercita. Chi pratica sport a livello professionistico sa che integratori alimentari, il funzionamento del proprio corpo, il trainer giusto e i propri ideali sono importanti per raggiungere il risultato. Tutto questo è descrivibile con una sola parola: metodo. E l’uso di quel metodo che configura i risultati, ma è necessario che il metodo scelto sia il più confacente alle caratteristiche dello sportivo, del credente, dell’artista. Attenzione, però: ciò non vuol dire che se mi alleno sei giorni su sette, mi faccio aiutare da un eccellente trainer e vedo i risultati ciò significa anche che sono uno sportivo di razza. Vuol semplicemente dire che diventerò una persona più prestante in molti campi, soggettivo, estetico, forse anche sessuale (intendendo con ciò la possibilità di essere considerato seducente da esponenti dell’altro sesso) ma ciò non ha nulla a che vedere con l’Innovazione. Tornando al nostro campo d’elezione, l’arte scritta, vuol dire che il metodo, ovvero lo studio, il documentarsi, il provare e il riprovare, l’ispirazione servono a fare di chiunque uno scrittore discreto, capace di inventare trame abbastanza efficaci e storie abbastanza buone da piacere a tantissime persone. Diventeremo, insomma, quel che si dice uno scrittore professionista: ovvero un tizio capace di scrivere secondo i gusti di un certo pubblico e le proprie inclinazioni e potenzialmente in grado di vivere del proprio lavoro. Ma uno scrittore del genere sarebbe anche un artista? Non proprio: sarebbe però abbastanza abile da non essere un perfetto idiota per quanto riguarda la penna. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-pDyU6Au15EM/TuOENcmdVcI/AAAAAAAAA2E/WpQ_we258cc/s1600/poe.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" mda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-pDyU6Au15EM/TuOENcmdVcI/AAAAAAAAA2E/WpQ_we258cc/s1600/poe.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Copertina de "Il Corvo", di Poe&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;Questo perché Scrivere, come Dipingere o fare lo Scenografo per professione può tranquillamente essere un qualcosa di meccanico e preordinato. Sta al talento rendere speciale quel qualcosa di preordinato, come fu per esempio il caso della bellissima poesia "Il Corvo", di E. A. Poe. Quando fu pubblicata tutti pensarono al risultato di un estro esclusivamente istintivo e furono assai stupiti quando lo stesso Poe affermò di averla composta non in preda all'estasi artistica, ma seguendo scrupolosamente le regole dell'Estetica. In questo senso, la perfezione di quella poesia si deve a entrambe le cose, metodo e talento. Il metodo, s&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;e vogliamo, è un concetto meccanicistico: lo stesso che è la base per i vari casi editoriali costruiti a tavolino (spesso NON italiani) come potrebbe esserlo il recente &lt;span style="color: #b45f06;"&gt;“Angelology”,&lt;/span&gt; tanto per citarne uno solo. Perché escludo i casi italici? Non per sfiducia verso la capacità italica di sfornare romanzi leggibili e ben scritti, ma perché non mi fido del sistema nel suo complesso. &lt;span style="color: #b45f06;"&gt;“Angelology”,&lt;/span&gt; nonostante a me puzzi di operazione commerciale lontano un miglio, è scritto innegabilmente bene: l’autrice, o chi per lei, si è documentata bene, l’editing è stato fatto con un certo gusto, trama e personaggi hanno un senso ben preciso. Al contrario&lt;span style="color: #351c75;"&gt; “Unika”,&lt;/span&gt; prodotto che, sono sicuro, è italico al 100%, è&amp;nbsp;raffazzonato, scritto coi piedi, stupido, disarmante. Una schifezza, insomma. Così è la gran parte del Fantasy Italiano: scopiazzato, chi più chi meno, dal solito modello, Tolkien, ed edulcorato a livelli ignominiosi. Sempre più spesso ascolto con stupore l’esternazione di vari scribacchini affermare con piacere di non aver mai letto Fantasy prima &lt;strike&gt;della propria ciofeca &lt;/strike&gt;del proprio capolavoro… Non occorre fare nomi: sono sempre i soliti. Chi legge per passione, ed è quindi un lettore esperto, se ne accorge dalle recensioni tutte uguali, osannanti a tal punto da essere semplici dispacci. Forse il punto di vista più serio, non sempre valido ma almeno diversificato, è proprio quello offerto dalla Rete. Esistono tanti siti, non solo &lt;span style="color: orange;"&gt;Gabbiani,&lt;/span&gt; che offrono recensioni più o meno valide ma soprattutto &lt;em&gt;indipendenti&lt;/em&gt;. Peer quanto riguarda le realtà editoriali solo alcune piccole e medie Case Editrici si salvano da tale contesto perché sono prive di quella massa critica che le porterebbe inevitabilmente a pubblicare schifezze pur di accontentare i guadagni. O perché sono ancora giovani, e quindi in un certo senso “innocenti”, e fanno le cose col coraggio e la follia tipica di chi crede in un progetto. Anche per questo, alla fine, dobbiamo diffidare di chi pubblica a pagamento: chi lo fa di solito non crede nel manoscritto, ma solo nei soldi dell’autore. Ciò non vuol dire che chi pubblica a pagamento sia sempre un imbecille della penna, basti guardare le schifezze pubblicate oggi per meri motivi economici. Vuol dire, però, che ha scelto la via più semplice ma non la migliore. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/--GKH67-s9lo/TuOFd0ncxyI/AAAAAAAAA2U/FhIx-v1TtOs/s1600/images.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" mda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/--GKH67-s9lo/TuOFd0ncxyI/AAAAAAAAA2U/FhIx-v1TtOs/s1600/images.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;l'arte è qualcosa di più di una passione: è un Destino&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;L’Arte Scritta&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;&lt;strong&gt;Per creare Arte s&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;i deve disporre di due cose: Talento e Tecnica. La seconda s’impara il primo è una caratteristica genetica. A livello mentale, qualsiasi tipo di Arte è prima di tutto un grido. Il grido di un essere umano che reclama allo stesso tempo il proprio Io, la propria Vita, la propria &lt;em&gt;inutilità&lt;/em&gt;. Perché dico questo? Perché chi scrive o dipinge non è un uomo o una donna migliore di altri. Spesso è anche folle, eccentrico, sedotto solo dalla contemplazione delle cose e non dalla loro fruizione. E quasi sempre è povero in canna. Chi si accosta a una forma d’arte non lo fa perché vuole essere famoso e amato e invidiato da tutti. Questa componente, anche se presente anche nell’artista, non è la principale che è invece la volontà di uno sfogo interiore. Un grido, appunto, per cercare un mondo simile al proprio e scoprire che non esiste e pertanto è un grido inutile&amp;nbsp;dato che, per dirla con Oscar Wilde, &lt;em&gt;&amp;nbsp;la vera Arte è anche perfettamente inutile essendo nata da uno sfogo interiore che ha bisogno di uscire fuori. E quando esce è una liberazione che gli altri non possono sempre capire.&lt;/em&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Così erano &lt;em&gt;Poe, Lovecraft, Dick, Heinlein, Kafka, Hodgson, Salgari, Woolf, Moore&lt;/em&gt; e tanti altri nomi storici oggi considerati di grande importanza. Non esiste una regola empirica che possa descrivere la più sfavillante e&amp;nbsp;allo stesso tempo inutile delle attività umane. Sfavillante perché capace di creare capolavori immortali capaci di brillare per sempre, inutile perché dal punto di vista degli altri è priva di senso. Se dovessi coniare una definizione per l’Arte di tutti i tempi e di ogni tipo direi che essa è &lt;em&gt;Cristallizzazione ed Evoluzione&lt;/em&gt;. Un modo per cristallizzare su una tela o sulle pagine di un libro ciò che agita il proprio Io Immortale. Allo stesso tempo, però, essa è anche un modo,&amp;nbsp;spesso il solo a disposizione&amp;nbsp;di quegli spiriti inquieti che l'esperiscono, di evolvere e diventare qualcos'altro.&amp;nbsp;Diventare, forse, il tuo vicino di casa, ma anche&amp;nbsp;orgogliosi di essere per sempre e solo, Gabbiani delle Stelle. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Massimo Valentini &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6181716668513333344-2474574655522405812?l=gabbianidellestelle.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/feeds/2474574655522405812/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/12/spesso-abbiamo-parlato-di-arte-scritta.html#comment-form' title='94 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/2474574655522405812'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/2474574655522405812'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/12/spesso-abbiamo-parlato-di-arte-scritta.html' title='Il grido dell&apos;Arte'/><author><name>Massimo Valentini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04403346764833301763</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://1.bp.blogspot.com/-uikOmdYS8L0/TtZ3AZav47I/AAAAAAAAAxw/7UbyvWuZ6j4/s220/DSCN0153.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-aHPpvGYrY90/TuODGdW1GeI/AAAAAAAAA1s/P9VjUzXSk5w/s72-c/D%2526C%252520Iride.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>94</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6181716668513333344.post-6252478900773808144</id><published>2011-12-02T16:14:00.001+01:00</published><updated>2011-12-13T00:34:12.539+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><title type='text'>"La Leggenda di Earthsea", recensione</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="line-height: normal; 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margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #333436; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Eccovi una nuova recensione fantasy ma questa volta si tratta di un libro, anzi, di una serie di libri che oggi definiremmo classici, se non fosse per il fatto che questi romanzi sono tra i migliori del loro genere. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: red; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Ursula K Le Guin&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #333436; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt; è una delle indiscusse regine del Fantasy a livello mondiale e le sue opere hanno letteralmente fatto incetta tra i premi più prestigiosi sia in ambito Fantasy che della Fantascienza. Nata in California, a Berkeley nel 1929,&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;l'importanza&lt;/span&gt; letteraria di questa Autrice è pari se non migliore, di quella di mostri sacri&amp;nbsp;quali Tolkien, Ende e Lord Dunsany. Il Libro di cui vi parlerò oggi,&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;“La leggenda di Hearthsea”&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="color: #333436; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt; è una raccolta di brevi romanzi fantasy che compongono la Saga di Earthsea. P&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #333436; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;rotagonista è il mago Ged (chiamato anche “Sparviero”) la cui esistenza è costellata da eventi più o meno tipici, ormai, del panorama fantasy mondiale,&amp;nbsp;ma descritti in modo tale che sembrano usciti da un resoconto medievale. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" class="MsoNormalTable" style="mso-cellspacing: 0cm; mso-padding-alt: 4.5pt 4.5pt 4.5pt 4.5pt; mso-yfti-tbllook: 1184;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr style="mso-yfti-firstrow: yes; mso-yfti-irow: 0;"&gt;&lt;td style="background-color: transparent; border-bottom: #f0f0f0; border-left: #f0f0f0; border-right: #f0f0f0; border-top: #f0f0f0; padding-bottom: 4.5pt; padding-left: 4.5pt; padding-right: 4.5pt; padding-top: 4.5pt;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-MxTXJh7It8Q/TtjrrddOpxI/AAAAAAAAA00/8lanUedTGQQ/s1600/Ursula-Le-Guin-007.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" dda="true" height="192" src="http://3.bp.blogspot.com/-MxTXJh7It8Q/TtjrrddOpxI/AAAAAAAAA00/8lanUedTGQQ/s320/Ursula-Le-Guin-007.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-no-proof: yes; text-decoration: none; text-underline: none;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr style="mso-yfti-irow: 1; mso-yfti-lastrow: yes;"&gt;&lt;td style="background-color: transparent; border-bottom: #f0f0f0; border-left: #f0f0f0; border-right: #f0f0f0; border-top: #f0f0f0; padding-bottom: 4.5pt; padding-left: 4.5pt; padding-right: 4.5pt; padding-top: 3pt;"&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 9.5pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Ursula K. Le Guin&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color: #333436; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Trama:&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="color: #333436; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 130%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; text-indent: 12pt; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; line-height: 130%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; text-indent: 12pt; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-RF84GT8VIdo/Ttjr1ZiFe9I/AAAAAAAAA08/O5bUoWuFOu4/s1600/il+mago+di.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img border="0" dda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-RF84GT8VIdo/Ttjr1ZiFe9I/AAAAAAAAA08/O5bUoWuFOu4/s1600/il+mago+di.jpg" /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-q4AoIBXM6f4/TtjnEWMeqPI/AAAAAAAAAz8/tPy6rQM047E/s1600/il+mago+di.jpg"&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-no-proof: yes; text-decoration: none; text-underline: none;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Il Mago di Earthsea:&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #f6b26b; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt; è il primo libro&amp;nbsp;della saga di Earthsea&amp;nbsp;e narra la storia di un ragazzo semplice la cui crescita “magica” è in realtà un espediente letterario per mostrarne quella&amp;nbsp;emotiva e quindi umana. Solitario, non eccessivamente ciarliero, Ged è un pastore dell'isola di Gont, una terra periferica facente parte del vasto arcipelago di Earthsea. Possiede il dono della magia e riceve dalla zia, strega del villaggio, i rudimenti della Conoscenza.&amp;nbsp;Egli riceve il nome adulto dal mago Ogion, noto come “Il Taciturno”, ma ben presto il desiderio di imparare cose nuove convince il ragazzo a partire per la scuola di magia di Roke, l'Isola dei Saggi. Là comincia per lui una nuova vita, con un "nome d'uso" anch'esso nuovo, &lt;em&gt;Sparviero&lt;/em&gt;, insieme a studenti più o meno coetanei, tra amicizie e rivalità. La sua inesperienza, la voglia di imparare troppo in fretta&amp;nbsp;e una certa irresponsabilità causeranno la morte del Gran Mago di Roke e la comparsa di una pericolosa Ombra. Braccato da questa, il giovane fugge vagando per terre sconosciute fino a quando torna da Ogion che gli consiglierà di affrontare il suo nemico invece di scappare.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 130%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; text-indent: 12pt; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-lLhGpAak-Vo/Ttjr9kKbFyI/AAAAAAAAA1E/VRQlJpDEJSw/s1600/le-tombe-di-atuan-1082520.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img border="0" dda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-lLhGpAak-Vo/Ttjr9kKbFyI/AAAAAAAAA1E/VRQlJpDEJSw/s1600/le-tombe-di-atuan-1082520.jpg" /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-I7UOgb4Hxw4/Ttjne9-92YI/AAAAAAAAA0E/4-M3hdEMmyY/s1600/le-tombe-di-atuan-1082520.jpg"&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-no-proof: yes; text-decoration: none; text-underline: none;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Le Tombe di Atuan&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #a64d79; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;:&lt;/span&gt; &lt;span style="color: #0b5394;"&gt;Sebbene il protagonista della saga sia Ged questo romanzo narra, con un gusto che potremmo definire “mediterraneo” quanto ad ambientazione) il percorso di formazione di una giovane destinata a diventare&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;La Divorata, somma sacerdotessa&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;destinata alla venerazione di Antiche Potenze Senza Nome. Storia ambientata tra cripte e templi di roccia, tenebre e una vita quasi ascetica, fino a quando Artha, la sacerdotessa che muore e rinasce in eterno grazie alla reincarnazione, incontrerà una straniero, un nemico del popolo di Kargard, un mago. Si tratta di Zed che, intanto, è diventato Signore dei Draghi ed è alla ricerca di un talismano di grande importanza: l'Anello di Erreth Akbe. Artha dovrebbe ucciderlo, ma quell’incontro è per lei un traumatico ritorno alla vita vera, quella cui secondo la tradizione dovrebbe rinunciare per vivere per sempre tra le tombe e la venerazione di antichi e terribili dèi. Finisce per legarsi a lui che la&amp;nbsp;porterà&amp;nbsp;a conoscere una nuova vita e la libertà. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 130%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; line-height: 130%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-l21Neu5L1Bc/TtjsFOCHPlI/AAAAAAAAA1M/qKs_Z86MsUI/s1600/la+spiaggia.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" dda="true" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/-l21Neu5L1Bc/TtjsFOCHPlI/AAAAAAAAA1M/qKs_Z86MsUI/s200/la+spiaggia.jpg" width="125" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-ruB8Hofx8wg/TtjoH3BVASI/AAAAAAAAA0M/e6gSJgu9Lqs/s1600/la+spiaggia.jpg"&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-no-proof: yes; text-decoration: none; text-underline: none;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #38761d; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="color: purple;"&gt; La spiaggia più lontana&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #cc0000; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;:&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Lebannen, principe di un'antica stirpe, viaggia verso l'isola di Roke con una richiesta d'aiuto. Earthsea è infatti percorsa da una sottile e indefinibile minaccia: streghe, maghi e persino i draghi perdono l'uso delle parole magiche, ovvero la conoscenza dell'Antica Lingua con cui Segoy, il creatore mitologico di Earthsea, ha tratto le isole dal mare in tempi arcaici. È come se nel mondo vi fosse uno squarcio da cui&amp;nbsp; refluisce via&amp;nbsp;tutta la magia: serve allora scoprirne le cause e capire come possa essere risanato. Ged, che intanto è diventato arcimago, partirà con lui alla ricerca della soluzione per scongiurare la perdita della magia e il confondersi delle genti. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #cc0000;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-QQcNQwp5hQQ/TtjsO0aREGI/AAAAAAAAA1U/RaWWVPrZkUE/s1600/l%2527isola+del+drago.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;img border="0" dda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-QQcNQwp5hQQ/TtjsO0aREGI/AAAAAAAAA1U/RaWWVPrZkUE/s1600/l%2527isola+del+drago.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-2Sad5LELA-k/TtjoxW36RGI/AAAAAAAAA0c/UCUnbXuqtNc/s1600/l%27isola+del+drago.jpg"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-no-proof: yes; text-decoration: none; text-underline: none;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: purple; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;strong&gt;L'Isola del Drago:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #e06666; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt; Ged e Tenar (che ormai vive una vita perfettamente normale, dopo i suoi trascorsi come sacerdotessa Artha) sono ormai abituati a una vita fatta di cose semplici, e senza fronzoli. Lei sposata a un contadino, lui mago ammirato e rispettato per le sue prodezze e la sua saggezza. Re Lebannen siede ora sul trono di Havnor, mentre Tenar&amp;nbsp;che è diventata&amp;nbsp;vedova, accoglie nella propria casa una bambina che chiama Tehanu (che significa “incendio” perché sfigurata col fuoco da parte della sua ex famiglia di zingari dalla quale è stata abbandonata). Morto il vecchio mago Ogion, quando Ged torna a cavallo di Kalessin, il più antico dei draghi, è svuotato di ogni potere magico; Tenar e la piccola saranno le uniche cose che gli consentiranno di tornare a vivere. Dovranno vedersela con un manipolo di gaglioffi capitanati dal vero padre della bimba e perfino col re Albi.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 130%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; text-indent: 12pt; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-IwQ07uoa9w8/TtjsZJZ8o1I/AAAAAAAAA1c/zfGep-9N59w/s1600/i+venti.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;img border="0" dda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-IwQ07uoa9w8/TtjsZJZ8o1I/AAAAAAAAA1c/zfGep-9N59w/s1600/i+venti.jpg" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-BoasLi7ixLE/TtjpPzPGUII/AAAAAAAAA0k/QRK5aQQ7SNw/s1600/i+venti.jpg"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-no-proof: yes; text-decoration: none; text-underline: none;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;&lt;span style="color: purple; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;I Venti di Earthsea&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;:&lt;/span&gt; finisce con questo romanzo la saga di Ged ambientata nell’arcipelago delle isole di Earthsea e scritto nel 2001. Ged, Tenar e altri personaggi della Saga&amp;nbsp;sono vecchi e Tehanu è diventata&amp;nbsp;una giovane ragazza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;Un incantatore, Alder, chiede al venerando Ged consiglio a causa di frequenti incubi che vive nei propri sogni dove vede&amp;nbsp;la moglie, ormai morta, che gli&amp;nbsp;chiede di&amp;nbsp;essere liberata dal mondo dell'aldilà. Intanto, la principessa Sesserakh è&amp;nbsp;inviata dal padre in sposa a Lebannen, re dell'Occidente, come pegno di pace tra i regni&amp;nbsp;orientale&amp;nbsp;e occidentale. Dovrà affrontare un viaggio pericoloso verso uno sposo di cui non conosce neanche la lingua e&amp;nbsp;che regna su un popolo di cui crede abbia abitudine repellenti. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 130%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; text-indent: 12pt; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 130%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; text-indent: 12pt; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 130%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&lt;u&gt;&lt;strong&gt;Recensione: &lt;/strong&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: orange; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Ho “conosciuto”&amp;nbsp;&lt;em&gt;Ursula Le Guin&amp;nbsp;&lt;/em&gt;grazie a uno dei suoi romanzi di Fantascienza, &lt;/span&gt;&lt;span style="color: red; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;“La Falce dei Cieli”,&lt;/span&gt;&lt;span style="color: orange; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt; pubblicata da noi sempre dall’Editrice Nord. Un bel romanzo, scritto con uno stile fluido e leggibile, dai risvolti&amp;nbsp;seducenti. Proprio questa, oltre a una spiccata capacità di dar vita a una Narrativa di Genere di qualità, è la caratteristica di questa scrittrice: quella cioè di creare mondi fantastici abitati da draghi, ombre, spiriti e alieni molto affidabili&amp;nbsp;e verosimili.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Il &lt;span style="color: #134f5c;"&gt;"Mago di Earthsea"&lt;/span&gt; fu pubblicato negli Stati Uniti nel 1969, ovvero l'anno dello storico allunaggio dell’Apollo 11, i movimenti hippy e,&amp;nbsp;per quanto riguarda la&amp;nbsp;narrativa fantastica, lo strapotere di Tolkien (all’epoca ancora vivo) che&amp;nbsp;grazie a&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #351c75; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;“Il Signore degli Anelli”&lt;/span&gt;&lt;span style="color: orange; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt; e &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #93c47d; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;“Lo Hobbit”&lt;/span&gt;&lt;span style="color: orange; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt; aveva in pratica azzerato ogni tentativo di scrivere un Fantasy migliore&amp;nbsp;del suo. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: orange; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Cosa che, è bene dirlo, non è che sia molto cambiata oggi&amp;nbsp;visto che tanti&amp;nbsp;libri fantasy devono praticamente ogni cosa a un manipolo di Autori come &lt;em&gt;Tolkien, Howard, Bradley&lt;/em&gt; e, appunto, alla &lt;em&gt;Le Guin&lt;/em&gt;.&amp;nbsp;&amp;nbsp;Allora come oggi,&amp;nbsp; il Fantasy non era immune dalle critiche: si pemsava fosse destinato a un pubblico giovane, adolescente, e che ben difficilmente avebbe scalato il successo di una narrativa assai più seria, quella fantascientifica che grazie a prolifici e bravissimi Autori era stata elevata al rango di narrativa&amp;nbsp;di qualità. Ma &lt;span style="color: #990000;"&gt;"Il Signore degli Anelli"&lt;/span&gt;, per quanto opera immensa, era comunque scritta da un&amp;nbsp;uomo molto conservatore e decisamente allineato alla visione cattolica delle cose. Inoltre i suoi protagonisti lasciavano poca importanza al ruolo femminile, praticamente un campo fertile per un’autrice all’epoca ancora solo fantascientifica, la cui penna era davvero&amp;nbsp;efficace. Pare che l’inizio dell’attività fantasy della&lt;em&gt; Le Guin&lt;/em&gt; fosse coinciso con questa strofa, &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #3d85c6; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;“La creazione di Éa":&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 130%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; text-indent: 12pt; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 130%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center; text-indent: 12pt; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: red; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Solo nel silenzio la parola,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 130%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center; text-indent: 12pt; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: red; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;solo nella tenebra la luce,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 130%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center; text-indent: 12pt; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: red; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;solo nella morte la vita;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 130%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center; text-indent: 12pt; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: red; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;fulgido il volo del falco nel cielo deserto.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 130%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center; text-indent: 12pt; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 130%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; text-indent: 12pt; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 130%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; text-indent: 12pt; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Sebbene anche i mondi di questa Autrice&amp;nbsp;vantino un equilibrio tra Potere e Magia e tra questa e il mondo delle cose, si differenziano da quelli tolkeniani per una maggiore consapevolezza del ruolo femminile, una decisa svolta a livello religioso e profonde conoscenze storiche (i maghi di Earthsea sono modellati sull’esempio dei druidi) con ambientazioni che ricordano moltissimo il Mediterraneo a partire dalla vegetazione, dagli stili di vita per finire alla caratterizzazione degli abitanti.&amp;nbsp;Eppure, al centro della Saga di Earthsea non c’è solo un manipolo di giovani pastori ma personaggi sia maschili e femminili dediti alla ricerca di se stessi e consapevoli di quanto sia importante la crescita spirituale e umana. Il nemico è in pratica&amp;nbsp;esterno, ma il suo tempio è il cuore umano. Lo stile sembra una potente evoluzione di quello di Lord Dunsany (tanto ammirato da H.P. Lovecraft) ma velocizzato quanto basta per essere al passo coi tempi. Nonostante la presenza di draghi, magie e incantesimi&amp;nbsp;l'arcipelago di&amp;nbsp;Earthsea non è poi molto “magico”: è soprattutto etimologico, quasi filosofico. I maghi sono gli unici, insieme ai draghi, a conoscere l'Antica Lingua della Creazione e la magia ha un ruolo importante&amp;nbsp;ma non&amp;nbsp;quanto il lato morale delle cose, delle persone, perfino di esseri mostruosi come&amp;nbsp;gli stessi&amp;nbsp;Draghi.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Gli ultimi due libri della saga sembrano un po’ tirati per i capelli rispetto ai primi tre, ma nondimeno lo stile è sempre asciutto e rapido come una lama, semplice, profondo, affatto portato&amp;nbsp;a certe sdolcinatezze senza senso tipiche del Fantasy all’italiana, ma anche lontano dalle contaminazioni splatterose e pruriginose&amp;nbsp;di quello anglosassone come quelle de&lt;span style="color: orange;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: orange; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;“La Spada della Verità”.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt; La Saga di Earthsea non contempla eroi bellissimi e senza paura, eroine splendide che finiscono a letto con l’eroe del momento, esili fanciulle predestinate in grado di dominare draghi e altri mostri, combattimenti cruent o&amp;nbsp;esilaranti,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt; descrizioni fini a se stesse, eppure appassionano anche lettori non molto avvezzi al genere.&amp;nbsp;Per un certo aspetto, direi che i mondi fantastici della &lt;em&gt;Le&amp;nbsp;Guin&lt;/em&gt; sono quasi un aspetto femminile di quelli maschili di &lt;em&gt;Tolkien&lt;/em&gt;. Perchè quando questi descrive i suoi mondi e i suoi personaggi, lo fa con un'accuratezza storica, folkloristica e umana&amp;nbsp;di grande carisma; lo stesso fa la &lt;em&gt;Le Guin&lt;/em&gt;, ma se ne differenzia per una visione più attenta alle sensibilità umane, anche femminili,&amp;nbsp;che è&amp;nbsp;semplice ma allo stesso tempo energica.&amp;nbsp;Parliamo di uno&amp;nbsp;stile che&amp;nbsp;non sempre rispetta il principio dello Show don't tell che va di moda oggi,&amp;nbsp;ma che&amp;nbsp;riesce a far tremare davvero il lettore, cosa che è poi tipica dei veri maestri dell'arte scritta.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;Ged è un uomo non molto alto, di aspetto normale, che attraversa le tipiche fasi che dall’adoloscenza lo faranno diventare uomo prima che mago. E così Tenar, fanciulla attraente ma in fin dei conti non bellissima, quindi senza occhioni viola e&amp;nbsp;capelli blu &lt;em&gt;Licia Troisi&lt;/em&gt; style, sceglierà di diventare la moglie di un contadino, madre, vedova e poi di nuovo madre, anche se adottiva. Gli stessi draghi, esseri senzienti, minacciosi ma in fondo “umani” se guardiamo con attenzione alle loro emozioni, sono ben descritti e quindi verosimili, sebbene rispondano a una visione&amp;nbsp;tipica del mondo medievale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;Nella pratica, la Saga di Earthsea non sfoggia “effetti speciali” ma non annoia mai. Oggi come ieri, lo stile unico e inimitabile di questi&amp;nbsp;e altri romanzi del genere sembra essere un monito alle giovani generazioni di scrittori ponendo questo interrogativo: si può scrivere un Fantasy di qualità, senza eroi scintillanti e poco credibili, senza elfi fin troppo umani e umane fin troppo elfe, ma caratterizzati da ambientazioni attente e curate al dettaglio?&amp;nbsp;Certamente, ma è necessario disporre di competenza, pazienza e talento; le sole “medicine” che possano essere l’efficace antidoto all'arrogante dilettantismo travestito da arte di oggi. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 130%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; text-indent: 12pt; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 130%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; text-indent: 12pt; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: 130%; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify; text-indent: 12pt; text-justify: inter-ideograph;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 12pt; line-height: 130%; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;Massimo Valentini&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6181716668513333344-6252478900773808144?l=gabbianidellestelle.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/feeds/6252478900773808144/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/12/la-leggenda-di-earthsea.html#comment-form' title='94 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/6252478900773808144'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/6252478900773808144'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/12/la-leggenda-di-earthsea.html' title='&quot;La Leggenda di Earthsea&quot;, recensione'/><author><name>Massimo Valentini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04403346764833301763</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://1.bp.blogspot.com/-uikOmdYS8L0/TtZ3AZav47I/AAAAAAAAAxw/7UbyvWuZ6j4/s220/DSCN0153.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-_U0DRK1IP0w/Ttjrfy0fEqI/AAAAAAAAA0s/xkxt_UQHw5I/s72-c/copj13_asp.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>94</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6181716668513333344.post-2592516678780340892</id><published>2011-11-26T14:44:00.014+01:00</published><updated>2012-02-08T12:16:15.528+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casi editoriali'/><title type='text'>"Angelology", recensione</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-u1BOXktL4rs/TtDtX7sRHeI/AAAAAAAAAwE/CJDASa3SXww/s1600/angelology.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" hda="true" height="400" src="http://4.bp.blogspot.com/-u1BOXktL4rs/TtDtX7sRHeI/AAAAAAAAAwE/CJDASa3SXww/s400/angelology.jpg" width="270" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Ecco una nuova recensione sul tema “angelico”, ovvero la moda del momento in fatto di romanzi urban fantasy. Ringrazio Chiara del fan club per avermi inviato il testo al fine di farne una recensione e conoscere il mio parere. Penso che tale argomento sarà anche una gradita sorpresa per Ivan e per molti di voi che si sono mostrati curiosi nei riguardi di questo romanzo che per quanto riguarda l'Italia è stato pubblicato dall’Editrice Nord. Ma eccovi la storia:&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Trama:&lt;/u&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;"Evangeline ha soltanto sette anni il giorno in cui il padre la affida alle suore del Convento di Saint Rose, vicino a New York, lasciandole come unico ricordo u ciondolo a forma di lira. Da allora il convento è stato la sua casa, il luogo dove è cresciuta, dove ha preso i voti, e dove ha fato una scoperta sconvolgente: una lettera del 1944, spedita dall’ereditiera Abigail Rockefeller alla Madre Superiora, in cui viene citata una misteriosa spedizione nella Gola del Diavolo, in Bulgaria, e il ritrovamento di un cadavere perfettamente conservato. Il cadavere di un Angelo. Per Evangeline, quella lettera è il primo tassello di una storia che affonda le sue radici nella notte dei tempi: la storia degli Angeli che hanno tradito Dio e del Male che è sceso sulla Terra con un battito d’ali; la storia dei Nefilim, e creature generate dall’unione tra gli Angeli ribelli e i mortali; la storia degli Angelologi, un gruppo di studiosi e religiosi che, da generazione, si tramandano il segreto dell’esistenza dei Nefilim e combattono contro di loro una guerra secolare. E, soprattutto, la storia di quattro strumenti di origine divina e dai poteri straordinari, quattro strumenti andati perduti c eh, adesso, Evangeline ha i compito di recuperare, prima che lo facciano i Nefilim. Perché la storia degli Angelologi è anche la sua storia, e la loro missione è la sua missione. Una missione che riscriverà il destino di Evangeline e, forse, dell’umanità intera." &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Recensione: &lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;strong&gt;Come già a suo tempo per &lt;span style="color: red;"&gt;“Il codice da Vinci”&lt;/span&gt; di &lt;em&gt;Daniele il Marrone&lt;/em&gt;, questo romanzo è stato fin da subito osannato un po’ da tutti, testate, riviste, lettori. Non soltanto: prima ancora che fosse pubblicato, la Casa Cinematografica di Will “Il Principe di Bel Air” Smith, ne ha acquistato i diritti per farne un film. Sulla carta, quindi, sembrerebbe un romanzo di quelli seri, senza frizzi &amp;amp; lazzi, per intenderci. Ma è davvero così? Se devo essere sincero non è che mi abbia fatto gridare al capolavoro, sebbene soddisfi una delle regole che considero basilari per chiunque voglia scrivere un romanzo di qualità letteraria: documentarsi. E in effetti tutto si potrebbe dire di &lt;span style="color: #38761d;"&gt;“Angelology”&lt;/span&gt; tranne che l’autrice abbia dimenticato di leggere libri e pensare invece&amp;nbsp;alle fatine, come ha fatto &lt;em&gt;Allibis&lt;/em&gt; con il suo orrendo &lt;span style="color: #674ea7;"&gt;“Unika”.&lt;/span&gt; Anche lo stile è pulito, almeno tecnicamente. Il tema degli angeli è ancora vergine dal punto di vista del marketing: esistono già diversi titoli sulla stessa falsariga ma siamo a un livello indegno sia come stile,&amp;nbsp;sia come storie nude e crude. Qui invece possiamo godere di una storia degna di questo nome, complessa, intrigante, caratterizzata da uno stile fluido e una&amp;nbsp;buona capacità di mostrare bene le varie scene. A mio modo di vedere, però, l’autrice o gli editor hanno fatto un passo falso su diversi aspetti dell’opera: la protagonista, la caratterizzazione degli angeli cattivelli e l’eccesso di &lt;/strong&gt;&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Exposition_(literary_technique)"&gt;&lt;strong&gt;inforigurgito&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;. Per chi&amp;nbsp;è pigro e non vuole andare alla pagina&amp;nbsp;inglese di Wikipedia dov'è spiegato nel dettaglio, sappiate che l'inforigurgito è un modo colloquiale &lt;span style="color: #783f04;"&gt;per&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span class="hps" closure_uid_jpdxim="111" rc="null"&gt; indicare&lt;/span&gt; lo sfondo di una trama letteraria, il suo background, cioè le informazioni&amp;nbsp;usate dall'Autore per scrivere il romanzo. Queste &lt;span class="hps" closure_uid_jpdxim="121" rc="null"&gt;informazioni dovrebbero essere&lt;/span&gt; &lt;span class="hps" closure_uid_jpdxim="122" rc="null"&gt;elegantemente&lt;/span&gt; &lt;span class="hps" closure_uid_jpdxim="123" rc="null"&gt;intrecciate&lt;/span&gt; &lt;span class="hps" closure_uid_jpdxim="124" rc="null"&gt;nella storia in modo tale da renderla verosimile e&amp;nbsp;fluida, e quindi leggibile senza mai annoiare&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Ocv9bxAHvSI/TtDzFDF0oHI/AAAAAAAAAwU/8_hyvHzuG00/s1600/anteprima-angelology-di-danielle-trussoni-L-wMhU9m.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" hda="true" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-Ocv9bxAHvSI/TtDzFDF0oHI/AAAAAAAAAwU/8_hyvHzuG00/s200/anteprima-angelology-di-danielle-trussoni-L-wMhU9m.jpg" width="158" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;l'autrice di "Angelology", Danielle Trussoni&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;Partiamo dalla protagonista. Evangeline è solo una “parziale” protagonista: in realtà sembra più un personaggio fantasma che appare o scompare a seconda che l’autrice focalizzi il suo pensiero sulla documentazione, su di lei o sugli angeli (buoni o cattivi che siano). Se da un lato appare caratterizzata da una&amp;nbsp;certa delineazione psicologica, dall’altro sembra più simile a un ruolo da comprimario nonostante le varie prodezze che dovrà affrontare. I Nefilim, ovvero gli esseri che discendono dall’accoppiamento tra angeli ed esseri umani, sono davvero&amp;nbsp;ben descritti,&amp;nbsp;ma hanno i tratti più da demoni che non da angeli decaduti. Si potrà osservare che anche Lucifero era uno degli angeli più belli prima che fosse scaraventato da Dio all’Inferno, ma il punto è che ho trovato questi esseri poco caratterizzati rispetto alla classica demonologia letteraria. A questo punto la trama “angelica” perde in qualche modo coerenza. L’unione tra angeli ed esseri umani, inoltre, aiuta certamente la trama stessa ma al contempo rende un cattivo servizio al concetto di società angelica. Primo perché esseri come gli angeli, in teoria, non dovrebbero avere sesso e quindi nessuna possibilità di procreare con esseri umani, secondo perché gli angeli appaiono molto umani e poco angeli, a partire dal loro comportamento. Vero è che siamo anni luce dal già citato&amp;nbsp;&lt;span style="color: #990000;"&gt;“Unika”&lt;/span&gt; dove praticamente si descrivono gli angeli come una sorta di mio-mini-pony-con-le-ali, ma è anche vero che la caratterizzazione di personaggi così affascinanti dal punto di vista narrativo avrebbe dovuto essere più attenta. Per carità: se i difetti fossero solo questi avrei comunque decretato un bel 9 al romanzo, ma avete dimenticato la questione di inforigurgito che è davvero eccessivo. Adesso, io non so se la Trussoni abbia trascorso un casino di tempo in compagnia di suore ed ecclesiastici come si dice in giro, potrebbe tranquillamente essere un espediente di marketing come avvenne ai tempi de &lt;span style="color: #e69138;"&gt;"Il Diario di Ellen Rimbauer, la mia vita a Rose Red",&lt;/span&gt; (leggi &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Il_diario_di_Ellen_Rimbauer_-_La_mia_vita_a_Rose_Red"&gt;qui&lt;/a&gt;&amp;nbsp;se&amp;nbsp;non conosci il libro)&amp;nbsp;uno pseudobiblia pubblicato ad hoc per attrarre il pubblico verso il mini sceneggiato di &lt;em&gt;Stefano Re&lt;/em&gt; ,&lt;span style="color: #0b5394;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;“Rose Red”, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;peraltro molto valido&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-nmIB_ppf2vs/TtDv2JaStMI/AAAAAAAAAwM/5BIxVeNNsVo/s1600/cop.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" hda="true" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-nmIB_ppf2vs/TtDv2JaStMI/AAAAAAAAAwM/5BIxVeNNsVo/s320/cop.jpg" width="197" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;copertina de: "Il Diario di Ellen Rimbauer", di Ridley Pearson&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;Conoscendo le stronzate del marketing non sono mai attratto dalla biografia di un Autore, di un Regista o un Cantante perchè&amp;nbsp;ogni cosa fa brodo, pur di vendere. Io preferisco focalizzare la mia attenzione sull’anima di un libro: la storia, lo stile, la caratterizzazione delle scene e alla via così. Alla fin fine, non è importante cosa faccia uno scrittore per vivere; se ha talento e tecnica scriverà un buon romanzo a prescindere da vezzi autobiografici o ambienti familiari, salvo poi trarre spunto dalla propria esistenza per dare gli ultimi tocchi a una trama. Riferimenti storici, biblici, teologia a non finire vanno bene, ma senza esagerare. Le prime 100 pagine del romanzo appaiono drasticamente noiose a causa dei tanti, eccessivi riferimenti a questo o quel tema religioso, questa o quella credenza. Inoltre il tema del puzzle letterario che fa tanto&lt;span style="color: #674ea7;"&gt; “Angeli e Demoni”&lt;/span&gt; non mi sa di trovata innovativa, dal punto di vista del meccanismo narrativo. Ciò rende le prime due sezioni del libro (sono quattro) noiose e avvezze a continui flashback che rischiano di disorientare il lettore, considerata la complessità della trama. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;Noiosa anche la sezione relativa al viaggio alla “Gola del Diavolo” nella Bulgaria del 1940: forse tagliare molti di quei passaggi avrebbe giovato a un testo che comunque conta circa 500 pagine. E un’ultima osservazione che mi ha lasciato perplesso una volta arrivato all’ultima pagina… com’è possibile che di Nefilim solo a Manhattan ne esistano migliaia senza che nessuno si sia mai accorto di nulla? Non stiamo parlando di un oscuro paese nei Carpazi orientali, ma di una città con una popolazione vasta e attiva. E gli angelologi, la setta super-segreta che appare molto simile a una sorta di Loggia P 2 religiosa è&amp;nbsp;davvero non-credibile, se consideriamo che nella realtà gli stessi esorcisti,&amp;nbsp; i sacerdoti che hanno a che fare con uno dei comparti più delicati della professione, non vivono esattamente una vita da monaci tibetani. Gli angelologi ricercano uno strumento, la Lira dell’Arcangelo, per distruggerlo e rendere così più divertente la vita ai loro acerrimi nemici. Peccato però che nessuno sappia dove si trovi in circa 390 pagine su 480, e che quindi non abbia alcun senso per la storia. Anche le ultimissime pagine sono poco credibili.&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt; Non siamo ai livelli&amp;nbsp; scadenti del già citato Dan Brown che per quanto riguarda la sua produzione ha davvero esagerato (per esempio il caso della Sirenetta di Disney, che &lt;span style="color: #45818e;"&gt;"Il Codice Da Vinci"&lt;/span&gt;&amp;nbsp;descrive come rossa di capelli perchè chi di dovere avrebbe deciso di&amp;nbsp;dare un indizio&amp;nbsp;sui Templari: affermazione degna di Giacobbo!) ma poco ci manca&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-1P4SLh2b96M/TtD3SXgxRPI/AAAAAAAAAwc/dOrt8OU7A4c/s1600/9788804550198g.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" hda="true" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-1P4SLh2b96M/TtD3SXgxRPI/AAAAAAAAAwc/dOrt8OU7A4c/s320/9788804550198g.jpg" width="196" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;copertina de: "Il Codice Da Vinci", di Dan Brown&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;Le ultime pagine sono tirate per i capelli. Evangeline si dimostra fin troppo scaltra a capire elementi complessi, il che mi fa pensare a uno scioglimento della storia&amp;nbsp;raffazzonato in fretta e furia per andare in stampa nei tempi previsti. Da questo e altri dettagli penso allora che anche questo libro sembra solo una bella operazione commerciale costruita ad hoc dal marketing e poco dalla passione. Perchè? Primo: marketing virale a go-go come se fosse un successo planetario: ricordatevi che i diritti sono stati già venduti in oltre 32 Paesi! Secondo: il fatto che il film sia già previsto per il 2013, cosa che mi fa capire&amp;nbsp;come gli investimenti finanziari fatti prevedano un business plan dove la versione cinematografica è stata programmata a tavolino. Terzo: il più volte citato caso del romanzo di Dan Brown. Se ricordate, prima de &lt;span style="color: #990000;"&gt;"Il Codice..."&lt;/span&gt; Brown aveva già pubblicato &lt;span style="color: #674ea7;"&gt;&lt;span style="color: #e69138;"&gt;"Crypto"&lt;/span&gt;:&lt;/span&gt; un polpettone abbastanza scialbo. Curioso il fatto che &lt;span style="color: blue;"&gt;"Il Codice Da Vinci"&lt;/span&gt; e quasi in contemporanea il relativo film furono ampiamente discussi, con la Chiesa che lanciava strali per non far vedere il film o leggere il romanzo. Coincidenze? Sarà, ma&amp;nbsp;io&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt; comincio a pensare che questo sia un romanzo&amp;nbsp;al 50%&amp;nbsp;buono e per il resto operazione commerciale. E in verità me ne dispiace, perché per vari aspetti la trama è buona e lo stile dell’autrice sembra&amp;nbsp;efficace. Vale quindi il caso di spendere 18 euro per questo libro? Spendeteli pure, ma solo se cercate una storia carina con un’ottima documentazione sul tema degli angeli. Se invece desiderate un romanzo equilibrato passate oltre se non volete ritrovarvi con un ottimo&amp;nbsp;libro in fase di acquisto&amp;nbsp;ma con un frullato letterario che cavalca l’onda della moda angelica sullo scaffale della vostra libreria.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Massimo Valentini&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6181716668513333344-2592516678780340892?l=gabbianidellestelle.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/feeds/2592516678780340892/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/11/angelology-recensione.html#comment-form' title='80 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/2592516678780340892'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/2592516678780340892'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/11/angelology-recensione.html' title='&quot;Angelology&quot;, recensione'/><author><name>Massimo Valentini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04403346764833301763</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://1.bp.blogspot.com/-uikOmdYS8L0/TtZ3AZav47I/AAAAAAAAAxw/7UbyvWuZ6j4/s220/DSCN0153.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-u1BOXktL4rs/TtDtX7sRHeI/AAAAAAAAAwE/CJDASa3SXww/s72-c/angelology.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>80</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6181716668513333344.post-3673212756868795445</id><published>2011-11-21T13:38:00.005+01:00</published><updated>2012-02-08T12:16:48.795+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casi editoriali'/><title type='text'>"Unika, la fiamma della vita", recensione</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-L6rjHyhZxVg/Tso3DQd5IZI/AAAAAAAAAu8/r9InDBuKDfg/s1600/unika-fiamma-della-vita.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" hda="true" height="400" src="http://3.bp.blogspot.com/-L6rjHyhZxVg/Tso3DQd5IZI/AAAAAAAAAu8/r9InDBuKDfg/s400/unika-fiamma-della-vita.jpg" width="265" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #134f5c;"&gt;Sedici euro per 508 pagine. Dico solo questo e il fatto che le pagine siano di carta e non un PDF, che sia un Fantasy (anzi no un &lt;em&gt;Fentasy&lt;/em&gt;&amp;nbsp; e tra poco vi dirò il perché) che l’autrice sia una sorta di fantasma, che la C.E. sia la De Agostini e bla bla bla non giustifica un prezzo che è da autentico ladrocinio. Perchè sedici euro sarebbero (forse) giustificati per le millemila pagine del classico Tolkien, per la Le Guin, per la Bradley, per Lovecraft (tranne che per l’orrenda edizione economica Mammut firmata Newton Compton, la cui carta è praticamente quella delle merendine che si comprano alla Lidl )&amp;nbsp;ma non&amp;nbsp;per questo libro. Ecco, la recensione è tutta qui, ma se proprio volete sapere il perché di tale opinione cominciamo con la recensione e tanti saluti. Alla pace mentale, ovvio…&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Trama: &lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;“La vita tranquilla di tre ragazzi quindicenni viene sconvolta da una serie di fatti misteriosi. L'incontro con un singolare professore di teologia li mette a conoscenza dell'incredibile ragione di quanto sta accadendo: uno di loro è un angelo e non lo sa. Soprattutto, non sa di custodire segretamente nel cuore la Fiamma della Vita, una delle due entità fondamentali che consentono di governare l'universo. Ma quale dei tre ragazzi è l'angelo? Qual è la sua storia? Perché porta la Fiamma nel cuore? Mentre si rendono conto che quella che si è scatenata intorno a loro è una vera e propria caccia, vengono rapiti da due strane creature che li conducono in un mondo a parte quello di Sefira, la valle dove vivono gli angeli.”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Recensione: &lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;Se siete di fretta vi dico subito cosa penso della trilogia di &lt;span style="color: purple;"&gt;“Unika”:&lt;/span&gt; fa schifo. Ma schifo davvero e non scherzo. I libri, la storia, i personaggi, persino il nome dell’autrice, sempre che sia uomo, donna o qualsiasi altra cosa. Sul sito dell'autrice/ore si legge infatti la seguente fuffosa dichiarazione:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“E.J. Allibis non ha fissa dimora e vive di emozioni senza tempo tra gli orizzonti del mondo. La Fiamma della Vita, il primo atto della saga di UNIKA, è la sua opera di esordio.”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #0c343d;"&gt;Si capisce lontano un miglio che è un fake. Nessuno di umano, e che abbia il cervello in ordine e non lobotomizzato dal Grande Fratello e vari Shitshow dello stesso (sub) livello, potrebbe mai credere a un Autore così fantasmatico. &lt;span style="color: purple;"&gt;“Vive di emozioni”&lt;/span&gt; è il massimo della sciatteria e sono pronto a fare un patto con voi: se la De Agostini dovesse presentare un foto di tale Genio del Nulla Glitteroso che non sia una foto creata con Paint, vi offro caffè e brioche a tutti. Eeeh, vero che siete pochini, un centinaio, ma provate a farvi due conti. Sono uno scrittore emergente, io, cioè morto di fame, mica &lt;em&gt;Follett&lt;/em&gt;! Uno scrittore/scrittrice che vive come uno zingaro e si nutre di emozioni fa tanto &lt;em&gt;“Edward come ti lovvo perché vivo di emozioni tra gli orizzonti del mondo&lt;/em&gt;!” Una frase che è pura fuffa condita di nulla. E io che pensavo che solo libri come &lt;span style="color: #990000;"&gt;“Amore 14”&lt;/span&gt; fossero degni della furia ecologista degli Amici degli Alberi. Al confronto di &lt;em&gt;Allibis, Melissa P&lt;/em&gt; è &lt;em&gt;Virginia&lt;/em&gt; &lt;em&gt;Woolf&lt;/em&gt; e persino &lt;em&gt;Moccia&lt;/em&gt; acquista un’aura migliore, magari senza quel ridicolo cappellino da nerd in testa. E se non fosse abbastanza lassativa la pseudo vita di chi ha scritto tale robaccia, ecco il titolo,&lt;span style="color: purple;"&gt; “Unika”,&lt;/span&gt; solito inno all’essere &lt;em&gt;“diversamente normale”&lt;/em&gt; che il mercato editoriale in generale e quello italico in particolare propinano ai poveri sprovveduti che acquistano porcherie di tal fatta. Notare la “k” che fa tanto finto-glamour perché sì, &lt;span style="color: #783f04;"&gt;perkè io sn Unika e tu nn vali un caxxo se nn 6 cm me! &lt;/span&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="background-color: white; color: #0c343d;"&gt;Allibis&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="background-color: white;"&gt; &lt;/span&gt;non può essere anglosassone. Nonostante le porcate della &lt;em&gt;Meyer&lt;/em&gt; e di tanti scribacchini d’accatto a stelle e strisce, ciò che cola da queste pagine non è Sesso, BSDM e Droga Fentasy come quello de &lt;span style="color: blue;"&gt;“La spada della Verità”,&lt;/span&gt; è Buonismo Zuccheroso Italico modello Pacco Pacchia. Ma insomma, chi diavolo (sic!) sarebbe Unika? Soltanto il numero due degli angeli più potenti dell’universo. Il numero uno è un tizio il cui nome è stato copiato dai Transformers degli anni ’80, il cartone, non i filmetti di Bay, che si chiama Metraton. Gli ingredienti per fare un cinepanettone catechista cartaceo da quattro soldi, commerciale al 100%, esistono tutti. Per protagonisti ragazzini come tanti ma ciascuno uniko. Ovviamente minorenni, perché un eroe di ventisei anni, magari,&amp;nbsp;sarebbe taaaaanto vecchio e non piace ai ggiovani scelti come target per tale arma di distruzione neuronica. Ovviamente si fanno i cavoletti loro ma scoprono di avere grandi poteri e bla, bla, bla. Stereotipi Fentasy come se piovesse. E non è acqua, ragazzi, non è acqua. E logicamente scoprono che hanno tra le mani il destino del mondo! Qualcuno spieghi ai geni delle varie Case Editrici che il Mondo non potrebbe essere MAI salvato da ragazzini: manca l’esperienza per acquisire le necessarie conoscenze e&amp;nbsp;lasciamo perdere la stronzata del fatto che&amp;nbsp;si tratta di un&amp;nbsp;Fantasy: visto che oggi si scopiazza a tutto spiano, che almeno si scopiazzi bene. Frodo, Gandalf, Carter, Conan, Kane, Goccia di Fiamma e tanti altri erano personaggi plausibili ed erano Fantasy. Le scemenze di tanti superscrittoroni odierni sono trash fentasy. Punto. A sedici anni puoi fare un sacco di cose: divertirti, pensare alle ragazze se sei maschietto, ai ragazzi se sei femminuccia, scoprire il tuo corpo, viaggiare, sognare, farsi una canna ogni tanto (orrore: Unika ti incenerirebbe!) leggere, andare al cinema, studiare e tanto altro. MA NON PUOI SALVARE IL MONDO. SE LO PENSI DAVVERO HAI SERIE MANCANZE MENTALI. Avere sedici anni non significa essere deficienti, ma molto giovani. Come tali si ha diritto a scoprire il mondo e a farsi le proprie idee sugli eventi. E allora perchè case discografiche, cinematografiche ed editrici li trattano come deficienti propinando loro certe porcate? &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #0c343d;"&gt;Questa trilogia presenta il Nulla, non quello di Fantàsia de &lt;span style="color: #660000;"&gt;“La Storia Infinita”,&lt;/span&gt; che sarebbe migliore!, ma proprio il Nulla. Il nulla cerebrale per delineare personaggi che sono stereotipi ambulanti e&amp;nbsp;aiutare i dentisti kattivi propinando zucchero e miele a tonnellate. Il tutto condito con insulti all’intelligenza degli angeli di raro primato. E a quella dei lettori, ovviamente. Le prime 60 pagine del romanzo sono gettate a casaccio solo per descrivere quanto sia bella, bona, sexy, dolce, perfetta e&amp;nbsp;gnokka la protagonista. Un tripudio di doppi aggettivi per nascondere la totale assenza di uno stile almeno discreto. Leggete questi esempi: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;“Dai loro occhi filtrano strali di paura che cristallizzano il gelido silenzio sceso nella stanza.”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;“Indugia per qualche secondo, respirando l’emozione profonda di quell’istante carico di sentimento.”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;“ai muri non aveva appeso i poster tipici dei ragazzi della sua età: nessuna rockstar, nessuna attrice, nessun campione sportivo, nessuna foto di gruppo. Solo tre stampe grandi, vivaci, spettacolari…”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;“Riaprì gli occhi e si nutrì dei colori del maestoso scenario che si palesava di fronte a lei. La prima luce ha sempre qualche cosa di magico e l’effetto sembrava ancora più incantato a Sefira, la valle dove vivono gli angeli.”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;“Unika adorava camminare. Le dava un senso di quiete e di contatto con il mondo che non provava quando volava o trasvolava. Si concedeva lunghe passeggiate e solo se aveva bisogno di vedere le cose dall’alto e nella loro interezza spiccava il volo, staccandosi da terra e prendendo quota nell’aria. In quei momenti saliva in cielo lasciandosi andare alla sensazione di leggerezza del corpo, per liberare lo spirito e osservare la vita da una prospettiva più ampia.”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;﻿&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #073763;"&gt;Praticamente sembra di leggere un qualsiasi libro di Moccia in salsa &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #073763;"&gt;fentasy dei noialtri. Per il resto si vede la ricerca di una poesia che NON esiste e soprattutto esaltazione fino al parossismo delle caratteristiche fisiche di questi perfettissimi angeli che riescono a essere antipatici fin dalle prime pagine:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“ 'Buongiorno, Metatron. Mi sto riempiendo l’anima con questa magnifica alba, prima di venire da te.' Unika inclinò la testa all’indietro e sprigionò un sospiro lungo e profondo, ricco del benessere che i suoi sensi avevano assorbito.”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;Qualcuno mi spieghi cosa diavolo voglia dire questa frase. Niente. Nessuno parlerebbe così tranne forse una velina alle prove di Miss Itaglia. Il personaggio&amp;nbsp;creato da&amp;nbsp;Allibis è in pratica una perfetta Mary Sue (leggete &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mary_Sue"&gt;qui&lt;/a&gt;&amp;nbsp;per capire di cosa parlo). Un concentrato di specialissime qualità shakerate e zuccherate fino alla nausea per seguire la regola generale tanto cara a una certa corrente del Fentasy all’italiana, quella che recita “perché è un Fentasy ok? Gnè, gnè, gnè!”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;E ancora: &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;“Conosceva Metatron da quando era nata, 13.411 anni prima. Lui l’aveva cresciuta e le aveva insegnato a capire la potenza della sua mente e le doti più profonde della sua anima, portandola a essere l’angelo speciale che ora tutti amavano e riconoscevano come leader naturale di Sefira: una creatura dotata di una straordinaria combinazione di intelligenza, forza e altruismo.”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-_FSs5IEV8S0/TspFS5QvOvI/AAAAAAAAAv8/PKe0Rj4LNrc/s1600/paris-hilton-valentines-ready.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" hda="true" height="142" src="http://4.bp.blogspot.com/-_FSs5IEV8S0/TspFS5QvOvI/AAAAAAAAAv8/PKe0Rj4LNrc/s200/paris-hilton-valentines-ready.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Unika che mostra radiosa i propri sentimenti soavi&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;E già questo è un insulto all’intelligenza, angelica o umana che sia. Hai 13.411 anni e parli come una cretinoide alla Paris Hilton? Il tuo cervello è forse formato da un solo neurone che suona l’arpa? Anche la descrizione fisica sembra simile:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“I capelli lisci e biondissimi fluttuavano leggeri alle sue spalle, facendo risaltare i lineamenti dolci e armoniosi del volto…”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;…Gli occhi magnetici, da cui fluiva il fuoco della sua personalità, fissavano l’orizzonte. La concentrazione le arrossava le guance, mentre la gioia per la vita e il sentimento di fiducia nell’avvenire che accendevano costantemente le sue labbra sfumavano in un’espressione contratta. Unika volava decisa ed elegante, solcando l’aria che sembrava aprirsi per farla passare. Nel suo corpo sinuoso ed energico si fondevano la sensuale autorevolezza della regina e la vitalità della guerriera….”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-SYdJT2WSqyI/TspFBWcB8oI/AAAAAAAAAv0/EpHf5m0k9eA/s1600/paris-hilton-fairy-dust.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" hda="true" height="244" src="http://4.bp.blogspot.com/-SYdJT2WSqyI/TspFBWcB8oI/AAAAAAAAAv0/EpHf5m0k9eA/s320/paris-hilton-fairy-dust.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Unika pronta a combattere: fa paura, eh?&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #351c75;"&gt;Ma anche no! E ancora: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“…Le iridi dell’angelo biondo scintillavano di un colore indaco opalescente e cangiante. A seconda della luce che filtravano erano più azzurre o più lilla e si dissolvevano nella corona dorata che circondava la pupilla ellittica. Yesod adorava quegli occhi. L’indaco era l’essenza del mistero e della perfezione. A volte non lo si distingue dal blu, altre lo si confonde con il viola, ma è blu e viola insieme, nella sintesi di tutte le tinte dell’arcobaleno. Un colore speciale che ha la forza di due colori. E Unika era così: intensa, determinata, energica, coraggiosa, vitale e nobile come le sfumature del blu; e dolce, seducente, enigmatica, sensibile, emotiva e profonda come le gradazioni del viola.”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;Sembra di leggere il diario di Hello Kitty. Sul serio. D’accordo, le bambine di sei anni sono adorabili e credono alle favolette di questo tipo. Anch’io amavo molto &lt;em&gt;Cappuccetto Rosso&lt;/em&gt; e odiavo il lupo Kattivo. Anche a me piacevano&lt;em&gt; Cenerentola, l’amore delle tre melarance, la sirenetta&lt;/em&gt; mi ha fatto versare fiumi di lacrime, &lt;em&gt;la piccola fiammiferaia&lt;/em&gt; mi ha fatto pregare per lei… Ma poi ho festeggiato il mio ottavo compleanno, cacchio. Gli occhi viola-non viola in tecnicolor sono da antologia: antologia dell’imbecillità. Più che un angelo Unika è un’idiota con le ali. E no, il Paradiso non ci fa una bella figura. Mi sa che le diavolesse sono più sexy e meno rompiballe di questa. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;﻿&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-uZFYL09OyN8/Tso7S9HiMVI/AAAAAAAAAvE/1RWwzczf76Y/s1600/30735_1_.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" hda="true" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/-uZFYL09OyN8/Tso7S9HiMVI/AAAAAAAAAvE/1RWwzczf76Y/s200/30735_1_.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Una diavolessa: è&amp;nbsp;molto più gnokka&amp;nbsp;e intelligente di Unika&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;Dico sul serio: mai letto nulla di così sfacciatamente puerile, falso, NON verosimile per eccellenza in vita mia. E sì che pensavo che la Strazzulla fosse la numero uno in questo: mi ero sbagliato! Dove, dove sono l’arte del mostrare, l’uso ponderato degli aggettivi, i dialoghi brillanti ma realistici, le descrizioni potenti dei combattimenti? Dalla prima all’ultima pagina &lt;span style="color: purple;"&gt;“Unika”&lt;/span&gt; è un minestrone zuccheroso con una protagonista che non sa di nulla, perfetto stereotipo di quelle ragazzine tutte moda &amp;amp; belletti che pensano di avere il mondo ai propri piedi solo perché vanno in giro con l’eyeliner di marca, la mini di D &amp;amp; G e i tacchi modello Gru 2011. Davvero, vorrei sapere chi sono stati gli editor, se pure hanno usato qualche ora del loro preziosissimo tempo, che hanno guardato e rivisto il testo. A prescindere dal fatto che un testo del genere sarebbe degno di essere pubblicato solo da certe case editrici a pagamento visto l’assoluta assenza di un protagonista degno di questo nome, uno stile meno ampolloso e una trama di carattere. Ecco come è descritto uno degli eroi supersbrilluccicosi di questo romanzo, Zack. Un tizio che sarebbe: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;﻿ &lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;“…quello giusto, brillante, vincente in tutte le situazioni. La Natura l’aveva dotato di una prestanza fisica fuori dal comune che lo poneva sempre al centro dell’attenzione. Dovunque si trovasse, percepiva l’interesse di chi gli stava intorno, mentre gli sguardi si posavano come farfalle sul suo corpo: le sentiva sul volto, sulle spalle, sul petto. E quel peso leggero si trasformava rapido in un brivido che lo disponeva all’azione, un segnale che faceva scattare il suo grande talento: la capacità di dire la cosa giusta al momento giusto.”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-uMw-qFJn4DU/Tso82VuOmZI/AAAAAAAAAvc/vFG9di_VMPw/s1600/50495_165806813384_7009831_n.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" hda="true" height="200" src="http://3.bp.blogspot.com/-uMw-qFJn4DU/Tso82VuOmZI/AAAAAAAAAvc/vFG9di_VMPw/s200/50495_165806813384_7009831_n.jpg" width="181" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Zack il brillante&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;Praticamente sta dicendo che a 15 anni Zack sarebbe bello come un dio, palestrato come Swartzy e fuori come un balcone, visto che vede le farfalle. E i miominipony? Quelli non li vede? No, lui è specializzato in farfallologia teoretica:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;“Si alzò dalla panchina senza togliere le mani dalle tasche e rimase fermo per un lunghissimo attimo… Eccole, le farfalle. Le vedeva, le sentiva. Camminava lentamente e le sue iridi profonde guizzavano sicure da una faccia all’altra, dispensando una varietà impressionante di occhiate…”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #134f5c;"&gt;E vediamo i dialoghi, ragazzi: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;“Ciao, Zack.” &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;“Ciao, Jo, come ti va?” I due si batterono il pugno destro.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;“No, Zack, non l’ho visto, ma so che c’è. Tutto è cominciato la mattina in cui ho avuto l’impressione che qualcosa in me e nella mia camera fosse fuori posto.”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;“La sera successiva ho cosparso di farina il pavimento della stanza” continuò Jo, incurante della battuta di Zack. “All’alba, quando mi sono alzato, non ho trovato nessuna impronta, ma la farina era dappertutto… come se qualcuno ci avesse soffiato sopra.» Il ragazzo fece una breve pausa, corrugando le labbra. “La sera dopo l’ho rifatto e ho chiuso la porta con due giri di chiave. Al mattino la situazione era esattamente la stessa: farina ovunque.”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;“Ieri ho messo la farina anche fuori dalla porta, in corridoio.”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;“Uh?”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;“Sì, l’ho sparsa sul pavimento in camera e fuori.”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;“Perché?”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;“Per provare a capire e… non ho capito. Stamattina la farina dentro la stanza era smossa, mentre quella fuori era intatta. Niente e nessuno si è avvicinato alla mia camera dal corridoio.”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;Colombo, Maigret, Miss Marple, Dick Tracy&amp;nbsp;e CSI a questi tizi gli fanno un baffo! Come se fosse normale che un tizio si svegli una mattina con la curiosa sensazione che c’è qualcosa che non va e che la propria stanza sia un tantino “strana”. Nella vita reale, di solito, chi prova queste sensazioni ricorda con occhio vacuo la serata precedente in discoteca a tentarci con le ballerine del locale, i Tequila Bum Bum scolati, la vista annebbiata e, voglio sperare, il dire all’amico meno fatto di rum e pera di guidare al posto suo e poi, tornato a casa, trascorrere la notte sul water a vomitare e scaricare l’intestino. A quelli come Zack, quando accadono certe sensazioni, è perché un angelo ha fatto capolino nella loro vita. Siamo praticamente tornati ai tempi di Kiss me Licia.&lt;span style="color: purple;"&gt; “Unika”&lt;/span&gt; si distingue anche per altre capocciate fentasy di prima qualità. Per esempio è un vero e proprio minestrone alla “non si getta via nulla” et voilà, ecco centinaia di razze assortite per tutti i gusti:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“A Sefira tutti nascevano con sembianze umane ma, nel corso della loro esistenza, imparavano a utilizzare il potere della Metamorfosi e si dotavano dell’aspetto che preferivano. C’erano angeli che assomigliavano a uomini, altri che decidevano di vivere come animali. Ma ce n’erano anche con la fisionomia di Fate, Gnomi ed Elfi. Ognuno era libero di scegliere chi essere, come manifestarsi e per quanto tempo mantenere quella foggia. Alcuni selezionavano la propria immagine per la vita, altri cambiavano apparenza di continuo. Gli angeli più esperti erano addirittura in grado di inventarsi, disegnando la propria figura in linea con il più profondo sentire e rivelandosi come creature fantastiche, singolari e mai viste.”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-K1V6k2XPkvI/Tso_fo0zEBI/AAAAAAAAAvs/0ei23xACt4g/s1600/mio-mini-pony2.png" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" hda="true" height="224" src="http://1.bp.blogspot.com/-K1V6k2XPkvI/Tso_fo0zEBI/AAAAAAAAAvs/0ei23xACt4g/s320/mio-mini-pony2.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Le varie razze di Sefira: non sono carine?&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;E tanto per non dimenticare nessuno ecco anche il drago...&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“Yesod aveva deciso di essere il più valoroso dei Draghi. Il suo corpo, massiccio e muscoloso, era guidato da una mente vivace e saggia, illuminata da uno sterminato senso di responsabilità e giustizia. Aveva gli occhi e le ali di un’aquila reale, per vedere lontano e per volare in alto, dove nessuno sarebbe mai riuscito ad arrivare.”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;Sembra la tagline di Buzz Lightyear: “Verso l’infinito e oltre”! E che dire del villain del romanzo, Ophidiel? Un tizio che il Bono e Bravixximo Metatron avrebbe scaraventato in una foresta, peraltro vicinissima alla città di Sefira, il cui potere principale è quello di trarre energia proprio dall’ambiente, dalle foreste, dai mari, dagli alberi. Come dire: scaglio il mio nemico che trae energia dalle acque sull’Atlantico. Non sia mai, poverino, che dovesse farne a meno? Ma dico io, sei l’angelo numero uno al mondo, er mejo der mejo dell’universo, sei saggio come nessuno (tranne Dio) e sei talmente deficiente che per liberarti del tuo acerrimo rivale lo scagli proprio dove sono più elevate le possibilità che rigeneri i propri poteri? Anche questa&lt;strike&gt; porc&lt;/strike&gt; romanzo, però, si concede un attimo di sexy/pudica/vedo-non-vedo palpatina sessuale. Di carattere zoofilo… Infatti il drago trova la sbrilluccicosa e stupida protagonista moooolto sexy: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“Yesod era felice di stare con Unika. Era la creatura più bella e speciale che avesse mai incontrato. Il suo aspetto armonioso, elegante e sensuale lo lasciava sempre senza fiato.”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;Vai a scoprire che dopo gli elfi gay della Strazzulla adesso il Fentasy d’accatto propinerà ai poveri incauti anche l’accoppiamento tra angeli e draghi? E io, meschino, che pensavo che il sesso degli angeli fosse come fantasticare sulla ragionevole onestà di un qualsiasi politico nostrano: vana speranza. Devo uscire più spesso, a quanto pare. Arrivati a questo punto vi dico la pura e semplice verità. Sono riuscito a leggere questo romanzo fino alla fine, rileggerlo con occhi aperti e il profondo del mio essere svuotato dallo stupore. Mai avrei creduto all’esistenza di qualcuno che potesse osare tanto. Adesso so che il limite all’imbecillità narrativa umana è davvero cosa vecchia: superato da tempo, anzi da 13.411 anni per essere precisi. Ultima perla da lobotomizzati, vi giuro che è l’ultima: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;“Gli occhi, accarezzati dall’aria, cominciarono a lacrimare, mentre i capelli sciolti svolazzavano morbidi e vaporosi. Era una sensazione di libertà e naturalezza che non provava da anni. Si sentiva sospesa nel vuoto, in assenza completa di resistenza gravitazionale. Strinse le gambe intorno a Yesod e aprì le braccia, come una bambina che sogna di volare.”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;E qui lo ridico. Avrai anche 13.411 anni, sarai il secondo angelo per potenza, il primo per bellezza, ma sei anche il primo per bimbomikiaggine! Pensavo che gli angeli fossero sì buoni ma anche saggi. Il che significa intelligenti. Molto intelligenti. E questa scema che fa? Allarga le braccine bellixxime, spalanka gli occhioni bellixximi, mostra la sua pelle biankixxima e ride come una deficiente come Kate a cavallo del suo Di Caprio/Yesod? Comincio a pensare che la &lt;em&gt;Meyer,&lt;/em&gt; alla fine, abbia scritto &lt;strike&gt;merd &lt;/strike&gt;storielle mediocri ma almeno leggibili. Almeno i film sono girati benino e la regista ha fatto un discreto lavoro. Ma di &lt;span style="color: purple;"&gt;"Unika"&lt;/span&gt; cosa dovrei pensare? Un attimo, però. Ricordate quando ho detto che persino &lt;em&gt;Moccia&lt;/em&gt;, senza il suo cappellino dono-della-mamma-ma-senza-l’elica, scrive meglio della &lt;em&gt;Allibis&lt;/em&gt;? Adesso comincio a pensare un’altra cosa. Vista che la deficienza&amp;nbsp;tipica dei protagonisti dei romanzi del Sommo, la sbrilluccicosa e inesistente realtà delle sue storie e il mondo dipinto come uno stecco di zucchero filato sembrano praticamente identiche ai loro simili di "Unika" comincio a pensare che Allibis&amp;nbsp;potrebbe essere&amp;nbsp;Moccia o almeno&amp;nbsp;una sua parente, che so, una sorella. Potrebbe anche essere che &lt;span style="color: purple;"&gt;"Unika"&lt;/span&gt; è in realtà stato partorito da un computer programmato a zucchero e carta velina. E non so quale sarebbe la scelta preferibile: se chi distrugge l'arte perchè è solo un aggeggio meccanico e quindi a-cosciente o chi la distrugge perchè pretende che uno scritto da Elementari sia un Romanzo vero.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Massimo Valentini &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6181716668513333344-3673212756868795445?l=gabbianidellestelle.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/feeds/3673212756868795445/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/11/unika-la-fiamma-della-vita-recensione.html#comment-form' title='116 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/3673212756868795445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/3673212756868795445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/11/unika-la-fiamma-della-vita-recensione.html' title='&quot;Unika, la fiamma della vita&quot;, recensione'/><author><name>Massimo Valentini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04403346764833301763</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://1.bp.blogspot.com/-uikOmdYS8L0/TtZ3AZav47I/AAAAAAAAAxw/7UbyvWuZ6j4/s220/DSCN0153.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-L6rjHyhZxVg/Tso3DQd5IZI/AAAAAAAAAu8/r9InDBuKDfg/s72-c/unika-fiamma-della-vita.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>116</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6181716668513333344.post-5811143484908188492</id><published>2011-11-12T13:10:00.011+01:00</published><updated>2011-11-26T16:17:02.971+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='narrativa fantastica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scrivere'/><title type='text'>Narrativa Fantastica: vediamoci chiaro</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-crrfvoyf820/Tr5iiRwGF7I/AAAAAAAAAuc/_ZI_GVBPgc8/s1600/kane1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" nda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-crrfvoyf820/Tr5iiRwGF7I/AAAAAAAAAuc/_ZI_GVBPgc8/s1600/kane1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #134f5c;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;S&lt;/span&gt;alve, ragazzi. Oggi parleremo di cosa significhi scrivere, di come capire la differenza tra i vari generi letterari, della narrativa di genere e della literary fiction. Il termine quasi alchemico Narrativa di Genere è usato da molti, spesso a sproposito, per descrivere un calderone di manoscritti tra i più diversi tra loro. Solitamente la si confonde con la literary fiction, un tipo di narrativa che esercita su chi legge il mero piacere di leggere, al di là del significato della storia stessa. Per questo genere di narrativa ciò che è importante è la forma, lo stile, anche a scapito della trama stessa, e quindi potrà capitare di leggere una storia senza né capo né coda ma che, se scritta in modo perfetto, sarà sufficiente a persuadere chi legge ad aver fatto un buon acquisto. Al contrario, con Narrativa di Genere designiamo un modo di scrivere che bada non solo a raccontare storie ma anche a come scriverle. La forma, il vestito per così dire, non è più importante della modella che lo indossa, deve sempre tendere allo scopo. “Scrivere bene” in narrativa di genere significa adottare uno stile che non abbia fronzoli estetici ma che sia delineato dall’Estetica nuda e cruda. Dobbiamo considerare che quando parliamo di narrativa sappiamo che il più delle volte le storie che presentiamo NON esistono, le stiamo inventando. Letteralmente. Questo non significa che debbano essere poco verosimili a prescindere dal genere della nostra storia, sia essa Fantasy, Fantascienza o una comune love story, ma dobbiamo rispettare il lettore. Per il lettore, in pratica, la nostra storia dovrà essere credibile, ossia attivare quella che si chiama “sospensione dell’incredulità”, ovvero la sensazione di poter credere che una nave stellare possa realmente solcare l’infinito dello spazio-tempo a velocità superiori a quella della luce, o che draghi, elfi, fate e altri esseri leggendari esistano davvero, Almeno fino a quando leggerà quel romanzo. Adesso fate molta attenzione perché la differenza tra literary fiction e narrativa di genere è sottile quanto quella che differenzia un capolavoro da una sua copia fatta a regola d’arte. Come si fa a capire che un romanzo è di genere? Molto semplice: se uno legge il vostro libro ed esclama “Wow! Che bel romanzo!” NON E’ di genere perché appare chiaro che chi legge ha capito che gli elfi di cui parlate sono esseri di fantasia e non sono potenzialmente realistici. Ha solo letto una stupidissimo libro come un altro! La narrativa di genere, invece, è vera e propria realtà virtuale su carta. Ecco la era differenza tra un vero romanzo efficace e uno scritto solo con la tecnica, magari perfetta, ma NON artistica. Lo scrittore che è anche un artista, di solito (non sempre) è capace di scardinare chi legge dal mondo reale per gettarlo in pasto al mondo da lui inventato grazie alla perfezione narrativa esercitata allo stesso tempo dal suo talento e dalla sua tecnica. Di conseguenza il fine della narrativa di genere non è suscitare piacere ma di coinvolgere il lettore come se la storia fosse vera. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-X-79AyapVQA/Tr5nY4vP-HI/AAAAAAAAAus/N8i5fMmQrdM/s1600/vestito.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" nda="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-X-79AyapVQA/Tr5nY4vP-HI/AAAAAAAAAus/N8i5fMmQrdM/s320/vestito.jpg" width="208" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Un bel romanzo è come una bella donna: conta più del vestito&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #134f5c;"&gt;Quando ho dato elementi di &lt;span style="color: #783f04;"&gt;“Primus, l’uomo che sognava di vivere” &lt;/span&gt;in mano ad alcune ragazze del comitato ho pregato con tutta l’anima che non lo leggessero accomodate sulla poltrona preferita, con il bicchiere di aranciata in mano e l’espressione beata sulle labbra, ma che fossero state tese, attratte dalla trama, nauseate da certe descrizioni, sedotte da altre, persuase a proseguire a leggere perché dovevano, non perché volevano! Non posso svelarvi la trama in questa sede ma vi dirò che se avessi scritto di una Terra dominata da una razza di alieni sanguinari la reazione delle persone non dovrebbe essere rilassata, ma provare ribrezzo, paura, o altre sensazioni. Un libro di genere è un romanzo che fa vivere al lettore le stesse emozioni dei protagonisti della storia e quindi non catalizza la sua attenzione solo sullo stile o sulle belle parole. Stile e belle parole, insomma, sono secondarie: ciò che conta è la sensazione di condivisione. Diversamente quel romanzo non sarà di genere ma di literary fiction e quindi non sarebbe un buon romanzo.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #134f5c;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Narrativa fantastica &lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;La narrativa di genere è molto vasta e capita che gli editori confondano le acque pubblicando opere weird spacciandole&amp;nbsp;per&amp;nbsp; fantasy per ragioni di mercato, marketing (oggi il fantasy va di moda, ricordate?) o semplice… ignoranza! Vediamo di fare un po’ di chiarezza. Se ambiento una storia di omicidi su un pianeta alieno quel racconto o romanzo sarà un giallo con un’ambientazione SF, ma sarà sempre e comunque un giallo. Certo, uno scrittore può scrivere quel che gli pare, ma dev’essere onesto con il lettore: se ha scritto una commedia romantica così deve presentarla, non come un libro di fantascienza solo perché il libro è ambientato nel 2194. Spesso molti confondono anche i sottogeneri con i generi principali. Ad esempio lo &lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;em&gt;“Steampunk”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; è un sottogenere della SF classica e identifica una storia dove la tecnologia, di solito, è fondata sul vapore. Ciò significa che robot, astronavi, treni, automobili funzionano grazie a ingranaggi azionati da questa forma di energia e non da altre. Ciò vale anche per la cinematografia. Esempi di film steampunk è ad esempio, &lt;span style="color: red;"&gt;“Wild, Wild West”&lt;/span&gt; con Will Smith. &lt;span style="color: blue;"&gt;“Cyberpunk”&lt;/span&gt; è anch’esso un sottogenere della SF, ma identifica una storia il cui ingrediente più importante è la tecnologia virtuale o cibernetica. &lt;span style="color: red;"&gt;“Johnny Mnemonic”,&lt;/span&gt; con Keanu Reeves, ne è un tipico esponente. Come dicevo prima Fantastico e Fantasy sono spesso mescolati arbitrariamente, specie qui da noi (sic!). Il mio ex Editore affermava che Fantasy sarebbe la versione anglosassone di Fantastico quando invece Fantasy identifica qualsiasi romanzo dove la tecnologia è quella tipica del Medio Evo (archi, frecce, spade, ecc) e la “fauna” composta da quegli esseri mitologici dello stesso periodo storico (e quindi unicorni, draghi, elfi, trolls, streghe ). Il fantastico puro, invece, è caratterizzato dall’elemento Weird che dev’essere surreale e quindi non logico se rapportato alla trama stessa. Proprio il Fantastico (e per altri motivi la Fantascienza) è un genere quanto mai cosmopolita perché può davvero contaminare generi molto lontani tra loro. Nel complesso, la narrativa fantastica di qualità è quella narrativa di genere che racconta storie caratterizzate da uno o più dettagli fantastici. Da &lt;span style="color: purple;"&gt;"La donna del falco"&lt;/span&gt; a &lt;span style="color: #274e13;"&gt;"La Guerra dei Mondi"&lt;/span&gt;, da &lt;span style="color: #20124d;"&gt;"Ubik"&lt;/span&gt; a &lt;span style="color: #134f5c;"&gt;"L’esorcista"&lt;/span&gt;, da &lt;span style="color: #20124d;"&gt;"2001 Odissea nello spazio"&lt;/span&gt; a &lt;span style="color: #783f04;"&gt;"Ma gli androidi sognano pecore elettriche?"&lt;/span&gt; Fantasy, fantascienza e horror sono tutti generi che fanno parte del Fantastico. Per usare un processo di classificazione più schematico potremmo dire che un libro di fantascienza è un romanzo che presenta elementi spiegabili grazie alla tecnologia, quello fantasy presenta elementi che non possono essere spiegati in maniera scientifica mentre il genere horror descrive eventi e ambientazioni usati allo scopo di spaventare il lettore, indipendentemente da come possano essere spiegati. &lt;span style="color: #0c343d;"&gt;"Colui che sussurrava nelle tenebre"&lt;/span&gt;, un racconto di H.P.L. che vede il protagonista incontrare esseri fungoidi provenienti da un oscuro pianeta del sistema Solare, usa elementi di fantascienza tipici (alieni, trasferimenti cerebrali, viaggi nello spazio) ma il contesto generale, l’ambientazione è squisitamente spaventosa. Parliamo allora di un racconto horror. Una storia d’amore tra due ragazzi ambientata ai giorni nostri non è di per sé fantasy, neanche se entrambi a un certo punto della storia incontrano una città abitata da elfi. Questo perché l’elemento fantastico non è determinante a meno che la storia stessa non si svolga tra le strade della città elfica. L’elemento fantastico deve allora essere determinante. Queste sono le regole generali, ovviamente presentate in modo schematico, ma non si discutono. Quando possiamo dire che un romanzo è anche un brutto libro? Beh, in definitiva non è tale se infrange questa o quella regola, ma quando non corrisponde alle regole tipiche dell’Estetica, disciplina di cui abbiamo già parlato. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Scrivere solo quello che si conosce&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;Oggi sono di moda il Fantasy e l’Urban Fantasy di solito associati a vampiri, demoni e mostriciattoli vari, specie qui da noi. E nel caso del Fantasy sono cavoli amari perché esso non consente a uno scrittore di toccare con mano un vero Elfo per capire la differenza con una persona normale. A differenza della SF dove, pur non esistendo cyborg alla &lt;em&gt;&lt;span style="color: #45818e;"&gt;Terminator&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; può però contare su studi più o meno accurati per raggiungere il proprio fine, il Fantasy rischia di far capitolare il lettore esperto facendolo incavolare come una bestia per aver speso 18 euro per un libraccio. Lo scrittore, allora, deve convincere chi legge che gli elfi esistono. Come fare? Calando gli Elfi in un mondo palpabile, tanto che il lettore lo possa accettare come Realtà. È allora necessario che l’autore sappia di cosa sta parlando. Per un Fantasy di solito si parte da un contesto medievale da cui trarre notizie, tecniche di guerra, tattiche militari, organizzazione sociale; tutti elementi che gli serviranno per costruire quel mondo fittizio che servirà a sua volta da sfondo per la storia vera e propria. Ecco perché la solita scusa italiota che recita “Ma è solo un Fantasy!” non vuol dire un’emerita cippa: la verosimiglianza è sempre fondamentale se poi vogliamo spacciare il nostro libro per un capolavoro e non per la solita serie di porcate (&lt;em&gt;Troisi&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Strazzulla&lt;/em&gt;, i romanzi sui pirati di &lt;em&gt;Evangelisti&lt;/em&gt;, ecc). &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-vYbsCr_rvl0/Tr5jLvtMnxI/AAAAAAAAAuk/ygbfaeYRMMs/s1600/AS2GSACCA46IAJVCAQJ4XCRCA6YMMLZCA6V7Z81CAE0M6HMCAG3AZ0ACAYFRV1QCAACCZ90CA4XP2MNCA3W7SPNCACICANACAH3EZ53CA78Z6GWCABE8XSCCA9CYKT9CAY0RYPWCAQF8SPOCAHQLCNUCA486Z2Q.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" nda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-vYbsCr_rvl0/Tr5jLvtMnxI/AAAAAAAAAuk/ygbfaeYRMMs/s1600/AS2GSACCA46IAJVCAQJ4XCRCA6YMMLZCA6V7Z81CAE0M6HMCAG3AZ0ACAYFRV1QCAACCZ90CA4XP2MNCA3W7SPNCACICANACAH3EZ53CA78Z6GWCABE8XSCCA9CYKT9CAY0RYPWCAQF8SPOCAHQLCNUCA486Z2Q.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Per creare Solomon Kane, Howard studiò Storia, Geografia e leggende &amp;nbsp;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;Il segreto è come sempre la documentazione. Vorrei ricordare qui tre esempi. &lt;em&gt;Tolkien,&lt;/em&gt; per scrivere&lt;span style="color: orange;"&gt; "Il Signore degli Anelli",&lt;/span&gt; studiò per anni le varie mitologie nordiche al fine di usarne anche i nomi per identificare gli abitanti dei suoi mondi di carta. Lo stesso lavoro era tipico di un altro grande, stavolta della SF, come fu il caso di &lt;span style="color: #38761d;"&gt;"Cadetti dello Spazio"&lt;/span&gt; di Robert Heinlein che lavorò per giorni alla soluzione di un’equazione importante per determinare la rotta di un’astronave, e questo per una sola frase del romanzo. Finendo con l’horror, cosa dire di Lovecraft, il quale, per &lt;span style="color: #134f5c;"&gt;"Le Montagne della Follia"&lt;/span&gt; ambientato in Antartide, studiò con attenzione progetti, organizzazione, scoperte delle più importanti spedizioni scientifiche che avessero studiato quella terra desolata? Ecco perché scrivere un vero romanzo è qualcosa di complesso per cui non basta rifare il verso ai soliti noti, ma serve talento, studio, dedizione, tempo e capacità. Ed ecco perché sono disgustato da quei cialtroni che si autodefiniscono Autori e che poi inventano storielline senza neanche documentarsi usando come scusa la definizione di Fantasy o di SF. Parliamoci chiaro: è anche una questione di rispetto verso il lettore che non deve pentirsi di aver speso 18 euro per un libro, ma d’altra parte nessuno, tranne certi editor italiani dalla faccia di bronzo, ha mai detto che scrivere a un certo livello sia facile e alla portata di tutti. Non è un mestiere semplice quello dello scrittore. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Cosa gettare via? &lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: orange;"&gt;Quando vogliamo scrivere una storia con questi criteri, la prima cosa da fare è economizzare per la semplice ragione che tutto ciò che allontana il lettore dalla storia non ha ragione di esistere. Parole, scene, personaggi e ogni altro elemento devono essere presenti solo se servono, non perché sono “aulici” o bellissimi. È questa la ragione di fondo per la quale si raccomanda l’uso parsimonioso di aggettivi e avverbi: il più delle volte sono inutili; ricordate che stiamo parlando di Narrativa di Genere non di Literay fiction e quindi frasi tipo. “Cadde violentemente!” sono degne di un principiante o, nel caso di uno Scrittore molto noto, di un imbecille della parola scritta (e della relativa ignoranza del suo editor, è ovvio). Cadere, grazie alla gravità, non è certamente una bella esperienza, specie se si cade da qualche metro di altezza, vi pare? Allora a che serve quel “violentemente!”? Provate a leggere un romanzaccio italico a caso e vedrete quanti avverbi troverete. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Scrivere con uno stile semplice &lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;Se raccontate una storia il lettore deve capire quel che narrate e quindi dovrete essere semplici ma attenzione: la semplicità fa parte del come, non della storia che dal canto suo non ha nessuna necessità di essere semplice. Da qui nasce la difficoltà perché può essere necessario affrontare argomenti complessi, ma non dev’essere una scusa per rendere complesso anche lo stile. Tra una prosa raffinata ma per pochi e un insegnante bravissimo che spiega ricorrendo a paroloni non c’è alcuna differenza: il Sapere dev’essere accessibile da tutti coloro che si rivolgono a esso. La narrativa di genere è popolare e lo scrittore di genere è felice che le sue storie siano apprezzabili sia dal professore sia dal bambino di dieci anni. Tra l’altro, detto tra noi, è facile scrivere raffinato, lo è di meno scrivere semplice. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-u9z4Ft8QUwE/Tr5oGykUKVI/AAAAAAAAAu0/vi9vzRnDlpw/s1600/A9YB4EYCAM8YP6MCA462NV9CAKY57D9CAGDLC2XCAS1303LCAKXK260CARKO7V8CA32IZZGCAWN1Q5ICAW4KNVQCAJBZVLDCAEM57FWCAJNPF0NCAGODCOBCAQOHXADCA96SNWDCAVKD74MCA0WHW68CAJNH5EH.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" nda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-u9z4Ft8QUwE/Tr5oGykUKVI/AAAAAAAAAu0/vi9vzRnDlpw/s1600/A9YB4EYCAM8YP6MCA462NV9CAKY57D9CAGDLC2XCAS1303LCAKXK260CARKO7V8CA32IZZGCAWN1Q5ICAW4KNVQCAJBZVLDCAEM57FWCAJNPF0NCAGODCOBCAQOHXADCA96SNWDCAVKD74MCA0WHW68CAJNH5EH.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Per "Nexius" ho studiato anche esseri preistorici&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;So di essere stato schematico, ma il mio intento con questo post era di presentarvi le regole principali dello scrivere bene, non di fare un manuale. Questo post serve in pratica per mostrarvi alcuni dei principi base che sto seguendo al momento per quanto riguarda la mia Seconda Generazione e per far capire che scrivere un romanzo o un racconto di qualità servono attenzione, talento, esperienza e precisione perché quella storia sia efficace, ovvero coinvolga chi la legge al punto giusto da non fargli rimpiangere di aver acquistato il nostro libro. Io scrivo per sublimare me stesso e il mio essere, ma ciò non significa che le regole debbano essere gettare ai pesci né che debba riconoscere come opere letterarie certe porcate presentate come il capolavoro del momento. I veri capolavori non sono i libri del momento: sono per sempre, concetto in antitesi con i vari casi letterari odierni. &lt;span style="color: #990000;"&gt;"Twilight"&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt; &lt;/span&gt;vi fa battere il cuore? Padronissimi di pensarlo, ma è una porcata, punto e basta. &lt;span style="color: #073763;"&gt;“1984”&lt;/span&gt; vi fa schifo? Come ho detto in passato, le regole esistono perché possiamo distinguere tra la merda e il diamante e storie come &lt;span style="color: #0c343d;"&gt;“1984”&lt;/span&gt; sono diamanti, su questo non si discute. Quando leggete una mia recensione sappiate che non è oro colato, ma una presentazione ponderata di un tizio che sulla parola scritta sputa sangue, sudore, follia e (spero) talento e competenza. Di conseguenza pretende, perché lo pretende da se stesso, che ciò che recensisce sia un libro valido, bello, efficace a prescindere da quante copie&amp;nbsp;abbia venduto, di come&amp;nbsp;sia ganza la copertina, gnocca la protagonista, se abbia vinto lo “Strega”, il “Campiello”, se la storia&amp;nbsp;sia amorale o buonista, grondi sangue o faccia leggere le nuove generazioni che ne dicono un gran bene. La Rete abbonda di siti che recensiscono questo o quel carciofo-lavoro del momento. Hanno motivo di esistere? Certamente. Qui, però, piccolo blog o sito della Madonna che sia, si parla cercando di fare chiarezza tra libri validi&amp;nbsp;e quelli da spiaggia, tra quelli carini e le&amp;nbsp;storielle trash&amp;nbsp;che sempre più spesso sono pubblicate. La qualità è il solo motivo dell’esistenza di &lt;span style="color: #783f04;"&gt;“Gabbiani delle Stelle”.&lt;/span&gt; Capire e far capire a chi mi segue se i libri di cui parliamo sono degni di essere chiamati opere letterarie o&amp;nbsp;sono pubblicati solo per far cassa. Parlo di questo a chi vuole ascoltare, fan o semplice visitatore&amp;nbsp;con un cervello per pensare e la passione per i bei libri, quelli che si scrivono anche oggi, quelli validi ed efficaci. Tutti gli altri possono tranquillamente andare altrove. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Massimo Valentini&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6181716668513333344-5811143484908188492?l=gabbianidellestelle.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/feeds/5811143484908188492/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/11/s-alve-ragazzi.html#comment-form' title='100 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/5811143484908188492'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/5811143484908188492'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/11/s-alve-ragazzi.html' title='Narrativa Fantastica: vediamoci chiaro'/><author><name>Massimo Valentini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04403346764833301763</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://1.bp.blogspot.com/-uikOmdYS8L0/TtZ3AZav47I/AAAAAAAAAxw/7UbyvWuZ6j4/s220/DSCN0153.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-crrfvoyf820/Tr5iiRwGF7I/AAAAAAAAAuc/_ZI_GVBPgc8/s72-c/kane1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>100</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6181716668513333344.post-3731346984651708404</id><published>2011-11-07T15:26:00.013+01:00</published><updated>2012-01-01T11:51:31.177+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scrivere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I miei libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New Weird'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Heroic Fantasy'/><title type='text'>I miei nuovi romanzi</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-yam4bZaQ8zo/Trfthu7rS_I/AAAAAAAAAuE/RynIHehk6RY/s1600/fantasy_woman_playing_harp_Wallpaper_cgtro.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="285" ida="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-yam4bZaQ8zo/Trfthu7rS_I/AAAAAAAAAuE/RynIHehk6RY/s400/fantasy_woman_playing_harp_Wallpaper_cgtro.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Amici e amiche, oggi desidero informarvi di alcune novità e, perché no? anche indiscrezioni sulla mia attuale produzione letteraria. Come sapete in questi mesi, oltre alla stesura del Saggio sono stato impegnato con quella del terzo romanzo della mia nuova generazione il cui titolo provvisorio è&lt;span style="color: #20124d;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #b45f06;"&gt;“Sensum”.&lt;/span&gt; Si tratta di un romanzo complesso che parte da&lt;span style="color: blue;"&gt; “Primus”&lt;/span&gt; ma che, in realtà, evidenzia una differenza significativa sia dell’ambientazione che dei protagonisti. All’inizio ero ingenuamente persuaso che potessi scriverlo in un anno e mezzo anche considerando l’intrinseca complessità della storia stessa,&amp;nbsp;ma ciò non ha fatto i conti con le diverse evoluzioni della trama. In effetti, credo proprio che potrebbe&amp;nbsp;essere l'ultimo della serie dei quattro libri. Questa Seconda Generazione è davvero complessa perchè tutti e quattro i libri&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt; sono/saranno diversissimi tra loro sia come stile che come genere. Se &lt;span style="color: blue;"&gt;“Primus, l’uomo che sognava di vivere”&lt;/span&gt; (al momento in valutazione) potrebbe essere etichettato come New Weird distopico (ma con alcuni elementi tipici della Bizzarro Fiction) &lt;span style="color: #b45f06;"&gt;“Sensum”&lt;/span&gt; presenta caratteristiche Noir, SF; Fantasy, Weird contemporaneamente sia come ambientazione che come storia. &amp;nbsp;Quasi quasi ricordo con affetto i tempi in cui scrivevo solo racconti. &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;La Seconda Generazione:&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;Lasciate che vi rinfreschi la memoria sui quattro romanzi:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;1... &lt;span style="color: purple;"&gt;"I Segugi di Newton"&lt;/span&gt; &lt;span style="color: #660000;"&gt;(SF Soft, 383 p naked, 450/500 una volta pubblicato, finito e inedito. Al momento&amp;nbsp;MAI PROPOSTO)&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;2... &lt;span style="color: #741b47;"&gt;&lt;span style="color: #134f5c;"&gt;"Primus, l'uomo che sognava di vivere"&lt;/span&gt; (&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt; New Weird/Distopico/Bizzarro Fiction, 283 p naked, 350 una volta pubblicato, inedito, in corso di valutazione.)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;3... &lt;span style="color: #b45f06;"&gt;"Sensum"&lt;/span&gt; &lt;span style="color: #660000;"&gt;( Genere: ?, Al momento studio di atmosfera, pag 121, inedito&lt;/span&gt;)&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;4...&lt;span style="color: #274e13;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;"Nexius"&lt;/span&gt; &lt;span style="color: #660000;"&gt;(Genere Heroic Fantasy/SF, nuovo)&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;“Sensum”&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #0c343d;"&gt;La stesura di questo romanzo è arrivata fino a pagina 121. A dire la verità ha beneficiato di due stesure di cui una preliminare e la seconda indicativa dell’aspetto definitivo. Sono state necessarie molte ricerche e un complesso lavoro di catalogazione per affinare una trama che presentasse un certo grado di innovazione. L’idea centrale è filosofica (come già quella di "&lt;span style="color: blue;"&gt;Primus"&lt;/span&gt;) ma è stata affrontata a vari livelli perché le possibili interpretazione di questo testo sono davvero tante. Nonostante la sua notevole complessità il romanzo doveva presentare un’estrema scorrevolezza; A livello tecnico credo di esserci riuscito. A livello empatico, e con questo intendo il grado di soddisfazione di un ipotetico lettore, vedremo, anche perché niente di questo libro è mai arrivato agli occhi di nessuna ragazza del comitato, come poi è mia abitudine per i libri in itinere. Ho deciso di terminare il capitolo sesto e lasciare aperto il romanzo per non rischiare di rendere un cattivo servizio alla trama che si è rivelata delicata. Al momento è uno studio di atmosfera, un testo altamente sperimentale e per ragioni molto valide. Da un lato desidero che sia ancora più efficace di &lt;span style="color: #783f04;"&gt;"Primus",&lt;/span&gt; dall'altro la trama è talmente avanzata da richiedere uno stile decisamente nuovo.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #0c343d;"&gt; Serve quindi un altro lavoro che possa far evolvere dolcemente il mio stile con una trama più semplice a livello di concetto.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #0c343d;"&gt;&amp;nbsp;E considerato che la dolce Althaira è una musa capricciosa, ho deciso di fare come vuole lei. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #0c343d;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Lxg0wXaTaYg/TrftunUh80I/AAAAAAAAAuM/tJWbo6vRTMI/s1600/AEA8PGJCALLU1RKCAUW183DCA7EFKUVCASSIH4LCACXY450CASH1TC0CAVAEN0TCA5D8GVGCAR93T2FCACD6EWFCATF8QZHCAXEO4PFCAGPQ3CHCA0MZVUQCAMG2THACAIH3HGNCA3B5F0MCAENMT5YCAIXRIZ5.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" ida="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-Lxg0wXaTaYg/TrftunUh80I/AAAAAAAAAuM/tJWbo6vRTMI/s1600/AEA8PGJCALLU1RKCAUW183DCA7EFKUVCASSIH4LCACXY450CASH1TC0CAVAEN0TCA5D8GVGCAR93T2FCACD6EWFCATF8QZHCAXEO4PFCAGPQ3CHCA0MZVUQCAMG2THACAIH3HGNCA3B5F0MCAENMT5YCAIXRIZ5.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Il vero Heroic Fantasy &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Nexius&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: orange;"&gt;“Nexius”&lt;/span&gt; &lt;span style="color: #4c1130;"&gt;è il titolo del famoso romanzo &lt;em&gt;&lt;span style="color: #7f6000;"&gt;“Quattro”&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; di cui finora sono esistite poche pagine scritte a mano. Come già vi dissi diversi millenni fa, sarà il mio primo Heroic Fantasy degno di questo nome se escludiamo quella gothic novel che è &lt;span style="color: #274e13;"&gt;“Il Cigno”,&lt;/span&gt; ma caratterizzato da un fine più ambizioso; fare da laboratorio creativo per lo stile di &lt;span style="color: blue;"&gt;"Sensum"&lt;/span&gt; e allo stesso tempo essere un romanzo indipendente.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #4c1130;"&gt;&amp;nbsp;Pertanto non dovrà essere noioso, astruso, e autobiografico ma efficace come una lama affilata. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #4c1130;"&gt;Attenzione: non sarà il solito Heroic Fantasy alla Tolkien, ma qualcosa di nuovo con soluzioni, storia, personaggi e&amp;nbsp;stile assai diversi da quelli scadenti di oggi. Quindi niente &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #4c1130;"&gt;elfi, streghe, druidi, ninfe, sirene, arpie, lamie, fatine, draghi, cavalieri e soavi principesse. Per delineare al meglio gli esseri che serviranno da “fauna” ho dovuto ricorrere alla CGI mentre per il protagonista&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #4c1130;"&gt; ho fatto molta attenzione a caratterizzarlo in modo credibile (Heroic Fantasy o meno, un romanzo deve fare della credibilità la sua arma principale, altrimenti il principio della sospensione dell'incredulità va a farsi benedire...) &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #4c1130;"&gt;Quello che mi serviva è un protagonista che potrebbe davvero esistere nella realtà: fantasy non significa favoletta per bambini, mai! &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #4c1130;"&gt;Lo stile è potente, rapido ed efficace. Per far questo, &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #4c1130;"&gt;il &lt;a href="http://fantasy.gamberi.org/2010/11/18/manuali-3-mostrare/"&gt;mostrare&lt;/a&gt; è preferito&amp;nbsp;al raccontare. &lt;span style="color: orange;"&gt;“Nexius”&lt;/span&gt; sarà dunque un romanzo&amp;nbsp;con personaggi credibili che si trovano a vivere in un mondo che per diversi aspetti ricorda quelli della &lt;em&gt;Le Guin&lt;/em&gt; e di &lt;em&gt;Robert E. Howard&lt;/em&gt; ma facente comunque parte del presente. Per far questo ho passato al setaccio e&amp;nbsp;fatto a pezzi (letteralmente) qualcosa come 149 romanzi di qualità. Di questi solo uno era italiano: &lt;span style="color: #20124d;"&gt;"Stella di Gondwana",&lt;/span&gt; di Gianluigi Zuddas. Questo lavoraccio è&amp;nbsp;costato circa sei mesi (spesso di notte...) Se vuoi scrivere qualcosa di veramente valido, se vuoi provarci seriamente, leggere tutto quello che ti capita a tiro senza badare alla qualità è una perdita di tempo: devi leggere il meglio. Solo in questo modo potrai capire se le tue idee funzionano e&amp;nbsp;se sono innovative. Se ti accorgi che altri hanno già scritto di certe cose sei in tempo a scrivere in modo diverso. La storia deve sempre essere innovativa e non una copia di mille altri racconti. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #4c1130;"&gt;Il materiale finora esistente è stato da me trasferito dalla carta (i miei appunti preliminari sono &lt;em&gt;sempre&lt;/em&gt; su carta) al pc e rivisto. Gli esseri principali, &lt;em&gt;Shapo&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Felini&lt;/em&gt;, sono stati studiati con programmi di animazione&amp;nbsp;al computer&amp;nbsp;per stabilirne sistema muscolare e capacità.&lt;span style="color: orange;"&gt; "Nexius"&lt;/span&gt; presenta una spada come arma principale del protagonista, è vero, ma non è la tipica spada magica di Luce o di Tenebra che sia. E&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #4c1130;"&gt; neanche quella Laser alla Star Wars. Si tratta di un'arma elegante, da usare seguendo un codice di combattimento che ho delineato con attenzione. Niente dev'essere lasciato al caso: ecco il bello di un romanzo del genere.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Tog_6aYEekE/Trft3i86DpI/AAAAAAAAAuU/YpKbto6UpKo/s1600/maelmadocmed.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" ida="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-Tog_6aYEekE/Trft3i86DpI/AAAAAAAAAuU/YpKbto6UpKo/s320/maelmadocmed.jpg" width="193" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Eroi gnokki per un Fantasy sono da scartare. Niente favole, prego!&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;&amp;nbsp;Codici di Combattimento&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;Tutti i personaggi di &lt;span style="color: orange;"&gt;“Nexius”&lt;/span&gt; sono stati tratteggiati con precisione. Ciascuno di essi presenta il proprio carattere, il proprio modo di esprimersi, la propria&amp;nbsp;anima. Ho &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;studiato la teoria delle arti marziali coreane e cinesi raffrontandole con la caratteristica filosofia tibetana. Queste nozioni le ho usate come base per evolvere una tecnica fondata sia sulla meditazione che sul combattimento, necessaria per usare al meglio la bellissima arma del protagonista. E' stato inoltre necessario stilare schizzi preparatori a mano libera di armi e posizioni di assalto e difesa.&amp;nbsp;Questo&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;&amp;nbsp;sarà il&amp;nbsp;libro della Rabbia, dell’Odio, della Guerra, della Tristezza e della Vendetta. Qui il politically correct non esiste ma è stato&amp;nbsp;sostituito dal sangue, dalla carne e dalle emozioni realistiche. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-TfPSMrYAsUs/TrftQK25sjI/AAAAAAAAAt0/m84m2yyDG3o/s1600/lens1520478_1315845993Fantasy_Art_of_Exotic_Wom.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" ida="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-TfPSMrYAsUs/TrftQK25sjI/AAAAAAAAAt0/m84m2yyDG3o/s320/lens1520478_1315845993Fantasy_Art_of_Exotic_Wom.jpg" width="244" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Fanciulle indifese e abili guerriere? No, ragazzi, noi vogliamo Fantasy, mica Collodi!&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Un romanzo che non è fine a se stesso&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #134f5c;"&gt;La prima stesura ufficiale è iniziata in questi giorni. Al momento le prime pagine sono 14 e vi assicuro che sono molto efficaci. Se le cose andranno come spero è possibile che potrei scrivere, almeno in certi periodi, sia questo che &lt;span style="color: orange;"&gt;“Sensum”&lt;/span&gt; contemporaneamente. Ricordate che questo nuovo libro servirà da modello per quelle soluzioni valide per delineare&amp;nbsp;l’altro, ma questo non vuol dire che sarà un testo di transizione: sarà invece un romanzo reale. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #134f5c;"&gt;Non posso dirvi altro, per ora, ma come al solito vi aggiornerò man mano che sarà necessario. Col prossimo post ho intenzione di delineare alcune semplici regole e risultati che ho seguito per scrivere questi libri. Spero in tal modo di farvi capire cosa si intenda con i vari generi di narrativa (che con questi romanzi sto cercando di aggirare…) e quali caratteristiche sono realmente efficaci perché una storia valga la composizione e, non ultimo, il prezzo di vendita. Perché uno scrittore deve sempre cercare di scrivere al meglio per soddisfare&amp;nbsp;sia se stesso sia chi decide di&amp;nbsp;acquistare il suo romanzo. Una questione di fiducia e soddisfazione... &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Massimo Valentini &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6181716668513333344-3731346984651708404?l=gabbianidellestelle.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/feeds/3731346984651708404/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/11/amici-e-amiche-torno-di-nuovo-scrivere.html#comment-form' title='93 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/3731346984651708404'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/3731346984651708404'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/11/amici-e-amiche-torno-di-nuovo-scrivere.html' title='I miei nuovi romanzi'/><author><name>Massimo Valentini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04403346764833301763</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://1.bp.blogspot.com/-uikOmdYS8L0/TtZ3AZav47I/AAAAAAAAAxw/7UbyvWuZ6j4/s220/DSCN0153.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-yam4bZaQ8zo/Trfthu7rS_I/AAAAAAAAAuE/RynIHehk6RY/s72-c/fantasy_woman_playing_harp_Wallpaper_cgtro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>93</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6181716668513333344.post-3921679029258732767</id><published>2011-10-29T01:03:00.009+02:00</published><updated>2011-12-21T01:50:49.885+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scrivere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casi editoriali'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni'/><title type='text'>Il caso editoriale</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-TdWwmENGsTE/Tqs094jPH7I/AAAAAAAAAso/kNEK2H5O9Qk/s1600/snoopy0.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="342" ida="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-TdWwmENGsTE/Tqs094jPH7I/AAAAAAAAAso/kNEK2H5O9Qk/s400/snoopy0.png" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;strong&gt;Bentornati! Oggi parleremo dei casi editoriali, quelle evanescenti etichette che spesso sono caratteristiche di vari libri del momento e che appaiono sinonimo di qualità letteraria più di ogni altra cosa. Tra le vostre recenti osservazioni alcuni di voi mi hanno chiesto cosa ne penso di queste cose, se i vari "casi" sono realistici avanzando anche qualche titolo e qualche nome. No, ragazzi, non posso pubblicare i titoli che mi avete accennato per ovvie ragioni, posso però darvi qualche indizio e, con la scusa, illustrarvi anche il mio pensiero. &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Raramente un caso editoriale è sinonimo di qualità di un libro. Più spesso di quanto si creda è vero il contrario. Abbiamo già visto che il best seller identifica un libro a vastissima diffusione ma se questo sia o meno di qualità è tutta un’altra faccenda. Best Seller e Caso Editoriale, però, sono definizioni che vanno a braccetto ed è bene illustrare cosa si intenda con&amp;nbsp; tali definizioni. Un tempo&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;un qualsiasi romanzo di successo di Verne poteva essere visto come il libro-rivelazione&amp;nbsp;ma oggi&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;più&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;che un vero Libro il&amp;nbsp;best seller, o caso editoriale, &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;è un bene di consumo come le arance cresciute con pesticidi e i polli allevati ad antibiotici. E qui si apre la solita&amp;nbsp; d&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;iscussione su cosa sia grande narrativa e cosa un semplice bene di consumo. Qual è la linea di confine? Inutile chiedere a chi si nutre solo di best seller e poco altro e neanche chiedere ai critici. Molta parte della cosiddetta “fascia alta intellettuale”, almeno qui da noi, sembra preoccupata più dalla propria immagine pubblica che dal valore della vera narrativa.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-qTXRaSk6sm0/Tqs1b2t9QII/AAAAAAAAAsw/xsegf8TTMSw/s1600/DSCN0313.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="240" ida="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-qTXRaSk6sm0/Tqs1b2t9QII/AAAAAAAAAsw/xsegf8TTMSw/s320/DSCN0313.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: #20124d;"&gt;Il coniglietto Ciuffolo ama solo i bei romanzi, non certo i libri da spiaggia!&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;strong&gt;Di certo sappiamo che proprio perché beni di consumo, i best seller sono progettati a tavolino da esperti di marketing, anche se sulla base di una buona idea di un autore. La fase successiva è il lavoro di tanti ghost writers e infine, quando il prodotto è pronto, ne viene fatta un’asta planetaria per la vendita dei diritti. Essendo uno scrittore e non uno specialista del marketing, non conosco tutti i casi del genere ma ne conosco comunque alcuni, che però sono letteralmente sotto gli occhi di tutti, e che NON vi rivelerò. Si tratta di libri scritti da sconosciuti gost writers ma con il nome dell’Autore di grido, che magari fa anche il figo in tv vantandosi che il proprio libro ha venduto tot milioni di copie…. Pur sapendo che il libro che porta il suo nome è stato scritto da un altro o quanto meno la sua versione era assolutamente deprecabile, necessitando quindi di una vera e propria ricomposizione. Ad ogni modo, dato che il progetto, sotto il profilo marketing è ben fatto ecco che il costo dei diritti sale a cifre a sei zeri. Ed ecco perché quando si parla di libri arci noti non conta la qualità oggettiva. Primo perché sono prodotti di consumo progettati a tavolino, non importa se di autori esordienti o meno, secondo perché il più delle volte neanche li hanno scritti loro. Dal punto di vista dell’azienda, quando si spendono cifre da capogiro per i diritti si deve fare una sola cosa: vendere centinaia di migliaia di copie, altrimenti si fallisce. &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #4c1130;"&gt;Come si vende? Recensendolo in tv in prima serata o comunque su trasmissioni specializzate in propaganda libraria, facendolo recensire sui principali quotidiani etc. etc. Si tratta di una “normale” campagna di vendita come il marketing sul farmaco per le rughe pubblicizzato da spot dove si vedono spesso eccitanti (e inesistenti) sexy dottoresse che reclamizzano quella marca di prodotto, quell’assorbente, quel dentifricio, quella schiuma da barba: no difference. &lt;/span&gt;Va detto anche che l’alto costo delle recensioni televisive è un potente strumento per diffondere il finto verbo della pseudo narrativa nelle case, perché se un personaggio di grido partecipa a una trasmissione tv chiede gli eurozzi, ma se il responsabile presenta il suo libro ci va gratis. &lt;span style="color: purple;"&gt;Il risultato di questo andazzo è che di risorse economiche e spazio sulle librerie per altri Autori, che magari tentano di scrivere bene, non ce n’è più.&lt;/span&gt; E guardate che fatti i debiti raffronti, anche i titoli di tantissime major hanno i giorni contati (generalmente non più di sei mesi se il libro cessa di vendere). Per quanto mi riguarda io sono uno scrittore poco noto perché la mia casa Editrice è piccolina e fa quel che può per la diffusione dei miei e dei libri di altri Autori, eppure son fortunato lo stesso: ho pubblicato cinque libri di cui ben quattro sono antologie di racconti. Di norma, in Italia, i racconti non hanno mercato (altra cosa becera e per la quale la Repubblica delle Banane è sola soletta a livello mondiale). Non solo: non ho mai pagato per pubblicare e posso anche rifiutare i contratti che considero svantaggiosi come ho fatto di recente rischiando così che il testo resti inedito a vita. (tranquilli, al momento &lt;span style="color: #0c343d;"&gt;“Primus”&lt;/span&gt; è in valutazione altrove!) Ma quanti ce ne sono là fuori che non sono neppure pubblicati per colpa della non-narrativa e di un sistema ipocrita quale quello moderno? Conosciamo tutti il teorema economico che recita come la cattiva moneta scaccia quella buona, ma questo vale anche per l’arte narrativa, cinematografica, ecc. &lt;span style="color: #274e13;"&gt;La non-narrativa, la non-cinematografia scaccia quella buona e il gusto del pubblico si adegua al livello più basso perché manca delle competenze tecniche, artistiche, stilistiche per distinguere la qualità dal trash. La sola cosa che possiamo fare è di non comprare mai, a prescindere, quel libro presentato in tv in una trasmissione specializzata sui libri, a costo di sbagliare, ma scegliere i nostri libri seguendo maggiormente Case Editrici di medio/piccolo livello (per diminuire i rischi di trovare libri scadenti) o titoli di Autori classici o già da tempo osannati dalla Critica internazionale piuttosto che da certa pseudo critica nostrana. Solo in questo modo potremo difendere la nostra libertà di pensiero da una società che troppi definiscono no global quando invece ha globalizzato anche i cervelli.&lt;/span&gt; Un esempio pratico. Tanto per restare in tema di alcuni vostri commenti, il libretto di finte memorie erotiche della ragazzina zoccola potrei anche trovarlo divertente se è scritto bene. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;strong&gt;Ma un romanzo che pretenda di essere filosofico, caratterizzato da concetti intelligenti, se è scritto con i piedi o palesemente plagiato da altri e più meritevoli Autori è da disprezzare. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-28ZN9KjnpQ0/Tqs5HNjLjMI/AAAAAAAAAtA/QCYKyLwMGJ0/s1600/Snoopy_dark%2526stormy.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" ida="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-28ZN9KjnpQ0/Tqs5HNjLjMI/AAAAAAAAAtA/QCYKyLwMGJ0/s1600/Snoopy_dark%2526stormy.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Un caso editoriale non è sempre nuovo come appare...&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;strong&gt;E non importa se è anche un best seller: sempre trash è. Anzi è anche più disgustosa perché è una vera e propria truffa verso il lettore. Pretende cioè di spacciare riflessioni valide quando invece è solo un’accozzaglia di luoghi comuni, magari divulgato ad hoc da certa stampa compiacente che non fa altro che distribuire comunicati stampa presentati come recensioni. Ma se uno scrittore è anche un vero&amp;nbsp;romanziere allora il suo stile è reso efficace da almeno &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;strong&gt;2000 anni di retorica. Se&amp;nbsp;scrive porcate è un imbecille e come tale&amp;nbsp;dimenticabile. Per capire questo concetto non serve essere critici d’alta scuola, ma essere amanti dei libri, tanti, tanti, tanti libri di qualità. Se invece leggerà le solite puttanate che vanno di moda e poco altro non avrà gli strumenti per capire né la narrativa degli ultimi secoli né il concetto di libertà di espressione che consente ai più grandi di scrivere &lt;span style="color: blue;"&gt;“Un giorno di Ordinaria follia”&lt;/span&gt; dove sesso e perversioni abbondano, o &lt;span style="color: #660000;"&gt;“Labirinto di Morte” &lt;/span&gt;dove praticamente esiste un’ode all’uso di LSD, o&lt;span style="color: #660000;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;“Solaris”&lt;/span&gt; dove lo Scrittore Vero, una razza rara e non certo comune come sbandierata da questo o quello scranno di sedicenti letterati, discute con se stesso e il suo pubblico di cosa è l’essere umano. Questa è la vera Arte capace di essere autentica e sana al di là di mode, discussioncelle televisive moralistiche e libretti vincitori di premi discussi a tavolino. Perché il vero romanzo, la vera arte scritta, è opera di pochi che scrivono per molti. E proprio l’Arte è la sola espressione creativa umana che vanta un candore innato anche se parla di merda, sangue e paranoie viste come metafore della vita. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Massimo Valentini &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6181716668513333344-3921679029258732767?l=gabbianidellestelle.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/feeds/3921679029258732767/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/10/il-caso-editoriale.html#comment-form' title='112 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/3921679029258732767'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/3921679029258732767'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/10/il-caso-editoriale.html' title='Il caso editoriale'/><author><name>Massimo Valentini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04403346764833301763</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://1.bp.blogspot.com/-uikOmdYS8L0/TtZ3AZav47I/AAAAAAAAAxw/7UbyvWuZ6j4/s220/DSCN0153.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-TdWwmENGsTE/Tqs094jPH7I/AAAAAAAAAso/kNEK2H5O9Qk/s72-c/snoopy0.png' height='72' width='72'/><thr:total>112</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6181716668513333344.post-7729226902794168804</id><published>2011-10-24T12:15:00.003+02:00</published><updated>2011-12-27T01:21:57.545+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scrivere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni'/><title type='text'>Romanzi veri, libri fantasma e opinioni letterarie</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-06zEYYWbV9c/TqH7DOvdetI/AAAAAAAAAsY/NJ9OkiLA0uQ/s1600/29131_121159564573236_119754151380444_184644_326216_n.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" rda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-06zEYYWbV9c/TqH7DOvdetI/AAAAAAAAAsY/NJ9OkiLA0uQ/s400/29131_121159564573236_119754151380444_184644_326216_n.jpg" width="307" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #20124d;"&gt;Accade di frequente che molti di voi chiedano la mia opinione sui meccanismi editoriali che regolano il successo, o il mancato successo di un libro in Italia, sui best seller, sulla reale importanza dei premi letterari (che tante polemiche hanno scatenato, tra voi, sul post relativo alla recensione di &lt;span style="color: #274e13;"&gt;“Acciaio"&lt;/span&gt;) sul reale valore dei libri pubblicati e sulle differenze tra romanzi di buona qualità&amp;nbsp;e casi editoriali costruiti ad arte.&amp;nbsp;A volte&amp;nbsp;si legge in giro che il sistema editoriale italiano è scadente oppure, al contrario, che solo le Case Editrici non a pagamento siano foriere di romanzi validi. Come spesso capita la verità è diversa da queste semplicistiche affermazioni ma è anche vero che la nostra è la società dell'apparire, della non-sostanza, e che quindi da più parti i libri sono visti come prodotti e non come elementi di pensiero che lo scrittore vorrebbe condividere con il suo pubblico. Questo fenomeno si deve a una varietà di motivi, dalle istituzioni al sistema scolastico, dai fenomeni mediatici al desiderio ormai di larga parte della popolazione di vivere un effimero reality. C&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #20124d;"&gt;he però&amp;nbsp;il panorama editoriale italiano sia oggi&amp;nbsp;caratterizzato da elefantiasi quanto a numero di libri pubblicati ogni anno (circa 65.000!) gran parte dei quali si rivelano sterili operazioni commerciali corrisponde a verità.&amp;nbsp;Sempre più spesso sembra evidente che ciò che più conti sia quel che si dice intorno al libro del momento e non il libro stesso. Esempio eclatante di questo atteggiamento&amp;nbsp;è il caso di tale&amp;nbsp;Manuele Madalon,&amp;nbsp; il cui romanzo d'esordio alla recentissima Fiera del Libro di Torino &amp;nbsp;ha riscosso i consensi di esponenti di spicco della società erudita italiana. Peccato che non esista nè il libro né lo stesso Madalon, frutto di una geniale idea di un gruppo di&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&amp;nbsp;studenti di Ingegneria del Cinema del Politecnico di Torino; Gabriele Madala, travestitosi dei panni del giovane scrittore da milioni di copie vendute Manuele Madalon, appunto, si è presentato a diversi&amp;nbsp; intellettuali italiani ringraziandoli uno a uno per aver letto il suo libro e chiedendo di volta in volta consigli. Guardate il &lt;a href="http://www.pianetaebook.com/2011/05/la-storia-piu-divertente-del-salone-del-libro-la-madalonizzazione-6684"&gt;video &lt;/a&gt;e... tremate!&amp;nbsp;E personaggi come la Dandini, Sgarbi, Faletti, Fassino e&amp;nbsp;non solo, hanno dato al giovane e inesistente Autore consigli e dotti pareri sul suo fantasmatico libro. Cosa si evince da tutto questo? Che quando leggiamo la recensione del caso editoriale del momento quersta potrebbe essere scritta da una persona che quel libro non lo ha mai neanche sfogliato, per quanto di spicco possa essere la sua notorietà mediatica.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #20124d;"&gt;La &lt;em&gt;madalonizzazione&lt;/em&gt;, come è stata ribattezzata dal tam tam di internet, è l'ultimo esempio di quella pletora di libri osannati da certa critica, le cui fascette riportano splendidamente i&amp;nbsp;&amp;nbsp;milioni di copie vendute (anche queste&amp;nbsp;non&amp;nbsp;sempre reali, come si legge tra le righe di una famosa&lt;a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/06/fazi-melissa-p-una-bugiarda/85104/"&gt; intervista a Elido Fazi&lt;/a&gt; su&lt;span style="color: #783f04;"&gt; "Cento colpi di spazzole prima di andare a dormire"&lt;/span&gt;&amp;nbsp;). Un'altra delle leggende metropolitane che leggo spesso riguarda la differenza qualitativa tra i libri editi da C.E. a pagamento e quelli pubblicati non a pagamento. Chi scrive, e voi lo sapete bene, è contrario alle realtà editoriali a pagamento&amp;nbsp;sia per la generica scarsa qualità dei&amp;nbsp;loro libri&amp;nbsp;sia perchè tale politica&amp;nbsp;aiuta quella evitabile malattia nota come vanity press.&amp;nbsp;&amp;nbsp;No,onostante ciò esistono C.E. a pagamento che svolgono comunque un ottimo lavoro&amp;nbsp;così come&amp;nbsp;molti titoli pubblicati oggi da tante Big &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #20124d;"&gt;sono decisamente scadenti. Come altrimenti definire i tantissimi romanzi che appaiono scritti coi piedi e di cui queste pagine hanno spesso presentato recensioni?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&amp;nbsp;Anche così è comunque preferibile non pagare mai per pubblicare: paghereste per lavorare? No? Allora non vedo per quale motivo uno scrittore debba pagare per vedere il proprio libro pubblicato.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&amp;nbsp;Inutile sparare a zero, però; il mondo è cambiato e gli editor si sono moltiplicati seguendo il mercato. Questo significa che il vecchio detto &lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;non è tutto oro quello che luccica&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; è quanto mai degno di grande considerazione. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Le opinioni sui libri: quanto valgono&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;strong&gt;Uno degli aspetti più curiosi delle discussioni intorno alla narrativa è l’importanza, anche negativa, che hanno le opinioni rispetto ai fatti. Capita che si riesca a fare appello ai fatti più che alle parole gettate al vento ma non è la regola; sono invece le opinioni che fanno la parte del leone, e non è una parte sempre utile. Affermare che ci piace uno dei tanti cinepanettoni e dire che ci fa schifo &lt;span style="color: #20124d;"&gt;“2001 Odissea nello spazio”&lt;/span&gt; è un’opinione valida tanto quanto quella contraria. Per sua stessa essenza, l’opinione non è un fatto ma un qualcosa che riguarda solo chi la disquisisce, quindi non è la verità universale. Esistono delle regole che sono superiori alle opinioni e che vanno seguite altrimenti si ha a che fare con robaccia spacciata per arte e arte spacciata per robaccia, come del resto oggi accade spesso! Chi lo dice che il capolavoro di Kubrick è, appunto, un capolavoro e il cinepanettone del momento una merdaccia? Non certo le opinioni ma regole cristallizzate dall’Estetica (&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Estetica"&gt;qui&lt;/a&gt;, la definizione di Wikipedia) non si discutono perché sono queste che definiscono cosa sia un’opera d’arte e cosa&amp;nbsp;no. E’ l’Estetica, insomma, che definisce &lt;span style="color: #0c343d;"&gt;“Ubik”&lt;/span&gt; un capolavoro ed è sempre l’Estetica che definisce &lt;span style="color: #20124d;"&gt;“Cento colpi di spazzola”&lt;/span&gt; una schifezza. Ciò non toglie che io stesso possa divertirmi più con un romanzetto da quattro soldi che con&lt;span style="color: #4c1130;"&gt; “Guerra e Pace”&lt;/span&gt; e giudicare quest’ultimo noioso. E’ questo il meccanismo cardine del bestseller che non identifica, come tanta gente pensa, Il Romanzo Capolavoro, ma un romanzo che, grazie a una certa scorrevolezza, marketing e a una trama abbastanza scontata può piacere a una larga fascia di pubblico venda di più. Il bestseller, insomma, non è quasi mai Arte: è quel che si chiama &lt;em&gt;libro da spiaggia&lt;/em&gt;, ossia un libro leggero, che non serve per far riflettere ma&amp;nbsp;a divertire. Ecco perché moltissimi Autori noti sfornano romanzi molto simili uno all’altro: perché squadra vincente non si cambia e dal punto di vista dell’azienda/editore non si tende a pubblicare roba magari di qualità eccelsa ma potenzialmente noiosa perché potrebbe vedere calate le rendite. Di più, senza il profitto neanche l’Arte potrebbe essere conosciuta. La scelta migliore è sempre la solita, in media stat virtus, la qualità sta nel mezzo. Esistono molti Editori che fanno davvero della qualità una bandiera ma anche loro, proprio perché esseri umani, a volte possono sbagliare. Ad ogni modo, il bestseller ha una sua precisa ragion d’essere commerciale. Per esempio, io mi diverto moltissimo con i best seller, ma se voglio leggere roba di qualità mi rivolgo ai Romanzi di un certo tipo. Categoria a parte, e decisamente squallida sia rispetto&amp;nbsp; ai romanzi nudi e crudi che ai best seller, è invece quella selva di prodotti editoriali che vanno per la maggiore al giorno d’oggi. Mi spiace ma biografie di vip, calciatori, veline, romanzetti di vallette e cazzatelle varie come i falsissimi romanzi/verità sono trash. Possono essere best seller, questo sì, ma non potranno mai essere Opere. Come giudicare dunque le opinioni? Per quanto mi riguarda, io ho un occhio verso le opinioni motivate però, se le basi del ragionamento delle stesse non sono fatti, tali opinioni non hanno valore. Per questo motivo più spesso di quanto non vorrei sono solito fare affidamento &lt;em&gt;sull’autorità di chi ha espresso un’opinione&lt;/em&gt;. Per quanto riguarda la narrativa è fuor di dubbio che i soli che possiedano autorità sono coloro che sanno scrivere e conoscono le regole dello scrivere bene. Ricordate che tutti i grandi scrittori seguono le regole e che solo i grandissimi possono beffare le regole stesse scrivendone di nuove. Ma i grandissimi son pochi, ragazzi miei. Molto, molto pochi. Anche perché ciò che conta, alla fine, non sono né le lauree né l’esperienza. Se scrivi romanzetti&amp;nbsp;tipo&lt;span style="color: #660000;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #45818e;"&gt;“Amore 14”&lt;/span&gt; o&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="color: purple;"&gt;"Tre"&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;è verosimile pensare che più di questo tu non sappia scrivere e la sola cosa che conta, nella narrativa ma anche in qualsiasi altra forma d’arte, è ciò che sai fare. Si possono avere idee magnifiche riguardo la narrativa, ma per comprovare che siano tali, si deve mostrare che partendo da quelle idee si è scritto qualcosa di notevole. Per esempio, io posso anche pensare che la Biologia e l’Astronomia sono scemenze (opinione) ma gli antibiotici e la scoperta di pianeti extrasolari dimostrano che partendo da quelle scemenze si ottengono meraviglie (fatti). Ecco perchè &lt;span style="color: #274e13;"&gt;"1984"&lt;/span&gt; è un Romanzo e&lt;span style="color: #0c343d;"&gt; "Acciaio"&lt;/span&gt; è un prodotto editoriale...&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Massimo Valentini &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6181716668513333344-7729226902794168804?l=gabbianidellestelle.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/feeds/7729226902794168804/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/10/accade-di-frequente-che-molti-di-voi.html#comment-form' title='118 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/7729226902794168804'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/7729226902794168804'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/10/accade-di-frequente-che-molti-di-voi.html' title='Romanzi veri, libri fantasma e opinioni letterarie'/><author><name>Massimo Valentini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04403346764833301763</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://1.bp.blogspot.com/-uikOmdYS8L0/TtZ3AZav47I/AAAAAAAAAxw/7UbyvWuZ6j4/s220/DSCN0153.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-06zEYYWbV9c/TqH7DOvdetI/AAAAAAAAAsY/NJ9OkiLA0uQ/s72-c/29131_121159564573236_119754151380444_184644_326216_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>118</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6181716668513333344.post-137220676588538576</id><published>2011-10-24T12:14:00.006+02:00</published><updated>2012-02-08T12:15:48.096+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casi editoriali'/><title type='text'>"Acciaio", recensione</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-rSG1cAQp-X8/TpoiVdzQWOI/AAAAAAAAAr4/L4z1kDRaNHw/s1600/acciaio-avallone.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" oda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-rSG1cAQp-X8/TpoiVdzQWOI/AAAAAAAAAr4/L4z1kDRaNHw/s400/acciaio-avallone.jpg" width="225" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Q&lt;/span&gt;uesta volta vi parlerò di &lt;span style="color: #783f04;"&gt;"Acciaio"&lt;/span&gt; esaudendo così&amp;nbsp;la richiesta&amp;nbsp;di uno di voi fan, Vincenzo, che mi ha inviato testo&amp;nbsp;per verificare la possibilità di una&amp;nbsp;recensione. Vi dico subito che ero in dubbio se procedere o meno alla disamina di questo libro non perché non è un Fantasy, Weird o Fantascienza,&amp;nbsp;ma perché non è mia abitudine seguire le mode del momento, sia letterarie che cinematografiche. Tuttavia Vincenzo V&amp;nbsp; mi ha esemplificato i motivi per cui il libro in questione non gli è piaciuto e chiedeva la mia opinione in merito. Eccovi dunque il mio parere su questo caso letterario, come la maggioranza della stampa italica definisce questo romanzo che per una manciata di voti non si è aggiudicato il premio Strega 2010 ma che ne è stato, invece, il vincitore morale. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #20124d;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Trama:&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #4c1130;"&gt;&lt;strong&gt;Acciaio, il titolo, si riferisce al metallo di cui sembra fatta Piombino e la sua realtà descritta dall’autrice attraverso gli occhi delle due protagoniste nemmeno quattordicenni, Anna e Francesca. Qeste sono ragazze come tante con i loro sogni, i turbamenti e la consapevolezza che il loro aspetto fisico ha sul resto della comunità. Se Francesca ha una madre che sembra rassegnata alle cattiverie della vita e il classico padre/padrone, Anna ha invece un padre decisamente poco affidabile anche se poi si scoprirà che non è così cattivo come si possa pensare, e una madre dalla pelle dura, assuefatta alle sozzure del mondo. Ha anche un fratello, un po’ ribelle. L’ambiente in cui vivono le due protagoniste è caratterizzato da una matrice di stampo mafioso, dalla droga, da qualche trasgressione, piccoli crimini e vere e proprie truffe. In questo inferno d’acciaio le due amiche si fanno più vicine cercando di combattere insieme per aver salva la pelle e l’anima da un mondo corrotto e di non facile coerenza. Ma il loro sodalizio verrà a mancare per il più classico dei motivi, l’amore. Non voglio delineare il resto della trama per dar modo, a chi volesse, di leggerlo, perché qui mancano le varie conditio sine qua non per considerare questo romanzo un evergreen. &lt;span style="color: #783f04;"&gt;Acciaio&lt;/span&gt; non è (ancora) stato trasformato in una fiction o film, non è un classico e, mi spiace dirlo, non è a mio parere neanche uno di quei romanzi potenti di cui, piacciano o meno, potresti volerlo leggere anche se ne hai visto mille trasposizioni cinematografiche.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-GUi79RzgT5Y/Tpoi2br0ECI/AAAAAAAAAsA/aUivdt3XcUk/s1600/EB140.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" oda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-GUi79RzgT5Y/Tpoi2br0ECI/AAAAAAAAAsA/aUivdt3XcUk/s1600/EB140.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;Copertina de &lt;span style="color: purple;"&gt;Il Castello&lt;/span&gt;, di Kafka&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #4c1130;"&gt;&lt;strong&gt;E’ questo per esempio il caso di &lt;span style="color: #0c343d;"&gt;Ma gli androidi sognano pecore elettriche&lt;/span&gt; di &lt;em&gt;Philip K Dick&lt;/em&gt; (da cui neanche dico quale film è stato tratto: sarebbe trattarvi da ragazzini e non intendo farlo) &lt;span style="color: #660000;"&gt;Il nome della Rosa&lt;/span&gt; di &lt;em&gt;Eco&lt;/em&gt; ( Idem, regia di J. Jacques Annaud, 1986) e neanche de &lt;span style="color: #274e13;"&gt;Il Castello&lt;/span&gt; di&lt;em&gt; Kafka&lt;/em&gt;, questo sì, un manifesto della condizione umana, della solitudine, della metafilosofia usata come strumento di denuncia contro tutto ciò che è metamorfosi della psiche e quindi, dell’individuo. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Recensione: &lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;Come avrete già capito questo libro non mi&amp;nbsp;è piaciuto&amp;nbsp;più di tanto. Non è mia intenzione quello di scadere nella disamina se quella descritta dall’autrice sia la vera Piombino o piuttosto un pretesto per descrivere il degrado sociale della periferia dell’Italia. Non conosco Piombino e quindi non ho i mezzi per tendere verso l’una o l’altra delle posizioni. Possiedo però i mezzi del lettore esperto per dare un parere anche se&amp;nbsp;privato e quindi opinabile, e dello scrittore per darne invece un parere tecnico. Come lettore posso senz’altro dire che il libro è scritto bene e che lo stile è coinvolgente anche se trame del genere non fanno parte dei mie gusti letterari, ma questo non è comunque da intendere come una critica al romanzo. Sarebbe come dire che il verde è un colore più brutto del giallo solo perché non ci piace: questione di gusti! Se però questo libro sia un capolavoro sarà il tempo a dirlo, esattamente come lo stesso tempo è sempre il giudice ultimo di qualsiasi azione umana. Da scrittore, però, so cosa non è: un romanzo autentico, uno di quelli capaci di staccare dal tempo una diapositiva da presentare al lettore come uno spaccato artistico della realtà. Il mio potrebbe essere visto come un giudizio severo ma vi assicuro che è ben&amp;nbsp;ragionato a partire da molti aspetti, tra i quali primeggia la trama stessa. Sono sinceramente annoiato da questi spaccati di vita degradata che sempre più spesso cinema e televisione nostrani propinano agli spettatori ogni giorno, perché &lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;Acciaio&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;è &lt;/span&gt;essenzialmente questo: un libro di luoghi comuni trasformati in fiction cartacea. Non dico che gli stereotipi debbano sempre essere considerati negativamente. In fondo, già il semplice fatto di essere stereotipi li identifica come realtà a 360° ma questo libro a me è parso costruito solo e soltanto allo scopo di evocare determinati sentimenti. Qualcuno lo ha definito “morboso”, altri un capolavoro. Per quanto mi riguarda io non vi ho letto nulla di volgare o eccessivo dal momento che stiamo parlando di un testo inerente danze sensuali a beneficio dei vicini di casa guardoni, droga, una spruzzata di baci saffici, padri mafiosi, professoresse streghe, ragazzi belli e dannati e di maschi arrapati da due procaci fanciulline che cominciano a capire come possono piegare ai propri voleri gli uomini. Con elementi di tal fatta non sarebbe stato possibile usare un linguaggio raffinatissimo, dimenticando tra l’altro che alcuni dei migliori romanzi di tutti i tempi non lesinano in scene crude, per un motivo o per l’altro. No, l’aspetto negativo di &lt;span style="color: #783f04;"&gt;Acciaio &lt;/span&gt;non è né lo stile né il linguaggio e neanche, a ben guardare, l’argomento stesso. Concordo quindi con quanto detto da Belpoliti su &lt;a href="http://www3.lastampa.it/cultura/sezioni/articolo/lstp/260572/"&gt;La Stampa.it&lt;/a&gt; e da altri osservatori.&amp;nbsp; L’aspetto negativo è la sua costruzione, il suo rivangare la classica storia della periferia come metafora della vita, l’essere un libro del momento e quindi&lt;em&gt; un consumo del momento.&lt;/em&gt; Fuor di dubbio che un romanzo, allorché diventa di carta e non soltanto una selva di parole su un computer, diventa anche un prodotto, ma il libro, signori miei, non dovrebbe essere trattato SOLO come un prodotto spacciato per arte, ma come&lt;em&gt; &lt;span style="color: #4c1130;"&gt;un simbolo di riflessione autentica.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt; Ars non confundenda est, mi verrebbe da dire, ovvero: l’arte vera non si fa ingannare e a nulla servono, quando si ha a che fare con occhi attenti, marketing virale e premi a go go.&lt;span style="color: #783f04;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;Una persona abituata a leggere molto e che non si faccia condizionare dalle mode o dai luoghi comuni riconosce ciò che tenta di sedurla solo con la furbizia ma non con l'essenza. E&lt;span style="color: #783f04;"&gt; Acciaio&lt;/span&gt; è un libro furbo, un libro che&amp;nbsp;racconta una verità progettata al solo scopo di ottenere quella famosa fascetta da tot premi e tot copie vendute. Manovra rispettabilissima, intendiamoci, ma pur sempre una manovra che agli occhi di un lettore attento suona forse come un tentativo di vendere fumo invece che arrosto. Qualcuno ha osato accostare questo libro a Salinger… &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;﻿&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-AUnFIjxNYCs/Tpoje4LQDgI/AAAAAAAAAsI/zm-Lna81Dow/s1600/jd-salinger-giovane-holden.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="223" oda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-AUnFIjxNYCs/Tpoje4LQDgI/AAAAAAAAAsI/zm-Lna81Dow/s320/jd-salinger-giovane-holden.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;Copertina de &lt;span style="color: #783f04;"&gt;Il giovane Holden&lt;/span&gt;, di J. D. Salinger&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;Con tutto il rispetto, ma Salinger è decisamente un'altra cosa a partire dallo stile, dalle trame e soprattutto dal tipo di messaggio che egli intendeva fornire ai propri lettori. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;Inoltre, &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;Acciaio&lt;/span&gt; non è neanche il classico libro da spiaggia, cioè un best seller, cioè un romanzetto ingegnoso e divertente ma tutto sommato superficiale.&amp;nbsp;Questo libro&amp;nbsp;pretende di mostrare la realtà dei bassifondi italiani, di società allo sbando, e lo fa usando stereotipi che se presentati in questo modo non hanno nulla di genuinamente letterario. La bionda e la bruna, i ragazzi bellissimi, il padre cattivello ma in fondo tutto cuore, la professoressa strega, l’amicizia rovinata dall’amore, un fratello ribelle (e un po’ coglione) l‘escamotage di inventare Via Stalingrado, probabilmente per non incorrere nelle ire dei piombinesi, cosa che invece&amp;nbsp;si è puntualmente verificata, le solite gravidanze precoci, il sesso saffico, il quartiere operaio degradato e della vita in fabbrica di cui si parla praticamente dall’inizio dell’era industriale italiana...&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-R2x8NFnLTAw/Tpojw65V96I/AAAAAAAAAsQ/zba73D1lqYI/s1600/9788842401438g.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" oda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-R2x8NFnLTAw/Tpojw65V96I/AAAAAAAAAsQ/zba73D1lqYI/s320/9788842401438g.jpg" width="193" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;Copertina de &lt;span style="color: blue;"&gt;Ciaula scopre la luna&lt;/span&gt;, di Luigi Pirandello&lt;/strong&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;Se fosse stato il caso di un libro scritto con altri intenti e con altra capacità tecnica e artistica avrei benissimo potuto accostare &lt;span style="color: #783f04;"&gt;Acciaio&lt;/span&gt; anche a uno dei capolavori indiscussi di Pirandello,&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt; &lt;span style="color: #073763;"&gt;Ciaula Scopre la luna&lt;/span&gt;, da sempre uno dei simboli letterari di cosa voglia dire lavorare&amp;nbsp;come operaio in un mondo dove l'uomo è un numero senza possibilità di redenzione,&amp;nbsp;ma non è questo il caso. E' vero, si tratta di un libro e quindi di fiction, ma esiste fiction letteraria e fiction valida sola per se stessa. La prima&amp;nbsp;descrive i sentimenti che lo scrittore stesso prova e vuole indicare al suo pubblico. La seconda può essere scorrevole, leggibile, ma non è un romanzo. Proprio come &lt;span style="color: #783f04;"&gt;Acciaio,&lt;/span&gt; un libro che appare&amp;nbsp;come un caso costruito a tavolino. Soltanto un caso…&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Massimo Valentini &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6181716668513333344-137220676588538576?l=gabbianidellestelle.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/feeds/137220676588538576/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/10/acciaio-caso-o-capolavoro.html#comment-form' title='116 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/137220676588538576'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/137220676588538576'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/10/acciaio-caso-o-capolavoro.html' title='&quot;Acciaio&quot;, recensione'/><author><name>Massimo Valentini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04403346764833301763</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://1.bp.blogspot.com/-uikOmdYS8L0/TtZ3AZav47I/AAAAAAAAAxw/7UbyvWuZ6j4/s220/DSCN0153.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-rSG1cAQp-X8/TpoiVdzQWOI/AAAAAAAAAr4/L4z1kDRaNHw/s72-c/acciaio-avallone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>116</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6181716668513333344.post-3525050400519588621</id><published>2011-10-07T18:59:00.014+02:00</published><updated>2012-01-01T11:58:14.503+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><title type='text'>"1984", recensione</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="background: white; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-t8GfkUOwGxg/To8wzkBd8gI/AAAAAAAAArY/AzGWQD10X04/s1600/orwell-1984.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" kca="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-t8GfkUOwGxg/To8wzkBd8gI/AAAAAAAAArY/AzGWQD10X04/s400/orwell-1984.jpg" width="255" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;Oggi, amici miei, voglio parlarvi di un classico della Fantascienza negativista utopica di tutti i tempi che non solo ha anticipato i tempi ma preserva intatta la propria potenza espressiva a distanza di 60 anni dalla sua pubblicazione. &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #b45f06;"&gt;“Nineteen Eighty-Four”,&lt;/span&gt; &lt;span style="color: #0b5394;"&gt;meglio noto come&lt;/span&gt; &lt;span style="color: #b45f06;"&gt;“1984”,&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;scritta nel 1948 da quel folle visionario che era &lt;em&gt;George Orwell&lt;/em&gt; e pubblicato l’anno successivo. Un romanzo che già allora poteva tranquillamente essere definito beffardo, cinico e provocatorio quanto bastava per instillare nella mente del lettore la sottile consapevolezza che l’idea centrale non&amp;nbsp;fosse affatto proiettata nel futuro alla luce del fatto che il titolo del romanzo deriva dalla traslitterazione numerica dell’anno effettivo di composizione, 1948, grazie all’inversione delle ultime due cifre. Come sapete gli autentici scrittori di Fantascienza sono visionari disincantati della società a loro contemporanea e spesso hanno anticipato i tempi. &lt;em&gt;Verne&lt;/em&gt;, per esempio, fu il primo a inventare il concetto di una nave subacquea dall’autonomia pressoché illimitata precorrendo quello del sottomarino a propulsione nucleare.&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Con il suo romanzo&lt;/span&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt; &lt;span style="color: purple;"&gt;“Cyborg”,&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt; &lt;em&gt;Caidin&lt;/em&gt; ha inventato invece il concetto di organismo cibernetico ben prima dei vari &lt;em&gt;James Cameron,&lt;/em&gt;&amp;nbsp;mentre &lt;em&gt;Asimov&lt;/em&gt; ha scritto le famose Leggi della Robotica (tre più una, la quasi mai discussa “legge zero”). Dal canto suo&lt;em&gt; Orwell&lt;/em&gt; ha inventato il Grande Fratello.&lt;/span&gt; &lt;span style="color: #b45f06;"&gt;“1984”&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;è un’opera che funzionava e funziona come uno specchio dell’animo umano reo di lasciarsi sedurre dalla velenosa dolcezza del potere che non risparmia nessuno, vittima o carnefice, obnubilandone la mente e rendendolo una marionetta. &lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background: white; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background: white; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;u&gt;Trama:&lt;/u&gt;&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background: white; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background: white; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #741b47;"&gt;Il futuro preconizzato&amp;nbsp;da questo libro&amp;nbsp;vede un mondo diviso in tre zone, Oceania, Eurasia ed Estasia, che usano la guerra per controllare in modo assolutistico la società. Londra, capitale dell’Oceania, è fondata sul socialismo inglese (socing) e governata da partito del Grande Fratello, un uomo che nessuno ha mai visto e che usa la propria influenza per controllare la mente dei cittadini. (I tratti del misterioso dittatore, non a caso, richiamano quelli di Stalin e Hitler).&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-fvPnORMquZU/To8xcEYIyQI/AAAAAAAAArc/K5-GE-rwyDw/s1600/1984_Orwell_eye.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img border="0" height="175" kca="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-fvPnORMquZU/To8xcEYIyQI/AAAAAAAAArc/K5-GE-rwyDw/s200/1984_Orwell_eye.jpg" width="200" /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;strong&gt;Il Grande Fratello&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;span style="color: #741b47;"&gt;60 anni prima dell’invenzione dei vari reality show,&lt;em&gt; Orwell&lt;/em&gt; inventò telecamere di controllo sparse ovunque e manifesti di propaganda che recitano lo slogan del Grande Fratello del romanzo:&lt;/span&gt; &lt;span style="color: #38761d;"&gt;“la guerra è pace”, “l’ignoranza è un bene”, “la libertà è essere schiavi”.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #741b47;"&gt;Il protagonista è Winston Smith, un colletto bianco del partito il cui solo lavoro è la falsificazione della Storia in modo tale da rendere veritiere le previsioni fatte dal partito stesso&amp;nbsp;e di conseguenza fomentare la fiducia della gente verso l’infallibilità del Grande&amp;nbsp;Fratello.&amp;nbsp;Winston è innamorato di Julia e amico di O’Brien, un funzionario di alto livello.&amp;nbsp;L'amore che nutre verso&amp;nbsp;Julia&amp;nbsp;è in contrasto con la legge che prevede l’uso del sesso solo a fini di riproduzione; proprio questa è la molla che convincerà i due a contattare un’organizzazione segreta, la “Confraternita”, cosa che farà scattare&amp;nbsp;O’Brien che svela il suo vero ruolo di funzionario della psicopolizia governata dal Minamor (il Ministero dell’Amore, la cui funzione è seviziare i dissidenti). O’Brien decide così di insegnare al suo ex amico la tecnica del Bipensiero attraverso le tre fasi dell’apprendimento, della comprensione e dell’accettazione. La prima fase è far sperimentare alla vittima un dolore crescente in modo che il condannato accetti una realtà che non considera giusta. Winston riesce a tollerare questa&amp;nbsp;prova,ma è&amp;nbsp;nella seconda che ha la rivelazione: egli è “l’ultimo uomo in Europa”, cioè l’ultimo guardiano dello spirito umano.&amp;nbsp;La terza fase è incentrata sulla materializzazione dell’incubo peggiore di ogni povero disgraziato che varchi la soglia della “Stanza 101” e farà capitolareil protagonista che&amp;nbsp;griderà di fare anche a Julia ciò che è stato fatto a lui.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-QQj7onHU8lU/To8ypSqo8wI/AAAAAAAAArk/J4vsiR8Sy2Q/s1600/orwell.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img border="0" height="178" kca="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-QQj7onHU8lU/To8ypSqo8wI/AAAAAAAAArk/J4vsiR8Sy2Q/s200/orwell.jpg" width="200" /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;strong&gt;George Orwell&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #741b47;"&gt;Questa è l’apoteosi del romanzo e tratteggia il protagonista, un essere umano, non l’eroe tutto muscoli un po’ patetico di certa narrativa da quattro soldi, che perde la propria umanità&amp;nbsp;perchè sconfitto dal Sistema. Lo scopo del libro è evidente: insegnare al lettore che una società controllata da un Grande Fratello non vuole solo possedere il corpo della gente ma, simile alla più bieca forma di prostituzione intellettuale possibile, desidera possederne lo spirito. Messaggio che diverrà più evidente quando si scoprirà che la stessa Confraternita è solo un’esca fondato ad hoc dalla Psicopolizia per individuare potenziali dissidenti. Sconfitto, Winston rinuncia all’amore per Julia e al libero pensiero, ormai pronto a consegnarsi nelle mani del boia perché persuaso di essere solo una povera e patetica pecora nera. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background: white; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #741b47;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background: white; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #741b47;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background: white; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;strong&gt;Recensione&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background: white; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background: white; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;Non è mia intenzione sciorinare pregi e difetti di un’opera che considero una delle massime pietre miliari della Fantascienza di tutti i tempi. Certo, neanche&lt;span style="color: #b45f06;"&gt; “1984”&lt;/span&gt; è un romanzo tecnicamente perfetto (vedi la caratterizzazione a tratti un tantino sbiadita di O’Brien che non sempre è precisa, o alcune scene troppo frettolose) ma questo non vuol dire che la sua qualità è scadente. Qui, più che la tecnica conta il messaggio e &lt;em&gt;Orwell&lt;/em&gt; sa bene cosa dire e lo fa con un’espressione assolutamente perfetta. Questo&amp;nbsp;romanzo vede la figura assolutistica del partito come l’assenza di qualsiasi libertà di tutti gli individui, anche dei carcerieri che non possono disobbedire se non vogliono subire le stesse conseguenze dei cittadini comuni. Non esiste una violenza apparente, non esiste una vera e propria guerra civile o in corso. La guerra del Tiranno è più sottile, dolcificata dal veleno della carezza mediatica e i suoi strumenti sono solo uno: il lavaggio del cervello. Ricordate le frasi che nel romanzo campeggiano sui manifesti del Grande Fratello?&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background: white; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background: white; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;1)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;“la guerra è pace”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background: white; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;2)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;“l’ignoranza è un bene” &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background: white; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt 36pt; mso-list: l0 level1 lfo1; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;span style="color: red;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="mso-list: Ignore;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;3)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;“la libertà è essere schiavi”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background: white; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background: white; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;Esaminiamole una per una. &lt;span style="color: blue;"&gt;“La guerra è pace” &lt;/span&gt;è un messaggio che solo in apparenza riguarda la guerra vista come necessaria non per biechi tentativi di predominio imperialista, ma&amp;nbsp;per migliorare il potere stesso. La guerra è usata per i propri comodi e questo vale per chiunque non rispetti i più fondamentali dei diritti umani, per chi quei diritti li usa come specchio per le allodole o per&amp;nbsp;chi li usa, con tanto di finte lacrimucce di circostanza, per accontentare le proprie esigenze mediatiche.&lt;u&gt; &lt;/u&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;“L’ignoranza è un bene”.&lt;/span&gt; Questa è un’idea che anche &lt;em&gt;Ray Bradbury&lt;/em&gt;, grazie a quel capolavoro che è "F 451”, ha denunciato in tempi non sospetti, gli anni ’50. L’ignoranza vista come negazione della possibilità/diritto di ciascuno di confermare o porre in discussione le idee di chi comanda e quindi la negazione del pensiero libero del cittadino che anche in “F 451” era negato grazie all’appropriato uso dei mezzi mediatici programmati per diffondere non il sapere, e quindi la possibilità di pensare, essere d’accordo o dissentire, ma il Trash. Perché persuadere la gente dell’utilità del Sapere? Meglio mostrare solo cose frivole che non fanno pensare, cose stupide che fanno assopire, cose morbose che solleticano il voyeur che fa parte di ciascuno di noi. Perché non dargli una bella caramella solleticando i suoi istinti primari, vale a dire sesso e violenza, in modo tale da programmarne la debole mente per fare pensare che tutto sommato vive nel migliore dei mondi possibili? &lt;span style="color: blue;"&gt;“La libertà è essere schiavi”:&lt;/span&gt; schiavi di desideri fasulli sussurrati dai media con, beffa tra le beffe, anche l’avvertenza che si tratta solo di messaggi pubblicitari. Schiavi del Sistema che toglie ogni libertà e che dal pubblico, paradossalmente, è ringraziato per questo. Ma ciò che davvero spaventa di questo romanzo è la Folla. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-P_0MAtcmLS0/To8zH7Adg8I/AAAAAAAAAro/qffjTCSik_k/s1600/1984film1.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;&lt;img border="0" height="150" kca="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-P_0MAtcmLS0/To8zH7Adg8I/AAAAAAAAAro/qffjTCSik_k/s200/1984film1.jpg" width="200" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: #274e13; font-size: small;"&gt;&lt;strong&gt;"1984", un fotogramma del film&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;Milioni di individui omologati, globalizzati, che non accettano di pensare davvero perché troppo faticoso, istigati a comando a scatenare le proprie angosce esistenziali sul capro nero del momento. E non c’è ribellione perché ciò che importa è sapere cosa ha fatto la tua squadra del cuore, cosa ha rubato il tuo vicino, come puoi rubare tu stesso fregando l’antipatico collega di lavoro. E così si perdono quelle capacità elementari, Sapere, Coscienza, Rispetto Reciproco, che sono poi gli elementi basilari di qualsiasi società che si possa definire civile. Attenzione, però. Con il termine “Sapere” non identifico solo le grandi scoperte dell’umanità ma quei concetti più ovvi, cui spesso non facciamo caso, quali lo stesso uso della lingua. Cosa ne pensate dell’uso della “k” per comunicare? E della perdita del congiuntivo in televisione? La relazione tra linguaggio e capacità critica è importantissima per costruire una propria identità di pensiero. E’ arduo rendere leggibile un trattato politico perché questo, prima che un romanzo, è &lt;span style="color: #b45f06;"&gt;“1984”.&lt;/span&gt; Un trattato con la forma soltanto di un romanzo, ma che in realtà è un vero manifesto di quel curioso sentimento che prova chi si ritrova a vivere in un mondo falso e ipocrita, stillante miele velenoso che annebbia i sensi, inganna il cuore e distrugge l’anima.&lt;em&gt; Orwell&lt;/em&gt; ci dice di stare attenti non solo a chi diamo la nostra fiducia in cambio di belle parole, ma anche dei nostri vicini, dei nostri amici (vedi la figura di O’Brien) perché tutti possono essere corrotti dal Sistema. Questo è il mondo tratteggiato da&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #b45f06;"&gt;“1984”:&lt;/span&gt; un mondo dove non esiste nessuna opposizione credibile e quindi nessuno cui dare la nostra fiducia. Un mondo che calpesta i diritti dell’uomo e li plasma per fare pillole da far inghiottire agli individui con le buone o con le cattive, sussurrandogli che sono le pillole dei sogni belli mentre in realtà sono le pillole dei loro incubi più terrificanti&lt;/span&gt;. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background: white; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background: white; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Massimo Valentini&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background: white; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background: white; line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6181716668513333344-3525050400519588621?l=gabbianidellestelle.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/feeds/3525050400519588621/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/10/1984-la-recensione.html#comment-form' title='86 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/3525050400519588621'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/3525050400519588621'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/10/1984-la-recensione.html' title='&quot;1984&quot;, recensione'/><author><name>Massimo Valentini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04403346764833301763</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://1.bp.blogspot.com/-uikOmdYS8L0/TtZ3AZav47I/AAAAAAAAAxw/7UbyvWuZ6j4/s220/DSCN0153.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-t8GfkUOwGxg/To8wzkBd8gI/AAAAAAAAArY/AzGWQD10X04/s72-c/orwell-1984.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>86</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6181716668513333344.post-4384044777060785607</id><published>2011-10-03T01:00:00.013+02:00</published><updated>2011-12-06T14:52:50.485+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='serie televisive'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><title type='text'>"La spada della verità", recensione serie televisiva</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-5kzX0F-B4WM/TojtHQrK1rI/AAAAAAAAArA/rULa85rKBXs/s1600/legendoftheseeker1_1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" kca="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-5kzX0F-B4WM/TojtHQrK1rI/AAAAAAAAArA/rULa85rKBXs/s400/legendoftheseeker1_1.jpg" width="270" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #20124d; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 16pt; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Salve ragazzi! Vi sono molto grato delle vostre dimostrazioni di affetto nei miei confronti relative alla scelta di rifiutare un contratto di pubblicazione&amp;nbsp;per cause "tecniche" e della mia conseguente&amp;nbsp;decisione di attendere proposte di pubblicazione per &lt;strong&gt;&lt;em&gt;"Primus"&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; più in linea con i miei desiderata. Sono molto contento della vostra amicizia ed è superfluo dire che non vi deluderò! Vi assicuro, quindi, che non mancherò di riferirvi nuove sul romanzo stesso... &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #b45f06;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 16pt; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Cambiando argomento, per questo post vi presento la recensione&amp;nbsp;di&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 16pt; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt; un mio caro&amp;nbsp;amico, &lt;strong&gt;Ivan Croce&lt;/strong&gt;, anche lui scrittore emergente. Tempo fa&amp;nbsp;mi descrisse &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 16pt; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;un telefilm Fantasy di discreto successo tratto dalla saga&lt;strong&gt; &lt;em&gt;Legend of the Sekeer&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Terry Goodkind&lt;/strong&gt;. Ho giudicato deliziosa quella recensione e ho pensato di proporla anche a voi. Non dimenticate di dire la vostra, ovviamente... Ma adesso bando alle ciance ed ecco a voi: &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: x-large; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;strong&gt;La spada della verità &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #741b47; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 16pt; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;"Buongiorno a tutti i lettori di &lt;span style="color: #7f6000;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Gabbiani delle Stelle&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; e un super grazie a Massimo Valentini per ospitare questa mia recensione; sono onorato dello spazio che più volte mi è stato concesso su questo sito. Vorrei ciarlare un po’ del telefilm &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;strong&gt;La Spada della Verità&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt; (titolo originale &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;strong&gt;Legend of the Seeker&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt;) trasmesso in estate su Raidue e tratto dall’omonima saga dello scrittore statunitense &lt;strong&gt;Terry Goodkind&lt;/strong&gt;. Le ricette destinate per i poco sofisticati palati di una vasta platea necessitano di ingredienti ultraclassici, ed ecco servito il tipico mondo immaginario diviso in zone in cui si pratica molta magia ed altre in cui se ne pratica poca, una pacifica nazione all’ovest e un crudele impero con manie di conquista ubicato a est (se questo vi ricorda la Terra di Mezzo tolkieniana è senza dubbio un puro caso); abbiamo poi il tipico Ragazzo Predestinato, in questo caso tale Richard Cypher (nome originalissimo) interpretato dall’attore australiano Craig Horner, belloccio di turno che non esita a esibirsi spesso a torso nudo per la gioia delle fanciulle, ma dotato anche di discreta abilità recitativa. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: right; margin-left: 1em; text-align: right;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-JDgJoWm1yRs/TojuVZpcgNI/AAAAAAAAArE/Aur71AEWMRM/s1600/216624_194150410620408_166850933350356_434435_3815628_a.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" kca="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-JDgJoWm1yRs/TojuVZpcgNI/AAAAAAAAArE/Aur71AEWMRM/s1600/216624_194150410620408_166850933350356_434435_3815628_a.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;copertina de &lt;em&gt;&lt;strong&gt;La spada della verità&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;span style="color: #741b47; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 16pt; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Richard di mestiere fa la guida forestale e ignaro del destino che lo attende trascorre le sue pacifiche giornate nei boschi attorno al paesello natìo, tra una battuta dei sentieri e una conta delle cacche di cervo, finché un bel giorno, in virtù di accadimenti vari&amp;nbsp;come ovviamente violenza e colpi di scena, scopre di essere nientemeno che il Cercatore, ovvero colui che ha diritto a possedere la celeberrima Spada della Verità. È, questa, una spada che mostra sempre la verità a colui che la impugna, e si tratta in effetti di un discreto artificio narrativo da parte di &lt;strong&gt;Goodkind,&lt;/strong&gt; anche se non è certo una novità e personalmente credo che l’idea di base sia sfruttata assai meglio nella trilogia &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;strong&gt;Queste Oscure Materie&lt;/strong&gt;&lt;/i&gt; di Philip Pullman, dove Lyra, la ragazzina protagonista, usa uno strumento chiamato “aletiometro”, che se letto nel giusto modo rivela sempre informazioni veritiere. La spada però, bisogna ammetterlo, ha il grande vantaggio di poter essere usata, all’occorrenza, anche nel modo tradizionale, ossia per affettare i nemici, che nella fattispecie si manifestano come le armate del perfido imperatore Darken Rahl. Ma niente paura, perché il buon Richard viene aiutato da Zed (diminutivo di Zeddicus Zu’l Zorander, mica bruscolini) il più classico dei maghi solitari ed eclettici, interpretato dall’attore Bruce Spence, e soprattutto dalla bella Kahlan Amnell, che attenzione, è una Depositaria, ovvero una donna dotata del seguente potere: se ti tocca anche solo una volta usando il suo charme, tu sarai in suo potere ed eseguirai ciecamente ogni suo ordine (lo so, i lettori maschietti penseranno: e dov’è la magia? Me lo ha fatto anche la mia compagna!). Ovviamente tra Richard e Kahlan sboccia un romantico amore, ma, ahimè, i due non possono consolidare la loro unione perché, proprio come Edward e Bella di &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Twilight,&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; non possono avere rapporti sessuali sennò a Kahlan, durante il rapimento dell’amplesso, sfugge di mano il suo potere e rincoglionisce totalmente il malcapitato Richard. Mi domando come sarebbe il genere Fantasy se tutti gli autori ragionassero così; immaginate il già sfigato Harry Potter, che con un’eventuale fidanzatina potrebbe solo giocarci a Quidditch, sennò a letto gli scappa un incantesimo e trasforma la partner in un orango; e pensiamo al povero Superman: sarebbe condannato a una vita di superpippe giacché, con la sua forza, come minimo spaccherebbe in due la sventurata Lois Lane... Mah. È un espediente nella creazione di un plot che francamente non capisco. Ma torniamo al telefilm, e consideriamo le differenze rispetto al romanzo da cui è tratto; la versione per lo schermo è infatti fortemente edulcorata in confronto al libro, che l’autore ha provveduto a farcire ben bene con scene di ragguardevole crudezza e vera e propria perversione. Ho letto solo il primo della decina di romanzi che compongono la &lt;strike&gt;sega&lt;/strike&gt; saga, di &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Goodkind&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;, ma così su due piedi mi torna in mente una delle scene del libro, che vede la povera Kahlan cadere preda di alcuni scagnozzi di Darken Rahl, contro i quali non può usare il suo potere di &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="float: left; margin-right: 1em; text-align: left;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-AAsdZ2ohzkM/TojvYiGJRdI/AAAAAAAAArM/8-PRYDmIKaU/s1600/legend-of-seeker-promo-2.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" kca="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-AAsdZ2ohzkM/TojvYiGJRdI/AAAAAAAAArM/8-PRYDmIKaU/s320/legend-of-seeker-promo-2.jpg" width="237" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Kahlan&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;span style="color: #741b47; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 16pt; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;Depositaria in quanto l’imperatore stesso ha provvisto i guerrieri di un contro-incantesimo: naturalmente il capo dei cattivoni non spreca l’occasione di tentare di stuprarla e i vari palpeggiamenti vengono descritti con grande dovizia di dettagli. Ma Kahlan non è mica scema, e con un geniale trucco psicologico tenta di fuorviare l’aggressore sfidandolo a sodomizzarla invece di stuprarla, per fargli rammentare le violenze che il tizio subiva da ragazzino (tiè). Tranquilli comunque, la virtù della nostra eroina alfine si salva (e per fortuna il geniale trucco non le riesce), perché proprio in quel momento le tornano miracolosamente i poteri (un po’ come Rocky quando lo credi spompato e invece zac si riprende) e toccando il nemico lo ha alla sua mercè. Allora la dolce Kahlan gli ordina di stare fermo e di calarsi le braghe, dopodiché con un coltello lo evira e lo costringe a ingoiare il risultato dell’improvvisata operazione chirurgica. E questo non è ancora il peggio, perché il lettore di &lt;strong&gt;Goodkind&lt;/strong&gt; ha modo di fare la conoscenza delle Mord-Sith (&lt;strong&gt;Tolkien&lt;/strong&gt; si rivolterà nella tomba per come vengono usate le parole basate sulle antiche lingue nordiche) che sono una sorta di torturatrici professioniste al servizio di Darken il Rallo, caratterizzate da un’aderente divisa di pelle, una forte tendenza alla crudeltà, e una grande passione per l’uso dell’Agiel, cioè una sorta di bacchetta magica per sadici, che come unico incantesimo provoca un insopportabile dolore qualora venga in contatto con un corpo umano. Ma mentre nel telefilm tale strumento viene usato occasionalmente su personaggi vari (appesi come salami in apposite camere di tortura), nel libro Richard ne subisce i tormenti non per una o due, ma per decine e decine di pagine e con accenni piuttosto espliciti ad abusi sessuali. Con tutto ciò non voglio sostenere che non si tratti di un discreto romanzo, a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Goodkind&lt;/strong&gt; si riconosce dopotutto un buon ritmo narrativo, uno svolgersi della trama e un ritratto dei personaggi in grado di catturare l’interesse del lettore; solo, personalmente non penso fosse il tipo di Fantasy da cui trarre un telefilm “di successo”. Anche perché se la crudezza è stata in parte eliminata dalla versione per lo schermo, le banalità sono state invece moltiplicate. Prendiamo Darken Rahl: nel libro è un antagonista di tutto rispetto, ha un’autentica aura di malvagità, frega in tutti i modi il suo popolo con false promesse, viaggia su mezzi pagati dai cittadini, fa il bunga bunga con belle figliole, insomma tutto ciò che farebbe un realistico tiranno; nel telefilm lo vediamo al massimo menare pugni ai suoi scagnozzi e spezzare colli a tutto spiano (a uomini, donne e perfino gattini) manco fosse il più rozzo dei gangster di quartiere. Le scene di battaglia, poi, rasentano a tratti il ridicolo e gli effetti speciali sono ridotti all’osso. Non capita mai di vedere più di venti soldati nemici tutti insieme, e pensare che il nostro Darken il Rallo, per poter dominare il mondo, ha un assoluto bisogno di trovare e mettere insieme le parti perdute di un oggetto magico chiamato Orden, che dovrà contendere a Richard il Cercatore. Ora io dico: quando Sauron vuole l’Anello manda un milione di orchi ad assediare la città di Minas Tirith, quando l’Imperatore di Guerre Stellari vuole annientare i Jedi manda Darth Vader e la Morte Nera, e invece Darken Rahl che fa? Manda tutt’al più una dozzina di soldati, e poi si lamenta che lo sconfiggono. Soldati che, peraltro, vengono battuti con una facilità imbarazzante, forse perché i cattivi, lo si sa, sono sempre combattenti mediocri, o forse perché i protagonisti, pure lo si sa, sono sempre invincibili. Così vediamo Richard il Cercatore (che, lo ricordo, non è uno guerriero di professione) sterminare nemici con una destrezza da far sembrare Conan un minchione, e Kahlan tener testa a due spadaccini per volta armata soltanto di un paio di pugnali, sebbene la fanciulla sia dotata di una conoscenza delle arti marziali da fare invidia a Jackie Chan. In alcune puntate la si vede stendere uomini grandi il doppio di lei &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;e con l’elmo in testa &lt;/i&gt;con un solo calcio alla mascella, una cosa che, non per entrare nel vortice delle battute pacchiane su Chuck Norris, non riuscirebbe neanche al famoso Texas Ranger. Ma forte del fatto che un accattivante personaggio femminile tira più di un carro di buoi (mi pare si dica così) il regista aiuta il pubblico, soprattutto quello maschile, a metabolizzare tanta banalità assegnando il ruolo di Kahlan alla brava attrice Bridget Regan, dagli occhi magnetici quanto il decolleté. E pensare che alcuni grandi autori, come ad esempio&lt;em&gt; &lt;/em&gt;&lt;strong&gt;H.P. Lovecraft&lt;/strong&gt;, riuscivano a creare storie straordinarie senza farcirle di&amp;nbsp;ba alità&amp;nbsp;e sesso." &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: black; font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;; font-size: 16pt; mso-ansi-language: IT; mso-bidi-language: AR-SA; mso-fareast-font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; mso-fareast-language: IT;"&gt;&lt;strong&gt;Ivan Croce &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6181716668513333344-4384044777060785607?l=gabbianidellestelle.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/feeds/4384044777060785607/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/10/la-spada-della-verita.html#comment-form' title='68 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/4384044777060785607'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/4384044777060785607'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/10/la-spada-della-verita.html' title='&quot;La spada della verità&quot;, recensione serie televisiva'/><author><name>Massimo Valentini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04403346764833301763</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://1.bp.blogspot.com/-uikOmdYS8L0/TtZ3AZav47I/AAAAAAAAAxw/7UbyvWuZ6j4/s220/DSCN0153.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-5kzX0F-B4WM/TojtHQrK1rI/AAAAAAAAArA/rULa85rKBXs/s72-c/legendoftheseeker1_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>68</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6181716668513333344.post-9018340564549788482</id><published>2011-10-01T14:28:00.010+02:00</published><updated>2011-12-20T16:00:52.482+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scrivere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni'/><title type='text'>Una questione di scelta</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-aJXBGuKBZ90/TocHTGUHrzI/AAAAAAAAAq8/uq0ZLlqfYzM/s1600/scrittura.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="266" kca="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-aJXBGuKBZ90/TocHTGUHrzI/AAAAAAAAAq8/uq0ZLlqfYzM/s400/scrittura.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #073763;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Q&lt;/span&gt;uesto è un annuncio un po' triste ma è giusto che io renda partecipi i miei lettori di ogni novità, positiva o negativa, che riguardi la mia produzione letteraria. ﻿Visto che mi seguite da un bel po' di tempo (il blog fu creato poco meno di tre anni fa)&amp;nbsp;desidero convidere con voi ogni cosa. La novità riguarda il mio romanzo&lt;span style="color: blue;"&gt; "L'uomo che sognava di vivere"&lt;/span&gt; di cui, come sapete,&amp;nbsp;una Casa Editrice del milanese mi aveva avanzato un'offerta di pubblicazione. Purtroppo non posso farne il nome: dovete sapere che in ogni contratto di edizione che si rispetti esiste un punto che vieta al'autore di&amp;nbsp;divulgare qualsiasi informazioni sensibile.&amp;nbsp;La stessa cosa vale&amp;nbsp;anche per quanto riguarda le mail di servizio scambiate tra Editore e Autore. Ignoro se si possa o meno fare con&amp;nbsp;i nomi ma, come detto, mi considero una persona rispettosa delle regole, per cui preferisco evitarlo. I motivi che però mi hanno convinto a declinare il contratto riguarda alcuni punti che, a mio modesto parere, erano troppo vincolanti per la mia carriera di scrittore. Per cui ho provveduto a ringraziare il direttore editoriale della sua gentilezza, &lt;span style="color: #b45f06;"&gt;&lt;em&gt;ma non ho impegnato il romanzo che resta dunque mio e assolutamente inedito.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="color: blue;"&gt;"Primus"&lt;/span&gt; torna in pista e al momento attendo&amp;nbsp;risposte in un arco di tempo che va da due&amp;nbsp;a sette mesi. Ovviamente è stata mia cura selezionare realtà editoriali di un certo livello, in modo tale da assicurare al romanzo le migliori possibilità di pubblicazione e diffusione possibili. Per favore, vi chiedo di non fare troppe domande&amp;nbsp; nei confronti del contratto che ho rifiutato. Posso capire la vostra curiosità e il vostro affetto, ma si tratta di una questione di serietà da parte mia. Un saluto a tutti voi e... continuate a seguire &lt;span style="color: #783f04;"&gt;"Gabbiani delle Stelle".&lt;/span&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #073763;"&gt;&lt;strong&gt;PS: questo è un post di servzio. Il prossimo post&amp;nbsp;è programmato a breve. &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #073763;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Massimo Valentini &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6181716668513333344-9018340564549788482?l=gabbianidellestelle.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/feeds/9018340564549788482/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/10/blog-post.html#comment-form' title='32 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/9018340564549788482'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/9018340564549788482'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/10/blog-post.html' title='Una questione di scelta'/><author><name>Massimo Valentini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04403346764833301763</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://1.bp.blogspot.com/-uikOmdYS8L0/TtZ3AZav47I/AAAAAAAAAxw/7UbyvWuZ6j4/s220/DSCN0153.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-aJXBGuKBZ90/TocHTGUHrzI/AAAAAAAAAq8/uq0ZLlqfYzM/s72-c/scrittura.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>32</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6181716668513333344.post-3760638355541875750</id><published>2011-09-25T10:37:00.019+02:00</published><updated>2011-12-20T16:03:49.364+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scrivere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni'/><title type='text'>Talento e Tecnica</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-HdTABBPfpQA/Tn7oHyTiGMI/AAAAAAAAAqw/djnrVDNNjGs/s1600/fantasy2animation.gif" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" hca="true" height="300" src="http://4.bp.blogspot.com/-HdTABBPfpQA/Tn7oHyTiGMI/AAAAAAAAAqw/djnrVDNNjGs/s400/fantasy2animation.gif" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #0c343d;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;S&lt;/span&gt;pesso molte persone&amp;nbsp;mi chiedono quale sia il segreto, se ne esiste uno, per scrivere una storia realmente evocativa e quando io rispondo loro che il cuore è l'ultima delle cose che serva si mostrano perplesse. Molti scambiano il Talento per l'anima, forse perchè sono tante quelle false&amp;nbsp;interviste fatte ad autori nostrani più o meno noti che affermano senza mezzi termini di essere quasi toccati dalla grazia divina, di scrivere seguendo i battiti del proprio cuore e robe del genere. Inutile dire che chi sciorina queste frasi è un ingenuo&amp;nbsp;se non un perfetto mentecatto della penna.&amp;nbsp;Lo dico&amp;nbsp;chiaro e tondo: chi&amp;nbsp;scrive col cuore e "ascoltando i battiti delle proprie emozioni" non è uno scrittore, ma una persona senza talento. Le emozioni, da sole, non hanno valore perchè se cominci una storia senza aver mai letto altro che i soliti noti, scriverai probabilmente qualcosa di scontato e talmente noioso da rasentare il ridicolo. Perchè? Perché non si può scrivere un Fantasy avendo letto solo Tolkien e poco altro. Senza contare che spesso l'aspirante scrittore dovrebbe rivolgersi a narrativa di un certo livello. La&amp;nbsp;comune e inflazionata frase&amp;nbsp;che recita come leggere sia un'attività sempre edificante non potrebbe essere più falsa specie se chi&amp;nbsp;deve leggere&amp;nbsp;è un aspirante scrittore o scrittrice. Una cosa è leggere autori riconosciuti come autentici autori, altra è leggere la solita brodaglia riscaldata che la pubblicità presenta di volta in volta come "rivelazioni", "geni della penna" e quant'altro. Ecco perchè vi dico: NON leggete indiscriminatamente i libri ma cercate di fare vostre quelle regole fondamentali che un buon lettore dovrebbe seguire sempre:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: orange;"&gt;1) Il libro tal dei tali è un classico? Non serve pescare il tomo cecoslovacco dell'autore morto suicida del 1933, basta anche leggere un autore riconosciuto come valido a livello di Critica nel 2004...&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: orange;"&gt;2) Di questo romanzo/racconto ho letto molte recensioni?&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: orange;"&gt;3) La trama del libro è simile/ispirata da quella di altri romanzi molto noti? Se è così NON compratelo. Spesso si tratta di libri-fotocopia.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: orange;"&gt;4)&amp;nbsp;Leggete sempre l'aletta di copertina, la quarta, sfogliate le prime pagine. Se si è lettori esperti basta anche una sola occhiata per capire il tono del libro.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: orange;"&gt;5) Non seguite le mode, specie se lanciate dalle majors...&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #0c343d;"&gt;&lt;span style="color: orange;"&gt;6)&amp;nbsp;Non è certo un peccato mortale se adorate il Fantasy ma, prima di approdare a quello italiano, costola neanche tanto buona di quello anglosassone, non leggete solo Tolkien. Il Fantasy non è solo Tolkien, il Fantasy è un genere vastissimo. Esistono molti ottimi Fantasy, per esempio quelli&amp;nbsp;della Bradley o della Le Guin. Leggete e documentatevi molto sui titoli da scegliere.&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #0c343d;"&gt;So bene che si tratta di regolette empiriche ma almeno è un buon inizio. Se volete scrivere è importante documentarsi e per uno scrittore la documentazione più efficace è sempre ottima narrativa non quella che già di partenza COPIA quella valida. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #0c343d;"&gt;E non sta scritto da nessuna parte che la tecnica non serva o che sporchi "le emozioni"...&amp;nbsp;&amp;nbsp;La realtà dei fatti è che nessuno, neanche i più grandi&amp;nbsp;scrittori di sempre, hanno mai potuto affrancarsi dalla tecnica. Attenzione però: la Tecnica, da sola, non conta nulla. Puoi scrivere un romanzo dopo aver frequentato la migliore scuola del mondo studiando notte e giorno e comporre una storia senza nessuna attrattiva, priva della capacità di far sognare il lettore. E’ questa la vera e propria truffa di chi organizza corsi del genere attirando i gonzi convinti che, così, diventeranno ricchi &amp;amp; famosi. Ma anche il Talento, se non è usato al meglio delle proprie possibilità, ti farà scrivere storie senza valore anche se nel confronto tra le due visioni meglio un talento senza tecnica che una tecnica senza talento. Talento &amp;amp; Tecnica, ricordatevi questo mantra. Questo, è il solo “segreto” che differenzia un artista autentico (non solo della parola scritta) da un tizio che scrive (o dipinge, o suona, o disegna). Ed è curioso che moltissima gente non pensi a quello che effettivamente è un punto di vista talmente vero da rasentare l’ovvietà. Volete qualche esempio? Leonardo Da Vinci e gli artisti più noti del Rinascimento trascorrevano ore a eseguire dissezioni su cadaveri nel tentativo di studiare al meglio possibile vene, capillari, forma e grana della pelle da riprodurre poi con i loro quadri e le loro statue. Certo, un Leonardo possiede anche il Talento, perché senza di esso sarebbe inutile fare a pezzi mille cadaveri. Per usare un paragone, pensate al Talento come all’argilla che il vasaio conosce alla perfezione, ma che deve imparare a modellare per poter esplicare la forma dell’opera definitiva. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-UTtHgGdkp8c/Tn7sKWikbbI/AAAAAAAAAq0/pMlz0OVXemQ/s1600/uomo_vitruviano1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" hca="true" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-UTtHgGdkp8c/Tn7sKWikbbI/AAAAAAAAAq0/pMlz0OVXemQ/s320/uomo_vitruviano1.jpg" width="282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Il celebre Uomo Vitruviano di Leonardo. &lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E&lt;/span&gt; qual è il segreto del vero artista/scrittore? Nessuno possiede la regola aurea universale, perchè ogni scrittore deve arrivarci da sé. Non esistono scorciatoie né raccomandazioni. Il Talento, quello vero,&amp;nbsp;non è qualcosa che si possa descrivere, tuttavia è qualcosa che si può educare. Leggere tanto, non aver fretta di pubblicare, osservare le grandi opere altrui (NON COPIARLE!) e poi camminare da soli affinando pian piano il proprio stile è un buon consiglio.&amp;nbsp;Ecco perché si dovrebbe cominciare prima leggendo, poi scrivendo frasi sconnesse, poi racconti e solo dopo romanzi. Considerate anche che quando&amp;nbsp;vi dedicherete ai vostri primi romanzi&amp;nbsp;dovrete vederli&amp;nbsp;come sperimentali. E' quel che ho fatto io. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;Il mio talento è stato la molla inconscia di leggere sempre, a qualsiasi ora, in compagnia di un’immaginazione che non è mai stata fermata da niente. Poco alla volta quell’immaginazione (io la chiamo &lt;em&gt;Capacità Immaginifica&lt;/em&gt;) mi ha fatto scrivere le prime storie, i primi racconti e poi i romanzi.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #444444;"&gt;&lt;u&gt;L'ispirazione artistica&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #4c1130;"&gt;Cancellare, scrivere, gettare via… tutto questo comporta tempo e fatica. Non si può scrivere un romanzo scopiazzato da Tolkien e pretendere di pubblicarlo perché lo abbiamo scritto col cuore! Se ti piace Tolkien non lo devi copiare: lo devi amare. Quando cominci a scrivere, poi, devi cercare di imitarne lo stile, ma NON di copiarne la trama. Lo stile NON è la storia: è ciò che la crea. E lo si segue non solo leggendo e rileggendo le opere che ti piacciono, ma&amp;nbsp;anche quelle che&lt;em&gt; non&lt;/em&gt; ti piacciono. Come sa chi mi segue fin dai miei esordi, io lasciai da parte i miei primi racconti per tantissimi anni. Non pensavo neanche di pubblicarli e il mio primo libro,&lt;span style="color: orange;"&gt; “Alfa e Omega”,&lt;/span&gt; fu pubblicato per caso, quando conobbi il responsabile di una C.E. che mi chiese, incuriosito, cosa scrivessi. Da allora sono trascorsi molti anni e il mio stile è andato evolvendo col tempo.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;L'importanza delle parole&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;L&lt;/span&gt;e parole sono per l’artista/scrittore l’equivalente dei colori di un pittore. Non vanno usate a caso, non vanno sprecate: devono essere queste a dare a chi legge il senso di quel romanzo, quel racconto, quella poesia. Nessuno scrittore usa le parole a casaccio, tranne quegli autori senza talento che pensano che usare linguaggi&amp;nbsp; aulici serva a dare a chi legge l’illusione di un bellissimo romanzo. Tali sono gran parte degli scribacchini odierni, non importa da quanti milioni di copie vendute, che infatti sono spesso costruiti a tavolino dalle majors. Una frase&amp;nbsp;eccessivamente retorica&amp;nbsp;è utile quanto una coppa di champagne a un naufrago su un’isola deserta. Il lettore attento ne avverte subito l’inconsistenza perché&lt;span style="color: purple;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: orange;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: orange;"&gt;la vera bellezza è figlia dell’economia delle forme e la vera eleganza dell’arte è sempre una conseguenza dell’arte stessa e non il fine.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;strong&gt;Con questo voglio dire che quando si legge una frase davvero evocativa, potente, è perché quella frase scatena nella mente di chi legge una serie di sensazioni che fanno provare il sense of wonder di cui abbiamo già parlato in passato. Ecco cosa dice, allo stesso proposito, David Gerrold:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;strong&gt;“Concentratevi sulla precisione. Non preoccupatevi di costruire belle frasi. La bellezza nasce dal significato, non dal linguaggio. L’accuratezza è lo stile più efficace che esista.”&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;P&lt;/span&gt;er chi non lo sapesse Gerrold è uno scrittore di fantascienza. La sua SF non è quella spicciola, da quattro soldi, che anche negli States va per la maggiore. La sua è vera poesia trasformata in prosa, molto simile a quella di Simak. La sua opera più famosa è forse il ciclo de &lt;em&gt;&lt;span style="color: #351c75;"&gt;La Guerra contro gli Chtorr&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;. La sua carriera lo ha visto anche sceneggiatore per Star Trek e direi quindi che l’amico non è esattamente l’ultimo degli scemi. Gerrold è anche famoso per aver detto a chiare lettere che i due motivi che hanno fatto di lui uno scrittore e non qualcos’altro erano la rabbia e la paura. Rabbia verso il suo primo insegnante secondo il quale non sarebbe mai diventato uno scrittore e paura di non riuscire a scrivere abbastanza. Anche Gerrold, ed è stata per me una piacevole scoperta, parla dell’importanza delle parole.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-GIEgtkPimcQ/Tn71WCnxr0I/AAAAAAAAAq4/V6aYLp0lO8s/s1600/A4K8EEKCAPS5REDCAZK53AGCAAKKT63CATMXVLOCAOM2Q3TCAQI48PBCAALH8XNCAB50MT5CAR9J5IXCAGST1DRCAQ2RMVJCA8YFEWRCAI6QSWXCAK8JB3RCA87YH46CA02EBYOCA3QJX10CA1V2XT3CAXG7V8Y.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" hca="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-GIEgtkPimcQ/Tn71WCnxr0I/AAAAAAAAAq4/V6aYLp0lO8s/s1600/A4K8EEKCAPS5REDCAZK53AGCAAKKT63CATMXVLOCAOM2Q3TCAQI48PBCAALH8XNCAB50MT5CAR9J5IXCAGST1DRCAQ2RMVJCA8YFEWRCAI6QSWXCAK8JB3RCA87YH46CA02EBYOCA3QJX10CA1V2XT3CAXG7V8Y.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Lo scrittore di SF David Gerrold&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;S&lt;/span&gt;econdo Gerrold chiunque&amp;nbsp;voglia essere un vero scrittore&amp;nbsp;deve considerare i primi dieci romanzi che scrive come semplice allenamento. Se vengono pubblicati bene, ma era solo uno scaldare i muscoli, se vengono rifiutati non importa, era solo far pratica. Sono contento di aver scoperto un altro scrittore, uno vero, che ha pensato bene di ricorrere al romanzo vero e proprio non come un punto d’arrivo o un punto d’inizio, ma come a uno strumento. Per quanto riguarda me, la mia Seconda Generazione è la fase sperimentale dei miei romanzi,&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt; quando cioè decisi che il tempo della mia Prima Generazione era finito e che avrei dovuto guardare oltre se non volevo ammuffire e scrivere sempre le stesse cose. In altre parole, se volevo davvero evolvermi. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;Ve ne accorgerete quando leggerete &lt;span style="color: #073763;"&gt;“Primus”.&lt;/span&gt; E’ questo al momento il mio romanzo più fantasioso, folle, distante da qualsiasi cosa abbia mai scritto e pubblicato. Mi è servito per cercare una mia dimensione esplicativa, imparare da me stesso, usare ciò che ho imparato per creare qualcosa di inequivocabilmente mio e, spero, innovativo. Ma se la teoria di Gerrold è realista, devo ancora farne di strada. Ecco perché al momento sto scrivendo &lt;span style="color: #274e13;"&gt;“Sensum”&lt;/span&gt; e poi, il quarto romanzo della serie. Questa è la mia risposta a quanti di voi mi hanno chiesto cosa sia il Talento e cosa serva per scrivere un libro. Talento &amp;amp; Tecnica. Con il primo ci nasci, con la seconda ci cresci. Perché questo è il solo modo, secondo me, di imparare a volare come Gabbiani delle Stelle.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Massimo Valentini &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6181716668513333344-3760638355541875750?l=gabbianidellestelle.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/feeds/3760638355541875750/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/09/talento-e-tecnica.html#comment-form' title='90 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/3760638355541875750'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/3760638355541875750'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/09/talento-e-tecnica.html' title='Talento e Tecnica'/><author><name>Massimo Valentini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04403346764833301763</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://1.bp.blogspot.com/-uikOmdYS8L0/TtZ3AZav47I/AAAAAAAAAxw/7UbyvWuZ6j4/s220/DSCN0153.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-HdTABBPfpQA/Tn7oHyTiGMI/AAAAAAAAAqw/djnrVDNNjGs/s72-c/fantasy2animation.gif' height='72' width='72'/><thr:total>90</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6181716668513333344.post-5924148679095696779</id><published>2011-09-19T01:34:00.024+02:00</published><updated>2011-12-06T14:53:26.186+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><title type='text'>"Scusa ma ti voglio sposare", recensione</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-rF6nABHFvco/TnaCIeZBYPI/AAAAAAAAAqQ/jc8qqcB_LbE/s1600/scusa-ma-ti-voglio-sposare.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" rba="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-rF6nABHFvco/TnaCIeZBYPI/AAAAAAAAAqQ/jc8qqcB_LbE/s400/scusa-ma-ti-voglio-sposare.jpg" width="262" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lo so, vi avevo detto che non avrei mai letto un altro libro come &lt;span style="color: blue;"&gt;“Amore 14”.&lt;/span&gt; Lo avevo giurato, lo avevo assicurato a me stesso e, credetemi, mi sono odiato per questo. Esatto, avete capito bene: mi sono odiato! La mia immagine riflessa nello specchio, questa mattina, mi ha guardato con tanto odio che al confronto i simpatici siparietti al sapor di “sei una capra!” di Sgarbi sono un inno alla dolcezza però… Però, ecco, dopo aver letto i vostri gustosi commenti ho capito che avrei dovuto darvi un’altra possibilità di divertimento. E un po’ di sano divertimento, adesso che le cose in Itaglia vanno sempre più a&lt;strike&gt; putt&lt;/strike&gt; illuminate esponenti politiche di sesso femminile, credo sia giusto offrirvi un’altra recensione che sembra semi ma, invece, è proprio seria. Ecco dunque a voi la recensione di &lt;span style="color: #b45f06;"&gt;"Scusa ma ti voglio sposare",&lt;/span&gt; uno dei libri più amati&amp;nbsp;e odiati allo stesso tempo&amp;nbsp;dal&amp;nbsp;grande pubblico.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #073763;"&gt;Per chi di voi si chiedesse perché mai proprio questo e non&lt;span style="color: #783f04;"&gt; “Scusa ma ti chiamo amore”,&lt;/span&gt; ovvero il pre-abominio, risponderò che questo è il titolo che a parere di chi scrive meglio si presta a essere visto come un assoluto concentrato delle caratteristiche che tanto piace ai fan di F.M. vale a dire miele, zucchero, latte e un po’ di farina per dare a chi legge l’illusione di geniali perle di saggezza sull’Ammmmore. Amore senza confini, (d’età) amore saggio, puro e zuccheroso che farebbe la gioia di ogni dentista che si rispetti. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Trama:&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;Il libro racconta il seguito dello storieggiare tra Niki-so-bella-bona-e-c’ho-la-paresi-da-sorriso e Alex-so-figo-ricco-e-c’ho-la-girl-appena-diciottenne. Alle corte! Niki e Alex si sono ritirati a vivere in un magnifico faro ancorato su suna brulla isoletta nutrendosi di sole, mare e ammore. Come tante coppie anche loro fanno a gare a dimostrare chi dei due è più intelligente, come quando li vediamo impegnati amorosamente a dare un nome alle rocce dell’isola. Ed eccoli, moderni Romeo e Giulietta, che danno i nomi agli scogli: &lt;span style="color: purple;"&gt;“scoglio gatto", "scoglio elegante", "scoglio sesso"&lt;/span&gt;, (sì, sì: ho detto sesso!) ecc, ecc. Ma anche i quarantenni rampanti dopo un po’ si rompono le scatole su un' isola deserta ed eccoli tornare entrambi a Roma ma, sorpresa!, Alex compra un appartamento per due ed è kosì karino-ino-ino da arredare una stanza esattamente come quella della dolce fanciulla, vale a dire con tanto di cuscini di pizzo, poster bimbominkiosi alle pareti, tende rosa e cose così. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;E dato che l’uomo di 40 anni, si sa, è un po’ rinco rispetto a una ventenne ecco Alex preparare i soliti souvenir delle fughe sopra la televisione del salotto, tazzine da caffè e tutta quella paccottiglia made in China che tutti noi compriamo ogni qual volta ci rechiamo in vacanza. Il lato rompicoglioni da quarantenne e ventenne-che-sembra-q&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;uarantenne della coppia è evidente da frasette del tipo: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“Senti, non bere troppo caffè, che poi la sera non dormi.”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;E dagli spassosi teatrini che vedono entrambi lavarsi i denti facendosi le feste a vicenda: &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“...lavarsi i denti ridendo, facendo la schiuma, cercando di parlare senza farsi capire, bofonchiando contro lo spazzolino.”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lo&amp;nbsp;studio però è importante (prima lezioncina morale di Moccia) e quindi Niki si iscrive a Lettere; qui il Sommo ne approfitta per sfondare le gonadi al povero lettore usando la sua solita becera moraletta per descrivere vere e proprie invenzioni Fantasy. Per esempio quando, in una delle tante manifestazioni studentesche, Niki non vede l’ora di immagazzinare qualcosa nei due o tre neuroni che ha al posto di un vero cervello e si secca delle manifestazioni che non le consentono di dedicarsi all’amore della sua vita:&lt;strike&gt; il fancazzism&lt;/strike&gt; lo studio: &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“Anche oggi! Che palle. C’era una lezione fichissima di Letterature comparate. Quando c’è qualcosa di interessante…”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-aqpxhl78xac/TnaFUfO1ZnI/AAAAAAAAAqk/jXW_LmTCu88/s1600/Michela-Quattrociocche-e1288892581143.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="213" rba="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-aqpxhl78xac/TnaFUfO1ZnI/AAAAAAAAAqk/jXW_LmTCu88/s320/Michela-Quattrociocche-e1288892581143.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Dall'espressione non sembra, ma è una ragazza che studia&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Letteratura comparata. Mmmm. Io non ce la vedo la Niki/Quattrociocche a seguire cotanta materia, voi &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;si? Che occhio! Beh, proseguiamo. Il Sommo non perde neanche occasione per farci capire quali siano le sue idee politiche (seconda lezioncina morale!) ed eccolo illustrare l’arcano mondo sommerso che muove le masse studentesche: &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“E’ sempre così… Qualcosa muove gli studenti, o comunque gruppi importanti della nostra società, per far sembrare fragile l’intero sistema [...] Sai se chiedi a quei ragazzi dell’Onda il perché delle loro manifestazioni quanti ti sanno dire qualcosa di sensato?”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;Ci sono anche gli scontri tra gruppi di studenti, tanto per chi non avesse capito bene, che vedono tale Renato Materia, studente-artista, considerato da più “uno schiavo del sistema” e lo fischiano urlando: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“Buffone, bugiardo, falso artista di Sinistra!”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #073763;"&gt;E poi non manca la catarsi letteraria,&amp;nbsp;cioè la terza lezioncina morale del Maestro. E che poi è il solo, unico motivo&amp;nbsp;per comprare questo libro&amp;nbsp;è quella perla di altissima ed eruditissima rivelazione sul sistema universitario tricolore che induce gli artisti, quelli veri, e i geni, quelli autentici, che invece di studiare come sarebbe logico in un mondo normale vogliono fare i Cento Celle de noaltri:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“Uno spogliarellista pazzesco con un fisico da urlo, i capelli lunghissimi neri, scuro di pelle e bello da morire [...] due lauree, in astrofisica e in ingegneria aerospaziale, ha scritto vari testi anche su riviste straniere e solo per mantenersi fa lo spogliarellista.”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“Perché in Italia non ci sono borse di studio nelle sue discipline. Ma vi rendete conto?”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-0NWmcj6EiOE/TnaCcMZKA8I/AAAAAAAAAqU/Ko21nAU4kv0/s1600/TribuKumate-CentocelleNightmare.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" rba="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-0NWmcj6EiOE/TnaCcMZKA8I/AAAAAAAAAqU/Ko21nAU4kv0/s1600/TribuKumate-CentocelleNightmare.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Gruppo di geni ignorati dalle università secondo Moccia&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #7f6000;"&gt;Certo sappiamo tutti che il sistema italiano, grazie alla SECOLARE lungimiranza di TUTTE le forze politiche siano esse destroidi, sinistroidi, ameboidi, fascistoidi ecc, è meravigliosamente organizzato in modo da rendere difficile la vita ai veri cervelli tanto che tantissimi scappano all’estero. Ma dire che uno davvero bravo debba fare lo spogliarellista mi sembra un tantino esagerato. Anche perché, lode e rispetto agli/alle spogliarelliste, ma non mi pare che un locale da lap dance sia in realtà popolato da tante Marie Curie in mutandine di pizzo e reggiseno o Einstein tutti muscolacci e finto-chic-sudore-sbrilluccicoso. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;﻿ &lt;br /&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-qIaPumWuCe4/TnaCtFRlfTI/AAAAAAAAAqY/LOJJ4rC6Jg0/s1600/4229164.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" rba="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-qIaPumWuCe4/TnaCtFRlfTI/AAAAAAAAAqY/LOJJ4rC6Jg0/s1600/4229164.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Sembra una lap dancer e invece no: è un genio della Fisica!&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿ ﻿ &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #351c75;"&gt;Sono molto simpatici&amp;nbsp;i tentativi fatti da Moccia per far credere al povero lettore di essere uno scrittore Super-Ultra-Stra-Mega-Ggiovine. Questo si nota dalle sue aulicissime iperbole vecchie di un decennio fa che usa per far dialogare i ggiovani: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“...è vero, amo il surf, mi piacciono le onde perché, come diceva Eugene O’Neill, solo sul mare si è davvero liberi“..."&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“Puntiamo i fari delle macchine verso il mare ed è una ficata.”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“che sballo!”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #cc0000;"&gt;Senza contare la deliziosa e assoluta NON-capacità del Sommo&amp;nbsp;di essere&amp;nbsp; coerente con se stesso!Mi riferisco al suo identificare tutto ciò che si presenta in modo più o meno finto ai margini del sistema come autentico luogo/individuo “artistico”. Cosa che a me, specie dall'epoca del '68, è sembrato sempre in odor rosso più che destroide. Mah! Misteri dell'arte mocciana. Comunque il Sommo ripete spesso questo mantra. Lo abbiamo già visto nella patetica figura di Rusty James dei poveri, il fratello scemo-ma-artista-della-cretinetta-Caro, eroina di &lt;span style="color: #274e13;"&gt;"Amore 14",&lt;/span&gt; e lo rivediamo qui con il CentoCelle Student-Boy e anche con un tale che fa il surfista a &lt;strike&gt;Miami&lt;/strike&gt; Civitavecchia! A proposito di questo tizio che Moccia descrive, lontano lontano lontano dagli stereotipi, con ciuffo ribelle, solita moto sotto il culo (in questo caso una rombante Harley-Davidson) e fascinoso giramondo che racconta le sue emozioni a una platea di studentesse eccitate. Ed ecco che, ma non me lo sarei mai aspettato, questo tizio s’innamora di Niki e per farle mollare il vecchio bacucco la invita al ristorante etnico. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: orange;"&gt;Ricordate quando vi dicevo che Moccia non ha la più pallida idea del mondo né dei giovani né di quello in generale? Ecco, appunto. Tanto è vero che un comunissimo ristorante etnico è dal Sommo descritto come una trasgrescio assoluta perché mangiare le robe africane cambia Niki da così a così e la farà crescere. C’è poi anche una scena che mi fa molto pensare. Ma molto e dico davvero. Pensare cioè su quanta neve sia necessaria per scrivere una boiata finto-radical-chic come quella che vede il fascinosissimo pirla di cui sopra riferire a Niki le sue erudite idealità come quelle che seguono: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“Quando stavo al liceo, e magari avevo litigato con mio padre per l’ennesima volta, prendevo il motorino e mi fermavo qui con il mio libro e una birra magari… al sole… sulla tomba di Keats”…&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;﻿﻿﻿ &lt;br /&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-PLB1bSiDHdo/TnaDWcbqo1I/AAAAAAAAAqc/xPEqgX3bS3Y/s1600/0604_stcp_05_z%252B1961_harley_davidson_custom_chopper%252Bbike_and_girl_left_side.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="240" rba="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-PLB1bSiDHdo/TnaDWcbqo1I/AAAAAAAAAqc/xPEqgX3bS3Y/s320/0604_stcp_05_z%252B1961_harley_davidson_custom_chopper%252Bbike_and_girl_left_side.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Una poetessa che si reca alla tomba di Keats&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿ ﻿﻿﻿ &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;E per non dimenticare quanto il finto sporco ma autentico genio serfista de Civitavecchiaaaaaaaa sia anche sensibile e dunque affascinantissimo per il cuore della pulzella eccolo sciorinare una stronzata colossale sull’amore verso le bestiole e gli altri esseri umani: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“…compare una donna dal passo lento con un vestito lungo e i capelli sciolti bianchi che selvaggi le scendono giù coprendole il viso. Protegge con una mano la debole fiamma di una candela, mentre ai suoi piedi uno stuolo di gatti affamati la segue…” “…tradita dal marito ha perso la ragione, è impazzita, ama l’amore più di ogni altra cosa e così è diventata colei che si occupa di Keats [...] ha rinunciato alle cose pratiche, alla moda, alle sue inutili proprietà, per ritrovare qui il sentimento, essere devota alla poesia e all’amore…”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #0b5394;"&gt;E Alex? Già, Alex. Il povero idiota, accortosi che Niki fa la smorfiosa con il serfista (SERFISTA non SURFISTA. E’ di Civitavecchia, ricordate?) medita vendetta e gelosia. No, tranquilli, mica imbraccia una Beretta e fa fuori il ganzo. No, Moccia è trooooppo politicamente corretto, non si fa. E allora che fa? Chiede a lei di sposarlo, no? Ed ecco, adesso mi sto annoiando sul serio, che Moccia proprio non ce la fa a far capire quanto lui conosce della vita, quella vera, fatta di sudore e lavoro e non quella del figlio-di-papà-che-non-sa-fare-un-cazzo-ma-dice-di-essere-bello-e-intelligente. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #38761d;"&gt;Ad ogni modo la proposta di matrimonio la fa sull’elicottero, nel cielo di New York, sospesi davanti alla cima dell’Empire State Building che, chissà perché, appena l’ho letto ho sperato che fosse vero e che in quell’attimo il caso dell’11 settembre coinvolgesse solo quel coglione di Alex... Dopo le ovvie" &lt;span style="color: purple;"&gt;miao miao miao miao"&lt;/span&gt; (trad: quanto ti lovvo! Oh, come sei pazzerello e coraggioso. Ti lovvo davvero tanto. Ma tanto. Ma tanto. Ma tan… Bang!) Ecco Alex che, non sia mai detto, anche lui è colto, bello, intelligente ecc, ecc, ecc ed eccolo portare la sua Niki alla ricerca della vera New York, non quella patinata. E dove la porta? A fare shopping da Macy’s, ovviamente. Cioè alla meta dove TUTTI gli italiani vanno quando si trovano a New York impegnati nello shopping selvaggio. Ma si sa, Moccia è originale… Una delle cose che, se vista con il giusto spirito, quello a metà tra il goliardico e il serio altrimenti scatta l’istinto omicida contro Il Sommo, sono i dialoghi. Sono così deliziosamente irreali, assurdi, quasi li avesse scritti una foca in stato di grave astinenza da Magic Viagrae. Eccovi un raffinato dialogo tra Niki e Alex su quale menù servire per il loro lovvo-matrimonio:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“Io farei tutto mare… Ma se qualcuno è allergico?”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“Al pesce? Non lo invitiamo!”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“Ma dai, non è carino!”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“E i fritti?”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“Ci devono essere!”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“E un po’ di prosciutto crudo?”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“Ci deve essere!”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;"E un po’ di parmigiano?”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“Ci deve essere!”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #0c343d;"&gt;La voglia è quella di chiedergli di cambiare disco o controllare la puntina. Anche la famiglia di Alex, ovviamente ricchissima, riflette la fantasya del Sommo che la presenta come una cricca di intellettuali Chic and Easy di Prima Qualità (mod. Io-So’ Homo De Erudizione Che credi?) E infatti la loro stramegavilla sfoggia arazzi, quadri a olio con scene di campagna e ritratti di avi illustri e parlano sciacquandosi la bocca con famosissime riviste super-letterarie come Vanity Fair. Ecco la frase più usata dai dialoghi di cotanto genitori: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“L’ho letto su Vanity Fair...”&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-hEKNWCS6uGE/TnaGpwNPeVI/AAAAAAAAAqo/ffbjtVTbdWQ/s1600/jennifer-vanity-fair.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" rba="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-hEKNWCS6uGE/TnaGpwNPeVI/AAAAAAAAAqo/ffbjtVTbdWQ/s320/jennifer-vanity-fair.jpg" width="228" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;La Treccani di Moccia&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;Che vuol dire: lui (Moccia) l'ha letto su Vanity Fair. Ma come in tutte le lovvo-story mocciane ecco che il truzzo SERfista de Civitavecchia non ci sta e riconquista Niki che intanto&amp;nbsp;ha vagamente capito che a sposare uno mooolto più vecchio di lei, anche se ricchissimo, significherà prima o poi pulirgli il pannolone. E che fa Alex? Dopo averle di nuovo dichiarato il suo amore in Disco per &lt;span style="color: purple;"&gt;“far suonare il suo cuore…” &lt;/span&gt;no comment, cerca di ringiovanirsi un po’ accattandosi anche lui l’Harley che servirà poi da carrozza matrimoniale figa-e-trasgrescio. Con questa scena finisce &lt;strike&gt;questa immonda por&lt;/strike&gt; questa deliziosa opera letteraria che vede i due piccioncini sfrecciare sulla motorazza (Moccia dev’essere ossessionato dalle moto, dacchè ne parla in TUTTI i suoi libri) vestiti di bianco. Lei come una pseudo-virgo-ma-sexy-doll e lui come un simpaticone-gelataio-di-bianco-vestito. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Recensione: &lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;Francamente credo sia un mistero sapere come la mente di Moccia possa generare tali assolute nefandezze. Dialoghi da scuola elementare, concetti distorti e un senso del ritmo sconosciuto fanno di questo libro l’apoteosi del trash. E la cosa brutta è che&lt;span style="color: black;"&gt; &lt;strike&gt;“Amore 14”&lt;/strike&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="color: #b45f06;"&gt;"Scusa ma ti voglio sposare"&lt;/span&gt; non è una storia ironica, una versione romanzata alla scary movie, insomma, ma vuole seriamente essere uno spaccato del mondo dei teenagers moderni. Sapete che vi dico? Penso che Moccia non abbia mai letto i libri di Terry Pratchett, tanto per citare solo uno dei tantissimi autori la cui narrativa è dedicata a un pubblico di giovanissimi. Adesso voi direte che quelli son Fantasy per ragazzi mentre questo non lo è. Eppure...&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Eppure un libro come &lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;strike&gt;"Amore 14"&lt;/strike&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="color: magenta;"&gt;“Scusa ma ti voglio sposare”&lt;/span&gt; e altre pubblicazioni come questa sono in realtà tentativi di una civiltà aliena per controllare il mondo partendo dalle menti più fragili, quelle dei giovanissimi. Alieni scemotti, però, digiuni di vita terrestre, col cervello in panne e con manie di grandezza! &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;Che dite? Questo è lo stesso verdetto dato ad&lt;span style="color: #073763;"&gt; “Amore 14”?&lt;/span&gt; Esatto, ma perché, voi pensate&amp;nbsp;davvero che i libri del Sommo sono uno diverso dall’altro? No? Ah, ecco. Alla prossima e… volemose bene!&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Massimo Valentini &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6181716668513333344-5924148679095696779?l=gabbianidellestelle.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/feeds/5924148679095696779/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/09/scusa-ma-ti-voglio-sposare-la.html#comment-form' title='94 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/5924148679095696779'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/5924148679095696779'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/09/scusa-ma-ti-voglio-sposare-la.html' title='&quot;Scusa ma ti voglio sposare&quot;, recensione'/><author><name>Massimo Valentini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04403346764833301763</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://1.bp.blogspot.com/-uikOmdYS8L0/TtZ3AZav47I/AAAAAAAAAxw/7UbyvWuZ6j4/s220/DSCN0153.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-rF6nABHFvco/TnaCIeZBYPI/AAAAAAAAAqQ/jc8qqcB_LbE/s72-c/scusa-ma-ti-voglio-sposare.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>94</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6181716668513333344.post-2485300939919279295</id><published>2011-09-09T13:50:00.017+02:00</published><updated>2011-12-06T14:53:42.436+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='romanzi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='recensioni'/><title type='text'>"Amore 14", recensione</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-5A7315-jdy4/Tmn9sQCBC6I/AAAAAAAAApg/jKAZmDB_spM/s1600/libro.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" nba="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-5A7315-jdy4/Tmn9sQCBC6I/AAAAAAAAApg/jKAZmDB_spM/s400/libro.jpg" width="256" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Vi avevo detto che sarei stato disponibile a recensire Moccia ed eccoci arrivati alla recensione che avete chiesto, quella di&lt;span style="color: blue;"&gt; “Amore 14”&lt;/span&gt;. Detto tra noi, non capisco perché non abbiate chiesto quella de &lt;span style="color: #274e13;"&gt;“L’uomo che non voleva amare”,&lt;/span&gt; ovvero l’ultima fatica (fatica?) del teen-writer per eccellenza ma tant’è. Quando il rospo va ingoiato va ingoiato e mosca.&amp;nbsp;So di avervi abituati a leggere recensioni doppie, nel caso avessero tratto anche un film dal libro da recensire del momento ma in questo caso, perdonatemi, proprio non ho avuto il coraggio di guardare anche l’insulso filmetto recitato da decerebrati tratti da questo abominio cartaceo. Porca miseria, ragazzi, non sono mica Rambo! Quindi eccovi solo la recensione del libro che, credetemi, ha richiesto tutta la mia buona volontà per non gettarlo in pasto alle tarme dopo aver letto la prima pagina. Che Moccia pubblichi libri di larghissima diffusione è un dato di fatto, che questo voglia dire che è anche uno scrittore avrei qualche piccolissimo dubbio. Adesso voi direte che Moccia è uno scrittore specializzato in libri per ragazzi. Beh lo era anche Jack London. eccovi un paragone:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;﻿﻿ &lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-qmr-Dpbm9jg/Tmn-V_eDMSI/AAAAAAAAApk/QarUhvB4Y90/s1600/Federico_Moccia_-_uomo_glamour.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" nba="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-qmr-Dpbm9jg/Tmn-V_eDMSI/AAAAAAAAApk/QarUhvB4Y90/s320/Federico_Moccia_-_uomo_glamour.jpg" width="222" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;scrittore per ragazzi secondo alcuni&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿﻿ &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;﻿﻿ &lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-5RCzQ9f_sAY/TmoDTPpAMUI/AAAAAAAAAp0/WTE9dLbPYvw/s1600/London.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" nba="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-5RCzQ9f_sAY/TmoDTPpAMUI/AAAAAAAAAp0/WTE9dLbPYvw/s320/London.jpg" width="291" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Scrittore per ragazzi secondo il resto del mondo&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿﻿ &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #4c1130;"&gt;Essì che oggi, complici orrendi trashate televisive, s’improvvisano scrittori/trici i classici dogs and pigs (trad. cani &amp;amp; porci) magari provenienti dai reality per cui perfino questo &lt;span style="color: blue;"&gt;“Amore 14”&lt;/span&gt; potrebbe essere definito un romanzo anche se, in verità, solo dopo una sbronza colossale. Ma andiamo a recensire e che Santo Dick abbia pietà di noi. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;u&gt;&lt;strong&gt;Amore 14: trama&lt;/strong&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;Carolina detta “Caro”&amp;nbsp;è il prototipo della&amp;nbsp;ragazzina moderna, semplice e ingenua, che dovrebbe essere&amp;nbsp;all’oscuro di tutto ciò che ruota intorno al sesso ( non conosce neppure il petting…) . Come tutte le ragazzine della sua età anche lei ha tantissime amichette con le quali scambia le sue esperienze di vita e la sua visione del mondo. Essendo la protagonista del libro è lei la figura attraverso la quale ruota la storia e la vediamo trascorrere il proprio tempo a confidarsi con le sue amiche, raccontarsi i primi, timidi baci, le prime esperienze di vita e, ovviamente, anche il difficile rapporto con i genitori che, a quell’età, è sempre molto delicato. Come in tutti i romanzi mainstream dedicato a un certo tipo di storie ecco che nella vita di Caro arriva l’amore e, di lì, una serie di piccoli, grandi scoperte che le spianeranno la transizione verso l’età adulta. Fine della trama. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Amore 14: recensione&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #0c343d;"&gt;Ormai sono trascorse “enti” primavere dai miei 14 anni ma, devo dirlo, anche a quell’età non avrei avuto il minimo dubbio su cosa pensare di questo libro:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #0c343d;"&gt;&amp;nbsp;il bagno, come rotolo della carta igienica. Non è possibile pensarla diversamente perché l’autore dimostra di non aver affatto presente il reale mondo dei quattordicenni di oggi (molto più complesso di quel che afferma&amp;nbsp;su queste pagine) di cui presenta stereotipi privi della benché minima credibilità anche per un libro destinato a un pubblico di giovanissimi. Questo libro, che io sia dannato se ne leggerò un altro, è un vero e proprio guazzabuglio di stucchevoli scemenze scritte con uno stile semplicistico (non semplice, attenzione. Perché semplice sarebbe stato quello indicato per un libro con la pretesa di descrivere il mondo giovanile, ma semplicistico che poi è l’apoteosi del&lt;em&gt; Io sò lo scrittore moderno e bbbravissimo ma non so una cippa!&lt;/em&gt;) un distillato delle più becere fiction televisive oggi di moda, di luoghi comuni tanto sdolcinati quanto irrealistici, di assurde ignoranze sessuali, salvo poi scoprire in un battibaleno, toh!, sesso &amp;amp; roccherolle a go-go, e robetta simil spot televisivi per deficienti. Per esempio, Moccia a quanto pare crede sia plausibile che una ragazzina come Caro non sappia niente, ma proprio niente del sesso.&amp;nbsp; Un esempio per tutti è quando, poverina, si dichiara ignorante dei baci alla francese, si quelli con la lingua ohmioddio!, e afferma, apriti cielo, che &lt;em&gt;Basic Instinct&lt;/em&gt; sarebbe:&lt;span style="color: purple;"&gt; &lt;em&gt;“un corso video di lotta greco-romana”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;em&gt;.&lt;/em&gt; A questo punto devo pensare che Caro sia:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;a) Scema come una campana&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;b) Bugiarda patologica&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;c) Un’aliena dalle sembianze umane appena atterrata sulla Terra per errore. &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;E quanto alle sue nozioni sul sesso? Eccovi un assaggio del suo primo bacio...&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;“Cosa succede? Sento qualcosa di strano nella bocca. E’ la sua lingua! Ma aiuto… Però… non mi dà fastidio. Meno male! Che bello.”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;Ovviamente Caro ha anche una schiera di amichette più scafate di lei che un bel giorno decidono di fare una vera e propria lezioncina di sesso, con tanto di lavagna con la quale descrivere “pisello” e “pisella”. Una lezioncina tanto mielosa quanto, secondo il Sommo, realistica tanto è vero che&amp;nbsp; pisello &amp;amp; pisella fanno svanire all’istante il virgineo candore catto-cristiano di Caro per trasformarla in una lussuriosa sexy doll poiché, appena a casa, la nostra amica esplora la sua prima masturbazione nella vasca da bagno. Quando poi conosce Massi, cioè Massimiliano (sì, questi diminuitivi idioti solo Moccia li sa trovare. Dev’essere un suo marchio di fabbrica) ecco che Caro è già pronta per il fisting:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="background-color: white; color: purple;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;“Il mio respiro si fa più corto, affannato, affamato di lui, dei suoi baci, della sua mano, che continua a muoversi dentro di me…”&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-z1UscXNJq4s/TmoHFeuTYFI/AAAAAAAAAp4/pcAyj3HxsyY/s1600/2.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="192" nba="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-z1UscXNJq4s/TmoHFeuTYFI/AAAAAAAAAp4/pcAyj3HxsyY/s320/2.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Caro prima della lezione sul Pisello e Pisella&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿ &lt;br /&gt;﻿ &lt;br /&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-qaoI1nqUpjo/TmoHXCiJeBI/AAAAAAAAAp8/qUR15NStJvg/s1600/3.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="320" nba="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-qaoI1nqUpjo/TmoHXCiJeBI/AAAAAAAAAp8/qUR15NStJvg/s320/3.jpg" width="229" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Caro una volta fatto il suo primo &lt;strike&gt;dital&lt;/strike&gt; bagnetto&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿ ﻿ &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #cc0000;"&gt;Leggere un libro del genere comporta seri rischi per la propria pressione arteriosa. Perché ti viene voglia di afferrare per le palle quei geni delle C.E. coinvolte in questi squallidi libretti per sbatterli su una rotaia in attesa del treno. Che Moccia non sia un must in nulla credo sia assodato. Ma il fatto è che secondo lui i quattordicenni di oggi sarebbero assolutamente candidi, leggi CAPRE, in merito a qualsiasi cosa. Quando si dice il romanzo autobiografico… Già perché mi pare evidente che una scemenza del genere esca pari pari dalla vita dell’autore:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;“La cosa assurda è che ormai con questi telefonini si fa tutto. Cioè, prima servivano solo per comunicare. Ora sono degli iPod, delle tele camerine e chissà quante altre cose che sinceramente io non so fare.”&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;Lo dico perché esistono quattordicenni in grado di crackare computer ben superiori a un telefonino. Certo, magari poi non sanno neanche dove stia l’Italia sulla cartina geografica, ma quella è un altro paio di maniche. Per quello dobbiamo ringraziare Sua Sapienza Mariastella Gelmini. Quanto poi i libri di Moccia sia intrisi di quella becera forma di ipocrisia benpensante è evidente da perle, si fa per dire, tipo questa che vede Caro e le sue amichette decerebrate ma taaaaanto brave andare in discoteca: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;“Ed è follia, e sono risate, senza bere, senza sigarette, senza nessun altro tipo di aiuto, così pazze e naturali, con il coraggio di essere vivi.”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;E poi, al gabbi-cesso, eccole in preda a innocenti ma sagge elucubrazioni sui pericoli della droga:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;“Ma che c’hai la droga?” “Ma che!” Alis alza le spalle “Al massimo vuole fare una di quelle scritte sfigate che ogni tanto qualcuno fa.”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;Sua Saggezza Letteraria Moccia ha sciorinato anche&amp;nbsp;il buonismo italico contro la droga e le scritte volgarotte sui muri di ogni bagno pubblico che si rispetti perché, altrimenti, le ggiovani menti dei ggiovani d’oggi, così dolci, implumi e delicate, sarebbero di sicuro fuorviate dal sapere simili cose, poffarbacco! (a quanto pare Moccia ignora la presenza&amp;nbsp;della TELEVISIONE. Per non parlare di Internet, eh!) E ovviamente non poteva mancare anche un’occhiatina&amp;nbsp;di svenevole dolcezza verso gli immigrati visti non come persone come tutte le altre con i propri pregi e difetti, ma come angioletti zuccherosi pronti a versare qualche lacrimuccia per il destino avverso di una minorata mentale come è descritta Caro. Eccola che va da un tale Jamiro per le sue questioncelle di cuore, e cioè su come sarebbe andata a finire la storia tra lei e Massi: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;“Jamiro scuote la testa. Guarda il telefono chiuso. Poi quelle carte. Ecco, ora vedo. Non era la pioggia. Jamiro si sente stringere il cuore. Sono lacrime.”&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Da non dormirci la notte, vero? Un’altra delle sciocchezze propinate in questo… romanzo (bah!) è la palese ignoranza dell’autore in merito a cose decisamente comuni. Quando Caro decide di andare a giocare a Tennis va a un negozio per comprarsi l’equipaggiamento. Ed ecco, a parte la pubblicità occulta onnipresente nei libretti di Moccia, come l’autore non sappia un’acca di quanto costino certi capi griffati odierni: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;strong&gt;“…Scarpe da tennis, calzettoni, gonna con sotto pantaloncino Adidas, maglietta Fila, tuta Nike, racchetta da tennis e due polsini…” &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #073763;"&gt;Per 81 eurozzi... Seee, manco al mercato cinese trovi quella roba a quel prezzo. Insomma, si dice che uno scrittore, un VERO scrittore, scusate perché qui m’incazzo e di brutto, debba sporcarsi le mani per conoscere il mondo o, almeno, conoscere bene l’argomento di cui desidera parlare, ma Moccia non capisce&amp;nbsp;niente della vita. Per esempio, nei negozi accade di tutto e di più,&amp;nbsp;neanche fossero il Parlamento Italiano. Ci sono addetti pronti a farti schede SIM a nome di qualcun altro se minacci di non comprargli il nuovo telefonino della Nokia, librerie dove ti danno con la più assoluta non chalance i dati delle carte di credito dei clienti che ti piacciono da morire perché te ne sei innamorata. Da tutto ciò si evince che Moccia è abituato evidentemente a una vita fatta di coccole e carezze ai piani alti, anzi, altissimi, del bel mondo dove puoi parlare con la erre moscia e sciorinare stronzate sul tuo ultimo Ferrari comprato dal Papi. Altrimenti non si spiegherebbe, un esempio tra i tanti, &amp;nbsp;l’assoluta mancanza di erudizione musicale che il Nostro Sommo Autore dimostra quando Caro &amp;amp; le sue amichette vanno in disco ad ascoltare i Tokio Hotel che secondo il Maestro sarebbero un gruppo discotecaro:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #073763;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;“il titolo della festa è Tokio Hotel!” “E allora?” “E allora dobbiamo essere delle cubiste scatenate!”&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;E poi, apice della sindrome Io sono figlio di Papi e ho la super-mega-ultra-iper-bat-mobile-attenta-all’inquinamento-ma-che-va-da-dio, cioè quei quadricicli passibili di essere guidati anche senza patente,&amp;nbsp;moderna evoluzione dei tricicli motorizzati per disabili degli anni '70, &amp;nbsp;che secondo Moccia diventano qualcosa che Fast and furios gli fa nà pippa:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“…blu scura metallizzata con “delle strisce bianche e celesti che partono dalle ruote davanti e arrivano fino a dietro”, apertura telecomandata, antifurto, “luci di illuminazione azzurro ghiaccio che illuminano da sotto la macchina” …“due casse piccole davanti e un subwoofer enorme dietro”…“si apre un cassettino da sotto il cruscotto con pentolino, acqua, piastra elettrica.” &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt;Secondo alcuni&amp;nbsp;i libri di Moccia e gli orribili film da essi tratti sarebbero educativi e anche questo non farebbe differenza. E infatti il Sommo descrive&amp;nbsp;un pirla scolastico che si butta dalla finestra del secondo piano, nel bel mezzo di una lezione, senza motivo. Nel mondo reale il deficiente di cui sopra sarebbe in prognosi riservata in qualche ospedale, il professore sotto shock con la paura di andare in galera e i compagni di classe che si prodigano in urla isteriche. E in quello di Moccia? Una gamba rotta, una piccola, piccola eh, &lt;span style="color: #783f04;"&gt;ramanzina, e i compagni che ridono come pazzi per la simpaticissima azione del coglionaccio in questione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="color: #783f04;"&gt; Ma è quando il Sommo descrive l'incontro tra Caro e Massi che sfiora il sublime della trash-narrativa per deficienti:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;“…vedo un tipo riflesso nello specchio che mi guarda. Ha gli occhi azzurro intensi, i capelli scuri, è alto e magro ed è più grande di me. Poi improvvisamente mi sorride. E allora ho un tuffo al cuore…”&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;E poi:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;“una voce che mi sorride. “E’ questo vero?” Compare davanti a me il CD di James Blunt. E sento anche la musica, sembra quasi una magia.”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;Cavoli che magia. Di quelle che in meno di un paio di giorni ti ritrovi a far sesso con una santerellina che prima non sapeva nulla di un bacetto con la lingua e poi ti si concede per un fisting, però! E da quel pirla che è Massi non trova di meglio, dopo aver scritto il proprio numero sulla vetrina di un negozio a uso e consumo della cretinetta Caro,&amp;nbsp;che scomparire in una nuvola di broom bromm a bordo della sua potentissima moto:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;“…Monta su una moto poco più lontano. Si gira un’ultima volta e poi quel sorriso, bellissimo…”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #0c343d;"&gt;Notate la somiglianza tra questo libro-fotocopia e gli altri, a partire da &lt;span style="color: orange;"&gt;“Ho voglia di te”&lt;/span&gt; per arrivare a &lt;span style="color: purple;"&gt;“Scusa ma ti chiamo amore”&lt;/span&gt;. E poi, ehilà, il Sommo fa anche una virile, ma delicata (non sia mai!) auto-citazione del più classico degli stereotipi sugli scrittori. Essì perché il fratello di Caro, artista vero, artista nel’animo ma coglione fuori, Giovanni (detto Rusty James) pirlotto ovviamente alto, bello, artisticamente trasandato ma dal grande talento nonché scrittore in erba, scappa di casa per andare a vivere su un barcone sul Tevere. E il primo libro di costui, intitolato “Nuvole” è pari pari identico a una qualsiasi delle boiate di Moccia. Eccone una frase: &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;“E poi l’abbraccio stretta. E lei mi guarda negli occhi. “Ma…” “Shhh…” Le metto un dito sulla bocca. “Silenzio… Non senti il mio amore?” Lei allora sorride. Anche io. “Non andartene mai più”. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;E Caro-la-sorellina-scema, dice al fratellino alto, bello e intelligente come una cozza appena svuotata del mollusco:&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;em&gt;“Non andartene mai più!” E’ bellissimo… ma come ti vengono certe cose?”&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;﻿﻿ &lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-eHwKvKO7gHM/TmoC1fsaAtI/AAAAAAAAAps/Xq8MLX6BTEQ/s1600/Federico_Moccia---32.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="180" nba="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-eHwKvKO7gHM/TmoC1fsaAtI/AAAAAAAAAps/Xq8MLX6BTEQ/s200/Federico_Moccia---32.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Poeta secondo Moccia&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿﻿&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;﻿ &lt;br /&gt;&lt;table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-3VOPz0vfMCo/TmoDGYD0TeI/AAAAAAAAApw/1cQYlxL316U/s1600/images.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" nba="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-3VOPz0vfMCo/TmoDGYD0TeI/AAAAAAAAApw/1cQYlxL316U/s1600/images.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;Poeta del mondo reale&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿ &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;&lt;strong&gt;Roba che Dylan Thomas si rivolterebbe nella tomba se le avesse anche solo guardate da quattro chilometri di distanza. Ma già, Rusty-lo&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;-scemo sarebbe un poeta...&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Per farla breve: &lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;Francamente credo che sia un mistero sapere&amp;nbsp;come la mente di Moccia possa generare&amp;nbsp;tali assolute nefandezze.&amp;nbsp;Dialoghi da scuola elementare, concetti distorti e un senso del ritmo sconosciuto fanno di questo libro l’apoteosi del trash. E la cosa brutta è che &lt;span style="color: #783f04;"&gt;“Amore 14”&lt;/span&gt; non è una storia ironica, una versione romanzata alla scary movie, insomma,&amp;nbsp;ma vuole seriamente essere uno spaccato del mondo dei teenagers moderni. Sapete che vi dico? Penso che Moccia non abbia mai&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;&amp;nbsp;letto i libri di Terry Pratchett, tanto per citare solo uno dei tantissimi autori la cui narrativa è dedicata&amp;nbsp;a un pubblico di giovanissimi. Adesso voi direte che&amp;nbsp; quelli son Fantasy per ragazzi mentre questo non lo è. Eppure...&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #990000;"&gt;&lt;strong&gt;Eppure&amp;nbsp;un libro come &lt;span style="color: #274e13;"&gt;"Amore 14"&lt;/span&gt;&amp;nbsp;che&amp;nbsp;descrive come complicatissimi e degni di un drago&amp;nbsp;i mobili IKEA quando l'IKEA fa mobili a prova di deficiente &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;(ma evidentemente non a prova di Moccia) comincio a pensare davvero di definirlo Fantasy, ma nel senso dispregiativo del termine. Perché &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;non si possono descrivere &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;adolescenti candidissimi ma pronti a fare fisting in cinque minuti, imbecilli che si gettano dal secondo piano tra le risate e le affettuose ramanzine degli insegnanti, perle su quanto sia brutta la droga, l’alcol e le scritte porno sui muri&amp;nbsp;in un modo che descriverebbe solo un chierichetto alla domenica,&amp;nbsp;far credere&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt; che sia semplicissimo in un negozio di telefonia affibbiare una scheda sim a un altro o in una libreria ottenere informazioni riservate solo perché ti innamori di un tizio! Se non è fantasia (distorta) questa, non saprei come definirla.&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #4c1130;"&gt;&lt;strong&gt;Ma ecco spiegato il mistero: &lt;span style="color: blue;"&gt;"Amore 14" &lt;/span&gt;e altre pubblicazioni come questa sono in realtà tentativi di una civiltà aliena per&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;controllare il mondo partendo dalle menti più fragili, quelle dei giovanissimi.&amp;nbsp;Alieni scemotti, però,&amp;nbsp; digiuni di vita terrestre, col cervello in panne e con manie di grandezza! &lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;strong&gt;Massimo Valentini&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6181716668513333344-2485300939919279295?l=gabbianidellestelle.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/feeds/2485300939919279295/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/09/amore-14-recensione-libro.html#comment-form' title='140 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/2485300939919279295'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6181716668513333344/posts/default/2485300939919279295'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://gabbianidellestelle.blogspot.com/2011/09/amore-14-recensione-libro.html' title='&quot;Amore 14&quot;, recensione'/><author><name>Massimo Valentini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04403346764833301763</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://1.bp.blogspot.com/-uikOmdYS8L0/TtZ3AZav47I/AAAAAAAAAxw/7UbyvWuZ6j4/s220/DSCN0153.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-5A7315-jdy4/Tmn9sQCBC6I/AAAAAAAAApg/jKAZmDB_spM/s72-c/libro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>140</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6181716668513333344.post-5273725229971694562</id><published>2011-09-05T17:02:00.009+02:00</published><updated>2011-12-27T01:22:57.869+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scrivere'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I miei libri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='riflessioni'/><title type='text'>E alfine uscimmo a riveder le stelle...</title><content type='html'>&lt;div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on"&gt;&lt;div class="separator" closure_uid_uhy7ah="273" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-sWK14kOuFyY/TmThix6xAsI/AAAAAAAAApc/migmOLIuimc/s1600/Metafisica.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-sWK14kOuFyY/TmThix6xAsI/AAAAAAAAApc/migmOLIuimc/s1600/Metafisica.jpg" xaa="true" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div closure_uid_uhy7ah="204" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div closure_uid_uhy7ah="203" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div closure_uid_uhy7ah="288" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div closure_uid_uhy7ah="296" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span closure_uid_uhy7ah="152" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span closure_uid_uhy7ah="158" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;span closure_uid_uhy7ah="202" style="font-size: large;"&gt;N&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span closure_uid_uhy7ah="152" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span closure_uid_uhy7ah="158" style="font-family: inherit;"&gt;o ragazzi, non parleremo di Dante.&amp;nbsp;Il titolo di questo post si riferisce a un altro libro di cui&amp;nbsp;abbiamo parlato, un libro sul quale avete fatto domande e richieste ed è giusto che adesso&amp;nbsp;sappiate che l'attesa&amp;nbsp;tra qualche mese finirà.&amp;nbsp; Già perché&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span closure_uid_uhy7ah="152" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span closure_uid_uhy7ah="158" style="font-family: inherit;"&gt;&amp;nbsp;&lt;span style="color: blue;"&gt;&lt;span closure_uid_uhy7ah="278"&gt;&lt;span closure_uid_uhy7ah="277"&gt;“Primus, l’uomo che sognava di vivere&lt;/span&gt;”&lt;/span&gt;,&lt;/span&gt; che come sapete fa parte della mia Seconda Generazione, è stato selezionato per la pubblicazione e nei prossimi giorni dovrei ricevere nuove comunicazioni relative al contratto e al modus operandi che la CE intende adottare per il progetto. Ok, sono contento, sarebbe inutile e ipocrita negarlo, ma il mio stato d’animo non si spiega solo con la pubblicazione in sé, ma anche perché questo romanzo segna una svolta nel mio modo di scrivere.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div closure_uid_uhy7ah="200" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div closure_uid_uhy7ah="200" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span closure_uid_uhy7ah="152" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #660000;"&gt;&lt;strong closure_uid_uhy7ah="168"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;U&lt;/span&gt;na svolta che se da un lato è debitrice nei confronti della mia Prima Generazione dall’altra si distacca dal filone del Fantastico tradizionale per approdare a lidi che non hanno nulla a che fare con il Fantasy e il Weird classici. Per correttezza non posso ancora rivelarvi di quale CE si tratta perché siamo davvero agli inizi, ma&amp;nbsp;questo blog è uno spazio dedicato a voi, un luogo fatto di pixel che ha il solo fine di parlare con voi lettori o semplici curiosi di libri, recensioni reali (quindi non lecchinate) arte letteraria &amp;amp; cinematografica. Ecco perché volevo condividere già adesso questa notizia con voi lettori. Sapete che la mia Seconda Generazione non è/sarà composta quasi soltanto da racconti come la Prima, ma da romanzi. Libri che quanto a tecnica e argomenti sono uno diverso dall’altro, tutti abbastanza distanti da ciò&amp;nbsp;che finora ho pubblicato. E dannatamente più corposi, anche. Quest’ultimo è il motivo che mi ha fatto cercare altri lidi dove proporli perché la 0111, di cui peraltro sono soddisfatto, non accetta testi più lunghi di 500.000 caratteri e &lt;span style="color: blue;"&gt;“Primus”&lt;/span&gt; ne ha 800.000.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div closure_uid_uhy7ah="199" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div closure_uid_uhy7ah="199" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span closure_uid_uhy7ah="152" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span closure_uid_uhy7ah="171" style="color: #783f04;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;O&lt;/span&gt;vviamente anche questa nuova Casa Editrice è assolutamente No-EAP, come poi è giusto che sia per pubblicare davvero, cioè con un’attenta valutazione qualitativa del testo. E, devo dire, la valutazione di &lt;span style="color: blue;"&gt;“Primus”&lt;/span&gt; si è protratta per quasi un anno. Ho avuto altre possibilità di editor (e agenti letterari) che avevano letto la sinossi e i primi capitoli, ma finora avevo sempre risposto negativamente perché non mi convincevano distribuzione, la qualità complessiva dei libri, la possibilità di seguire e migliorare i testi attraverso un buon editing. Questa C.E. milanese,&amp;nbsp;invece, di medie dimensioni, vanta una politica di distribuzione di ottimo livello e arriva in Svizzera con una certa facilità. Segue i propri autori passo passo dedicandogli un attivissimo ufficio stampa. Invia copie omaggio a testate e siti, prevede un progetto grafico serio e, dulcis in fundo, è distribuita dalla A.L.I., che poi è la garanzia di una distribuzione seria e competente.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div closure_uid_uhy7ah="198" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div closure_uid_uhy7ah="198" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span closure_uid_uhy7ah="152" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span closure_uid_uhy7ah="175" style="color: #0c343d;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;T&lt;/span&gt;utto ciò fa ben sperare che la distribuzione di &lt;span style="color: blue;"&gt;“Primus”&lt;/span&gt; possa rivelarsi capillare. Ho avuto modo di leggere un paio di libri da loro editi e devo dire che vantano buone collane sia come qualità delle storie che come confezionamento dei libri. Con una mail sobria e senza inutili orpelli mi hanno informato di aver apprezzato il romanzo, ma probabilmente potrebbero esserci ripensamenti sul titolo. Che io sappia svolgono un eccellente editing, come poi è d’obbligo per una CE che abbia certe&amp;nbsp;ambizioni distributive. Non vedo l’ora di cominciare a cooperare sul progetto anche se immagino non avrò molta libertà nei riguardi della copertina e non potrò (forse) scegliere chi scriverà la prefazione al volume. Non allarmatevi: è una normale divisione dei compiti. Quando lo scrittore firma il contratto con un CE firma in realtà anche un piano d’azione relativo al proprio libro.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div closure_uid_uhy7ah="197" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div closure_uid_uhy7ah="197" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div closure_uid_uhy7ah="196" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span closure_uid_uhy7ah="152" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #274e13;"&gt;&lt;strong closure_uid_uhy7ah="179"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;S&lt;/span&gt;e l’Editore è piccolino molto probabilmente gli consentirà di scegliere immagini di copertina e altri dettagli, ma quando il dialogo è con una CE di medie dimensioni, copertina e altri aspetti grafici sono di competenza delle figure che nello staff editoriale si occupano della grafica dei testi (e quindi non solo della copertina, ma anche della scelta dei colori, dei caratteri, della disposizione del titolo, ecc). Allo scrittore, invece, sarà affiancato un editor che controllerà punto per punto il testo alla ricerca di eventuali difetti da eliminare o sezioni da migliorare. In questa fase è fondamentale che l’editor sappia il fatto suo perché gli aspetti da guardare per un romanzo, specie se complesso come &lt;span style="color: blue;"&gt;“Primus”,&lt;/span&gt; sono molti. Insomma scrivere un&amp;nbsp;libro è solo il primo passo di quel processo complicato ed eccitante che porta alla sua pubblicazione.&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div closure_uid_uhy7ah="201" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div closure_uid_uhy7ah="201" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div closure_uid_uhy7ah="180" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span closure_uid_uhy7ah="152" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong closure_uid_uhy7ah="183"&gt;&lt;span closure_uid_uhy7ah="280" style="color: #201
